CREATIVITA' E ROLE STORMING: COME LAVORAVA WALT DISNEY

pubblicato 04 lug 2017, 02:15 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 04:59 ]
Una delle migliori tecniche per sviluppare una qualunque skill, in particolare la creatività, è mettersi nei panni di qualcuno che per noi rappresenta il meglio di quella capacità.
Ti faccio un esempio: se durante un brainstorming sei il tipo di persona che normalmente trattiene le idee, temendo che non siano abbastanza buone, hai la possibilità di fare un cambio di ruolo e di diventare un'altra persona, diciamo per esempio Steve Jobs.  Devi sentirti Steve Jobs in quella sessione di brainstorming: non sei più Jim o Jenny: sei Steve. Vedi, ascolti, senti, provi, pensi quello che vede, ascolta, sente, prova, pensa Steve.  Steve non se ne uscirà mai con piccole idee: Steve metterà sul tavolo idee grandi, giganti, oltraggiose. E nessuno riderà di Steve.  Anzi. È  molto più facile  ridere di Steve se mette sul tavolo un'idea piccola e modesta.

Come vedi il role storming rimuove tutte le barriere e le paure, e lascia libera la creatività.
Ci sarà tempo poi per mettere le idee al banco di prova della realtà e della realizzazione: la cosa più importante, prima di tutto, è che le idee escano allo scoperto.

Questa introduzione mi permette di raccontarti la più famosa tecnica di creatività sviluppata dalla PNL, modellata da Robert Dilts sul modo in cui lavorava Walt Disney.
Disney usava tre approcci separati al suo lavoro creativo e si alternava in questi tre ruoli , che definiamo Sognatore, Realista e Critico.
Ogni ruolo ha un orientamento e un'utilita' specifica in relazione al processo creativo.
Dilts afferma che ciascuno di noi ha questi tre ruoli dentro di sé: qualcuno è capace di giocarli spontaneamente tutti e tre, mentre la maggior parte di noi è più orientata verso uno o due di essi.

Il succo del diventare più creativi è essere capace di far parlare tutti e tre i ruoli, e trovare un equilibrio.
Il Sognatore senza il Realista non può trasformare le idee in espressioni tangibili;  il Critico e il Sognatore senza il Realista si bloccano in un conflitto continuo;  il Sognatore e il Realista possono creare cose poco utilizzabili senza l'intervento del Critico.  

Come possiamo sviluppare questi tre ruoli attraverso il processo creativo ? Secondo Dilts è solo una questione di approccio mentale: il concetto chiave è  mettersi nei panni del Sognatore, del Realista e del Critico, essendo al 100% quel personaggio, e raccogliendo le idee, i suggerimenti e le osservazioni di ciascuno.
E alla fine uscire dai tre ruoli, riprendere la regia della situazione, fare una sintesi super partes,  decidendo cosa fare.


Come è possibile entrare al 100% nei panni di un Sognatore, di un Realista o di un Critico, se magari la nostra natura ci porta lontano da alcuni di questi ruoli?

Possiamo pensare ad esempi reali di persone che conosciamo, amici, familiari, collaboratori  o colleghi che per noi sono l'emblema di un certo ruolo.
E se non abbiamo esempi emblematici nella nostra realtà quotidiana, va benissimo anche usare personaggi famosi o personaggi dei film o dei libri.
Quello che conta per il cervello è incarnare un ruolo: sentirsi al 100% nei pensieri, nelle emozioni e nelle sensazioni di quel personaggio.  Da lì in avanti le cose che pensi che senti e che dici cambiano.


ECCO COME USARE CONCRETAMENTE IL MODELLO DELLA CREATIVITA' DI WALT DISNEY

Di fronte ad una decisione difficile, una situazione che richiede creatività e pensiero innovativo, da solo/a, o facendoti aiutare da un coach o da un collega , entra nei 3 diversi stati  come suggerito di seguito, e rispondi alle seguenti domande :

FASE «SOGNATORE» : Cosa Voglio

Entra nello stato «Sognatore»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui hai espresso al massimo la tua creatività, o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di creatività. Poi rispondi a queste domande:

Che cosa vuoi fare?
Cos’altro ? 
Con quale scopo  vuoi farlo?
Quali sono i benefici?
Come saprai che li hai ottenuti?
Quando prevedi di goderne?
Dove vorresti che questa idea ti portasse in futuro?
Chi vorresti essere o a chi vorresti assomigliare in relazione a questa idea?

 

FASE «REALISTA»: Come

Entra nello stato «Realista»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui ha espresso la tua concretezza o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di concretezza. Poi rispondi a queste domande

Quando l’obiettivo sarà realizzato completamente?
Chi verrà coinvolto? Chi saranno i principali attori?
Che risorse servono (tue, di altri..)?
Come verrà messa in pratica l’idea?
Qual è il primo passo da compiere?
Qual è il secondo passo da compiere? E il terzo?
In base a quale feedback continuo saprai che ti stai avvicinando all’obiettivo o te ne stai allontanando?
Come saprai che sei arrivato?


FASE «CRITICO» E se?
Entra nello stato «Critico»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui ha espresso la tua capacità critica o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di capacità critica. Poi rispondi a queste domande

Chi verrà influenzato da questa nuova idea?
Chi ne consentirà l’esecuzione?
Quali sono i loro vantaggi e interessi?
Chi potrebbe obiettare?
Quali possibili conseguenze?
Come realizzare la tua idea tenendo conto di tutti questi fatti?
Cosa non ti piace?
Quando e dove preferiresti NON realizzare questo progetto o questa idea?
Cosa è necessario e cosa manca al progetto?

E alla fine uscire dai tre ruoli, riprendere la regia della situazione, fare una sintesi super partes,  decidendo cosa fare.

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