ESSERE PIU' CREATIVI. SUBITO


MODI PRATICI PER FAVORIRE LA CREATIVITA' IN AZIENDA

pubblicato 29 lug 2017, 08:35 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 29 lug 2017, 08:52 ]

Josh Linkner, esperto planetario in tema di creatività, afferma che ci sono due grandi miti sulla creatività, che possono essere facilmente smentiti.
La buona notizia è che non servono doti divine e nemmeno 30 anni di studio:  possiamo immediatamente diventare più creativi, basta volerlo.

Il primo mito sono le etichette 
Nella nostra società attribuiamo diversi livelli di creatività a lavori diversi.
Pensiamo che siccome uno è un musicista allora deve essere sicuramente un creativo, mentre se uno è uno statistico o un contabile sicuramente non sarà creativo.
Ebbene, quello che sappiamo per certo è  che ci sono centinaia di musicisti professionisti  nelle orchestre che suonano perfettamente le note su uno spartito, ma in realtà non creano niente: sono degli ottimi tecnici ma non sono veramente dei creativi .
D'altro canto abbiamo visto,  in forme non sempre legali, grandissime dimostrazioni di creatività da parte di esperti di finanza,  che non sono normalmente considerati l'emblema della creatività.  

Il secondo mito è la paura
Si tratta del mito più grande, e del più significativo ostacolo allo sviluppo della creatività.
Quando permettiamo alla paura di parlare per noi, impediamo al nostro potenziale creativo di esprimersi.

Vi faccio un esempio: siete seduti in un meeting e vi viene una grande idea, ma invece di condividerla con gli altri, la trattenete e dite a voi stessi " boh chissà cosa penserà il capo?" oppure "se è un'idea così geniale perché non è venuta a qualcun'altro?" oppure " e dove li troviamo i soldi?" oppure "mi prenderanno per pazzo".
Siamo così condizionati dal giudizio degli altri che fino a quando un'idea non è solida come una roccia, ci asteniamo dal condividerla.

In un contesto di questo tipo, la creatività non può mai fiorire.  
Però possiamo aiutare noi stessi e i nostri team a sentirsi a proprio agio nel condividere la creatività: possiamo creare un ambiente che la favorisca e la supporti, che dia valore alla produzione di idee, buone o cattive che siano.

Se decidiamo di farlo, se decidiamo di cambiare approccio, e di comunicarlo in modo chiaro,  sarà molto facile rimanere stupiti da rapidi cambiamenti a cui assisteremo.


Prepararsi alla creatività
Immagina di essere un musicista professionista che deve tenere un concerto alla Carnegie Hall, o un ballerino che deve esibirsi alla Scala. Sicuramente non ti presenterai 3 minuti prima dell'evento, salendo sul palco trafelato. Arriverai presto, ti concentrerai, accorderai il tuo strumento o farai stretching, riproverai dei passaggi, indosserai il tuo vestito di scena, guarderai il pubblico in sala. 
Ti preparerai  a quel momento!


Nel business dovrebbe essere la stessa cosa, ma non lo facciamo.
In azienda quando abbiamo bisogno di idee, normalmente diciamo "ok abbiamo 5 minuti sarà meglio tirare fuori qualche idea creativa" e poi ci chiediamo come mai escono solo idee scadenti.
Tutti possiamo diventare più creativi, ma la cosa essenziale per riuscirci e' prepararci ed essere nelle condizioni migliori per farlo. 


ECCO ALCUNE SEMPLICI IDEE PER FAVORIRE LA CREATIVITA' NEI  TUOI COLLEGHI / COLLABORATORI 

1. Porta una palla in riunione e lanciala in giro per 20 secondi:  è incredibile quanta energia si sprigionerà.
 

2. Prendi una foto a caso, da una rivista o da Internet, e chiedi al tuo team di immaginare che quella foto sia la scena di un film. Che cosa sta succedendo in quel film ?  
Lascia che le persone immaginino e inventino quello che è successo prima, quello che sta succedendo, quello che succederà dopo.
Questo è un altro modo per mettere le persone immediatamente in uno stato di creatività

3. Crea un ambiente fisico favorevole.
Gli artisti per secoli hanno viaggiato per farsi ispirare dai posti e dalle persone.
Ora,  se sappiamo che l'ambiente e' importante, mi chiedo perché le sedi della maggior parte delle aziende siano diventate dei luoghi di deprivazione sensoriale.
Mettiamo le persone in uno spazio noioso, in un cubo grigio con delle luci fluorescenti, e poi ci chiediamo perché le loro idee non sono così interessanti. Per trovare ispirazione, e per aiutare le tue persone a fare lo stesso, portale in un posto che le ispiri. Anche se non hai soldi per ridecorare o cambiare il layout degli uffici, puoi portare un pomeriggio il tuo team a vedere una mostra,  oppure a fare una passeggiata nella natura. Non devi spendere una fortuna, ma quando hai bisogno di alzare la testa e immaginare, è difficile farlo seduti in un cubo.

