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I segreti dei grandi TED talks

foto di un palcoscenico con il sipario chiuso
www.pexels.com - monica silvestre

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Chris Anderson, storico curatore dei TED Talks, ci offre 4 principi del public speaking efficace: un solo messaggio e non mille, che sia una storia, una “idea” che si connetta e si sincronizzi alla vita, alle emozioni, al linguaggio e al “sistema operativo” di chi ascolta. Le idee ben trasmesse fanno evolvere le relazioni , i sistemi e la cultura umana.

Qualcuno crede che ci sia una formula per i TED Talks di maggior successo: Condividi una storia della tua infanzia + Rivela un segreto personale + Lancia un appello.
Ma non è così che Chris Anderson e i suoi collaboratori vedono un TED Talk: di fatto, con un abuso di questi strumenti, si finisce per creare luoghi comuni e strutture ripetitive, e si risulta fasulli e manipolativi.

Chris Anderson, che negli ultimi anni ha ascoltato centinaia di oratori, ha voluto condividere qual è LA COSA che hanno in comune tutti i più grandi speech: anche se gli speaker e i temi sono tutti diversi, tutti sono portatori di un ingrediente meraviglioso: un’ IDEA.

Nei tradizionali 18 minuti (ormai molto meno) di un TED Talk i cervelli di centinaia di persone live (e milioni on line) cominciano a sincronizzarsi, tra di loro e con chi è sul palco, e tutti cominciano letteralmente a mostrare gli stessi schemi mentali e a provare le stesse emozioni. Se potessimo guardare nel cervello di chi sta parlando con un brain scan, vedremmo miliardi di neuroni interconnessi in un groviglio impossibile, e qualche milione collegato intorno ad una singola idea.
In pochi minuti, uno schema che coinvolge milioni di neuroni viene teletrasportato in migliaia di menti in presenza, e milioni di menti a distanza, perché quelle persone ascoltano una voce e guardano un viso.

Cos’è in realtà un’idea?
In sè è uno schema di informazioni che aiuta a capire e ad attraversare il mondo.
Le idee hanno mille forme e dimensioni, dal complesso e analitico al semplice e estetico.
Ecco alcuni esempi dal palco di TED:
Sir Ken Robinson — la creatività è la chiave del futuro dei nostri figli e la scuola la sta uccidendo
Elora Hardy — gli edifici in bambù sono meravigliosi perchè eleganti e resistenti ai terremoti.
Chimamanda Adichie — le persone hanno più identità, gli stereotipi non sono falsi: sono incompleti.

Il sistema operativo del nostro cervello è composto da milioni di idee singole, che collettivamente formano una struttura straordinariamente complessa, che è la nostra personale visione del mondo.
Ovviamente le idee di cui è basata la nostra visione del mondo sono importanti, perchè ci servono per gestire ciò che accade intorno a noi.
La visione del mondo di altre persone, però, potrebbe essere completamente differente dalla nostra.
Le idee contano perchè, se comunicate correttamente, sono capaci di cambiare, magari per sempre, il modo in cui qualcuno vede il mondo, e guidare le sue azioni future. Le idee sono la forza più potente che determina la cultura umana.

Bene, se accettiamo che il compito primario di un oratore sia quello di costruire un’idea nella mente del pubblico, sono quattro le linee guida da seguire:

1. Limitare l’intervento ad una sola grande idea.
Le idee sono complesse; dovete tagliare il vostro speech in modo da concentrarvi sulla singola idea a cui tenete di più, e darvi la possibilità di spiegarla correttamente.
Dovete dare un contesto, fare esempi, renderla viva. Prendete un’ idea, e fatene il filo conduttore del vostro intero intervento, in modo che ogni cosa che dite vi si riconduca.

2. Dare al pubblico una ragione per ascoltare.
Prima di cominciare a costruire connessioni nella mente del vostro pubblico, dovete chiedere il permesso di entrare. E lo strumento principale per riuscire ad entrare è creare curiosità.
Stuzzicate la curiosità del pubblico. Usate domande intriganti e provocatorie, per identificare perché una cosa non ha senso e richiede spiegazioni. Se fate emergere uno scollegamento, una incoerenza, un desiderio, chi ascolta sentirà la necessità di riempire quel gap, e una volta suscitato quel desiderio, sarà più facile offrire la vostra idea.

3. Costruire l’Idea pezzo per pezzo, attraverso concetti che il pubblico già conosce e capisce.
Usate il potere del linguaggio per tessere concetti che già esistono nella mente degli astanti — ma non usate il vostro linguaggio, usate il loro!
Gli oratori spesso dimenticano che molti dei termini e concetti con cui convivono ogni giorno sono del tutto ignoti a chi li ascolta.
Qui le metafore, per esempio, giocano un ruolo essenziale: possono spiegare semplicemente uno schema, basandosi su cose che l’ascoltatore già capisce.
Per esempio, quando Jennifer Kahn voleva spiegare l’incredibile nuova biotecnologia chiamata CRISPR, diss, “È come se, per la prima volta, aveste un programma per modificare il DNA. CRISPR permette di tagliare e incollare informazioni genetiche molto facilmente.” Una spiegazione semplice come questa crea chiarezza, perchè si aggancia nella nostra mente a qualcosa che già è presente.
È importante, quindi, testare i vostri interventi su amici fidati, e scoprire quali parti li confondono e possono / devono essere raccontate con altre parole.

4. Rendere le Idee degne di condivisione, perchè sono un regalo
Chiedetevi sempre: Chi può trarre un vantaggio da questa idea? A chi è utile? In che modo?
Certo, dovete essere onesti nel rispondere. Se l’idea serve solo a voi, o alla vostra organizzazione, forse non è del tutto “degna di condivisione”.
Ma se credete che l’idea abbia il potenziale di illuminare la giornata di qualcuno o cambiare in meglio la prospettiva delle persone, o ispirare gli altri a fare le cose diversamente, allora avete l’ingrediente principale per un intervento impattante, che può essere un grande regalo per chi lo ascolterà.”

Chiudo con una riflessione.
Alla fine di questo breve elenco credo che ci rendiamo conto tutti benissimo che si tratta di 4 Principi che valgono dallo story telling più colloquiale a forme di comunicazione di massa, anche potenzialmente devastanti. Conoscere queste 4 Regole è fondamentale: è utile per rendere il nostro messaggio efficace, ma è utile anche per riconoscere chi cerca di far passare messaggi deviati e pericolosi, e poterlo arginare e contrastare.


Guarda il TED Talk di Chris Anderson

Questo articolo è stato redatto da Giulia Rosa Sirtori, Executive & Team Coach dal 2013, con credenziale MCC ICF e con 20 anni di esperienza executive in ambito marketing e vendite. Giulia aiuta i leader a ottenere il meglio da se stessi e dai loro team, facendo meno fatica e avendo più equilibrio ed energia. Lavora in italiano, inglese e francese

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