I "BIAS": GLI ERRORI E I PREGIUDIZI IN CUI CADIAMO NEL DECIDERE

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Parlare del modo in cui prendiamo le nostre decisioni inevitabilmente porta a parlare di Bias, un argomento per me molto intrigante. Il nostro cervello si è evoluto nel tempo per dare un senso alla realtà e prendere decisioni velocemente e con poco sforzo.
Quindi, se il ragionamento logico è la "via evoluta" del cervello di processare informazioni e formulare giudizi, le  scorciatoie e i "pre-giudizi" sono il suo "sistema standard" .

I bias sono meccanismi automatici: si chiamano unconscious perchè si attivano "sotto la soglia della coscienza",  senza che ci fermiamo ogni volta a notarli e a valutare se sono veritieri o no.  Sono scatole, generalizzazioni e semplificazionim che provengono dall'esperienza diretta (anche di una sola occasione), oppure dal sentito dire, dall'educazione, dalla cultura in cui siamo immersi fin da piccoli.
In sè sono assolutamente utili, perchè ci permettono di "non dover capire da capo il mondo ogni mattina".
Il termine bias pare  derivi dalla parola greca che significa obliquo, diagonale, ed è la distanza più breve tra a e b.
Senza queste scorciatoie mentali il cervello esaurirebbe le sue energie, perché prendere una decisione consapevole richiede molta energia mentale. 
La corteccia prefrontale, la zona delle decisioni razionali, è altamente efficiente, ma si stanca molto velocemente, e i pregiudizi, anche se fallibili, sono automatici e inconsci: questo significa che funzionano anche quando le batterie sono basse. 
Il problema sorge quando queste generalizzazioni o stereotipi su gruppi di persone, paesi, attività ci impediscono di vedere quella persona specifica, quella situazione specifica, rischiando di farci omettere dati importanti, di farci prendere abbagli e di farci fare errori.
Un pericolo ancora maggiore è rappresentato dal fatto che questi meccanismi automatici si supportano l'un l'altro: l' Availability bias ci porta a credere che l'informazione più immediatamente disponibile sia vera;  poi il Confirmation bias ci fa vedere solo i fatti che confermano una certa opinione, sottovalutando le eccezioni; e il Blindspot bias ci rende impossibile riconoscere che questi pregiudizi stanno avendo luogo, anche quando le eccezioni cominciano a diventare troppe.

Senza allenamento non siamo in grado di prendere una decisione e contemporaneamente notare che quella decisione può essere fallata: ci serve un allenamento pregresso, una sorta di terzo occhio, e ci servono soprattutto gli occhi e le orecchie degli altri.Da soli raramente ci rendiamo conto in tempo reale di essere vittime di un bias, ma spesso ne abbiamo la conferma col senno di poi, quando qualcosa va male.
Se qualcuno ci fa un' obiezione, e non siamo già allenati e aperti all' eventualità di essere in errore o di aver escluso dei fatti, ci offendiamo pure!
Infine, se le cose dopo la decisione vanno bene, non rimetteremo mai in discussione la decisione presa, né il processo potenzialmente fallace che l'ha guidata.

Eppure, gli scienziati hanno scoperto che ci sono più di 100 pre-costrutti, 100 meccanismi automatici che si innestano nel nostro cervello: in tutti i nostri cervelli.
Perchè, come si usa dire, "se hai un cervello, hai dei bias"

