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Cosa significa “potere”?
Gloria Feldt, co-founder e Presidente di Take The Lead ci invita a questa riflessione.
Ci sono varie definizioni, non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma di sicuro una riflessione sul potere è cruciale, se vogliamo aiutare le donne ad avanzare e prendere spazio, sul lavoro e nella società in genere.
Le ricerche indicano che le donne sono eccellenti, e anche superiori anche agli uomini su molti fronti:
– le donne hanno valutazioni migliori sulle Leadership Skills
(Zenger & Folkman, McKisney Women Matter studies)
– le donne aumentano l’intelligenza collettiva e la sensibilità ai segnali sociali (Woolley & Malone).
– i valori più tipicamente femminili della leadership vengono valutati in modo sempre più positivo
(The Athena Doctrine: How Women and the Men Who Think Like Them) Will Rule the Future – Gerzema)
– avere più donne al comando porta un migliore ROI (McKinsey; Ernst&Young; Catalyst)
Ma le donne hanno meno del 30% delle posizioni di comando, anche se alla base sono moltissime.
E’ solo colpa degli uomini e di un contesto che per secoli è stato interamente maschile e maschilista? Forse no.
È importante che le donne diano il giusto valore al loro lavoro e alle loro capacità.
Gloria Feldt lo vede nelle indagini che fa in azienda, e io stessa lo sperimento lavorando con tante donne di valore e di peso: molte barriere sono interne, intime, personali.
Molte donne non danno sufficiente valore a chi sono, alle risorse che hanno, e al contributo che portano.
Le donne lavorano di più degli uomini prima di sentire di avere fatto il loro dovere e di meritare il loro stipendio. Le donne spesso non osano candidarsi perchè non si sentono perfette: se un uomo vede una job description che menziona due capacità che lui non ha, si candiderà comunque per quel lavoro, mentre una donna no. Deciderà magari di studiare o migliorarsi fino a quando non sentirà di possedere quelle competenze. E nel frattempo un uomo l’avrà sicuramente scavalcata.
Ed è necessario che le donne scelgano il potere, che lo vedano come POTERE DI fare qualcosa, non come POTERE SU altre persone.
Il potere in sè è amorfo: ha le qualità che noi gli diamo, e le donne si tengono a volte lontane dal potere a causa della sua tradizionale accezione di forza sugli altri, a volte anche di violenza.
Molte donne, oltre che spettatrici, sono anche vittime di questo tipo di potere, che innegabilmente esiste.
Ma se cambiamo il nostro modo di pensare, e lo vediamo come “potere di innovare”, “potere di risolvere i problemi”, “potere di rendere la vita più semplice”, questo ci mette in condizione di usare il potere per noi e per il mondo. Il potere è una risorsa fondamentale, che può essere condivisa.
ECCO ALLORA ALCUNI STRUMENTI PER ABBRACCIARE IL POTERE FEMMINILE, RACCONTATI DA GLORIA FELDT
Sono incarnati da tante donne che ce l’hanno fatta, e possono ispirarne molte altre
1. Dare valore alla propria storia e ai propri successi
Ada Lovelace creò l’algoritmo che sta alla base del Lavoro di Steve Jobs: nessuno lo sa.
I successi delle donne raramente sono documentati, come invece accade al lavoro dei colleghi maschi.
Dobbiamo convincerci che non basta “fare”: dobbiamo anche far sapere che abbiamo fatto.
La tua storia è il tuo potere, la tua verità e la tua storia sono ciò che dà significato e contesto alle persone che lavorano con te, e questo un elemento fondamentale dell’essere leader. La tua storia è in primis quello che racconti a te stessa, di te stessa.
2. Stabilire cosa conta per noi, e dirlo, nella lingua degli uomini
Ogni giornata è l’opportunità di fissare il nostro scopo e la nostra intenzione,e di comunicare nelle parole e nei fatti i nostri valori.
E poi dobbiamo farci ascoltare, parlando la lingua di chi dovrà capire, cioè al 90% uomini.
Ecco come:
– fare dichiarazioni semplici
– non finire mai una frase con un punto di domanda, a meno di non voler veramente fare una domanda
– definire l’agenda, le cose di cui si vuole parlare, non lasciarle decidere ad altri
– smettere di scusarci
– eliminare il verbo sperare, usare il verbo pianificare e fare
– chiedere! dando un nome chiaro a quello che si chiede
3. Utilizzare le reti in cui siamo già inserite
Possiamo prendere il potere che già abbiamo, creare network e legami, cercare sponsorizzazione anche presso altre donne: si crea un circolo virtuoso quando aiutiamo le altre donne. La leadership è un’azione collettiva che raduna persone. Mai avere paura di chiedere aiuto e di offrire aiuto!
4. Abbracciare le attività difficili, che contano, che fanno la differenza
“Fate ogni giorno qualcosa di cui avete paura“, diceva Eleanor Roosevelt.
Per molte donne il conflitto è una delle cose più faticose, perchè per indole o educazione (più spesso la seconda) noi siamo quelle che preservano l’armonia. Partecipare a dibattiti e usarli come un’opportunità per insegnare e spiegare quello che è importante per voi!
Considerando quanto i social media sono importanti ed influenti nelle nostre vite, ci sono oggi delle autostrade per noi per esprimere la propria opinione.
Un’altra cosa poco naturale per molte di noi, perchè fin da piccole ci viene detto che “non è roba per donne” sono le discipline STEM, scientifiche, economiche, tecnologiche, l’AI. Meno male che abbiamo ormai esempi egregi a cui ispirarci, ma possiamo e dobbiamo far diventare la cosa strutturale, come discusso anche durante il World Economic Forum a Davos a gennaio 2026.
5. Carpe Caos
Crisi è spesso sinonimo di Opportunità. Un tema che è emerso durante la crisi finanziaria del 2008 era la mancanza di donne nei boardroom delle società come Lehman Brothers, e in virtù di quello Christine Lagarde ha avuto un vantaggio sui suoi predecessori.
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