Ecco i 20 esempi più comuni di bias cognitivi che compromettono le nostre decisioni, raccolti dal Cognitive Bias CodexAnchoring biasLe persone si affidano troppo al primo pezzo di informazione che trovano. In una negoziazione salariale chiunque fa la prima offerta stabilisce un range di possibilità nella mente dell'altra personaAvailability biasLe persone sovrastimano l'importanza delle informazioni che sono disponibili. Uno potrebbe dedurre che fumare non è poco sano solo perché sa di una persona che ha vissuto fino a cent'anni fumando tre pacchetti di sigarette al giornoBandwagon effectLa probabilità che una persona adotti una credenza aumenta in funzione del numero di persone che hanno quella credenza. Questa è la causa molto potente del group thinking e la ragione per cui i meeting spesso sono improduttivi.Blind Spot biasNon riconoscere la propria tendenza ad avere bias cognitivi è in sè un bias. Le persone notano i difetti cognitivi e motivazionali molto più negli altri che non in se stesse.Choice supportive biasQuando scegli qualcosa tendi a sentirti bene dopo la scelta, anche se la scelta ha dei difetti. Come quando pensi che il tuo cane è carino, e hai fatto bene a sceglierlo, anche se ogni tanto morde qualcuno.Clustering IllusionQuesta è la tendenza a vedere schemi in avvenimenti casuali. E' la chiave per molti errori nel gioco d'azzardo, come l'idea che il rosso sia più o meno probabile sulla ruota di una roulette dopo che è uscita una fila di rossi.Confirmation biasTendiamo ad ascoltare solo le informazioni che confermano il nostro preconcetto. Questo Bias è in realtà intrecciato a qualunque pregiudizio o convinzione si formi nel nostro cervello: sarà inevitabile che il cervello cerchi conferme, e che le trovi, tagliando fuori invece tutti i dati contrari, finchè non sono macroscopici, e spesso anche oltreConservation biasSuccede quando le persone privilegiano le prove trovate per prime, rispetto alle nuove prove emerse successivamente. La gente ha fatto fatica ad accettare che la terra fosse rotonda perché manteneva la convinzione precedente che fosse piattaInformation biasE' la convinzione che più sappiamo su un argomento, meglio decideremo. In realtà avere più informazioni non e' sempre meglio, anzi, spesso le persone con meno informazioni possono anche prendere decisioni più accurateOstrich effectLe informazioni pericolose o negative vengono sepolte nella sabbia, come fa lo struzzo. Le ricerche mostrano che gli investitori controllano il valore dei propri titoli molto meno di frequente nei periodi negativi di mercato, che in quelli positivi.Outcome biasIl fatto che le cose vadano bene dopo una decisione non dimostra necessariamente che quella fosse una buona decisione. Solo perché avete vinto a Las Vegas una volta, non significa che scommettere il proprio denaro sia una decisione intelligente.OverconfidenceL'eccessiva fiducia in noi stessi ci fa prendere a volte dei grandi rischi nella nostra vita quotidiana. Le persone esperte sono più facilmente vittima di questo bias, perché hanno una maggiore autostima e una maggiore convinzione di avere ragione.Placebo effectQuando credere che qualcosa avrà effetto provoca l'effetto positivo desiderato. In medicina a volte si prescrivono pillole di zucchero semplicemente per generare questo effetto nelle persone e ottenere la guarigione.Pre-innovation biasSuccede quando chi propone un’ innovazione tende a dare troppo valore alla sua utilità e troppo poco valore ai suoi limiti o effetti collaterali.Recency biasE’ la tendenza a pesare le informazioni più recenti di più dei dati più vecchi. Gli investitori spesso pensano che il mercato sarà sempre nel modo in cui è stato negli ultimi tempi, e quindi prendono decisioni poco sagge, dimenticandosi del passato.Salience biasÈ’ la nostra tendenza a focalizzarci sui tratti più facilmente riconoscibili o più vistosi di una persona o di un concetto. Ti preoccupi di cadere con l 'aereo perchè un aereo che cade è un fatto molto impattante visivamente ed emotivamente, quando invece è statisticamente molto più probabile morire in un incidente d'auto. Oppure giudichi una persona dal tratto più evidente che ha, fosse pure l'abito.Selective perceptionConsentire alle nostre aspettative di influenzare il modo in cui percepiamo il mondo, in altri termini vediamo quello che vogliamo vedere, o che stiamo cercando di dimostrare: un esperimento sul gioco del football tra studenti di due università mostrò che ciascuna squadra vedeva l'altra squadra commettere più falli.Stereotyping biasAspettarsi che un gruppo o una persona avrà certe qualità senza avere informazioni reali su quel gruppo o quella persona. Ci permette di identificare velocemente gli stranieri come amici o come nemici , ma tendiamo a fare un uso eccessivo di questa capacità.Survivorship biasUn errore che accade quando ci concentriamo solo sugli esempi positivi, di successo o di "sopravvivenza" legati ad una professione o ad una decisione. Per esempio potremmo pensare che essere un imprenditore è semplice solo perché non abbiamo mai conosciuto qualcuno che è fallito.Zero risk biasTra i bisogni basilari dell'essere umano c'è la sicurezza, anche se è controproducente. Eliminare del tutto il rischio significa che non c'è nessuna possibilità di farsi male o di fare male agli altri. E dunque anche nessuna possibilità di cambiare le cose per il meglio.
Se volete rivedere una sintesi dei 20 bias cognitivi più comuni, li trovate descritti anche in una simpatica video-grafica da Clarc Kegley su YouTube:
i primi 10 nella Part 1 i secondi 10 nella Part 2

Ma come fare per contrastare i "bias",  se sono, giustappunto, inconsci?
1. Sapere che esistono, e analizzare le nostre decisioni passate
Già il piccolo elenco di 20 che vi ho proposto dovrebbe far nascere alcune domande:
Di quali sono più frequentemente "vittima"?
Quando ho preso delle decisioni nell'ultima settimana, quale di questi 20 bias riconosco che si è manifestato?

2. Sapere che esistono, e analizzare meglio le  nostre decisioni future
Il piccolo elenco è ovviamente molto più utile guardando il futuro.
Per le decisioni della prossimaa settimana a quale bias voglio prestare più attenzione?Consapevoli della loro esistenza, ogni volta che siamo di fronte ad una decisione, possiamo prendere la lista dei Bias, e mettere la decisione al vaglio
3. Cercare il parere degli altriNon dobbiamo decidere da soli: confrontarci con altri è indispensabile.
E quanto più sentiamo di essere convinti, tanto più dobbiamo cercare confronto.

4. Osservare gli altri per imparare e aiutarli
Parlare con le persone aiuta a individuare i loro meccanismi automatici (è sempre più facile vedere la pagliuzza nell'occhio del vicino :-)), ma anche questo è allenamento.
Notare le semplificazioni o generalizzazioni che "fregano" gli altri  ci dà la possibilità di far loro da specchio, gettando luce con garbo, e sempre in modo ipotetico e rispettosamente curioso, su meccanismi di cui molto probabilmente non sono al corrente. Hai considerato che ...... ? Mi pare che tu ...... e se.....?



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