4. È necessario costruire una cultura che favorisca, nutra e celebri la creativitàpiuttosto che una cultura che la punisce: metà della battaglia sta qui. Come?
Ti faccio un esempio: una delle società che ho intervistato per il mio libro dà ad ognuno dei team members due “risk cards” all'anno. 
Ogni collaboratore riceve all'inizio dell'anno due risk card,s che sono due inviti a essere sfacciatamente creativi e a prendere importanti  rischi. 
Se l'iniziativa creativa e rischiosa fallisce, il collaboratore gioca la sua risk card, e non ci saranno conseguenze per lui: nessun feedback negativo, nessun processo, niente.
Alla fine dell'anno ogni capo chiede ai collaboratori se ciascuno di loro ha utilizzato tutte e due le risk card, e se una persona non le ha usate entrambe, questo diventa  un punto di demerito. 
Mi rendo conto che può sembrare folle è pericoloso.
Io la vedo in un altro modo: in un mondo  ipercompetitivo, instabile, incerto, complesso e fluido,  quanto più è  pericoloso non  essere allenati a  rischiare?

Ci sono molte persone che conducono il loro business e le loro vite cercando di giocare sul sicuro, e molti si ritrovano a scoprire che giocare sul insicuro è diventata proprio la cosa più rischiosa di tutte.



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FATE I DISEGNINI MENTRE SIETE AL TELEFONO O IN RIUNIONE? MOLTO BENE !

pubblicato 21 lug 2017, 06:13 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 21 lug 2017, 10:12 ]


Fare free style rap, o fare improvvisazione jazz col piano sono attività che stimolano il sistema di gratificazione del cervello, producendo una grande varietà di effetti positivi.
Ma non dobbiamo sentirci tagliati fuori se non abbiamo quelle capacità. In realtà uno studio pubblicato di recente mostra che lo stesso tipo di attività cerebrale è sollecitato anche da una cosa molto semplice e molto quotidiana,  come fare i disegnini mentre ascoltiamo qualcuno o mentre stiamo parlando. 

Il team di ricercatori che fa capo a Girija Kaimal della Drexel University ha scoperto che due minuti di disegno free style al giorno  attivano il sistema di gratificazione nel cervello, e ci rendono più creativi e più fiduciosi nelle nostre capacità di problem solving. 

Quando ignoriamo, o respingiamo la nostra tendenza a "pasticciare" stiamo riducendo o compromettendo una importante fonte di positività, energia e innovatività per il cervello.
In sostanza, il piacere stesso dello scarabocchiare, e delle attività artistiche e creative in genere,  è importante in sè, indipendentemente dal risultato finale.

Lo studio su piccola scala metteva a confronto 26 partecipanti adulti: 11 artisti e 15 non-artisti. Mentre il cervello di ciascuno di loro veniva scansito con uno spettroscopio funzionale, ognuno aveva a disposizione 3 minuti per disegnare qualunque cosa volesse, poi 3 minuti  per fare cerchi a partire da un punto, e infine 3 minuti per colorare delle forme geometriche dentro un mandala. Tra un'attività e l'altra passavano 2 minuti con gli occhi chiusi. Prima e dopo l'esperimento riempivano un questionario che chiedeva loro di dare un voto alla propria capacità di inventare, risolvere problemi, immaginare. 

I ricercatori evidenziarono che i 3 momenti di attività visuale , rispetto ai momenti di stop ad occhi chiusi, mostravano una fortissima attivazione della parte del cervello che registra il piacere e la gratificazione. E il disegno free style e il fare cerchi in libertà risultarono attività capaci di aumentare l'attività cerebrale molto di più che il colorare negli spazi.
Dunque se avete speso soldi per quei meravigliosi quaderni da colorare per adulti, sappiate che colorare liberamente un foglio con segni e figure a caso produce effetti migliori.
Tra l'altro, i risultati furono identici per artisti e non artisti.

Inoltre tutti i partecipanti  diedero voti più alti alla propria capacità di inventare e risolvere problemi dopo le attività di disegno, rispetto a prima di iniziare a disegnare.
E' facile capire quali impatti possano avere queste scoperte sulla possibilità di aumentare la nostra creatività e di aiutare gli altri a migliorare la propria, indipendentemente dall' età, dal background artistico, dal genere.

Ovviamente studi più estesi e quantitativi serviranno per trarre conclusioni più solide, ma considerando che non ci sono effetti collaterali.....perchè non iniziare subito a fare un pò di doodling? 


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4 STEP PER AVERE PIU' "AHA MOMENTS"

pubblicato 17 lug 2017, 02:46 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 17 lug 2017, 02:50 ]


Il proprietario di un'agenzia grafica si preoccupa perchè i suoi clienti non sono più così entusiasti di lui, nonostante i suoi sforzi: anche un marketing plan che sembrava a prova di bomba poco tempo fa, adesso non porta più risultati. Che cosa può fare?
Il nostro istinto di problem solver ci porterebbe a dire che farebbe meglio organizzare subito un brainstorming, da cui far emergere velocemente un piano d'azione dettagliato.

Eppure molte ricerche e molte esperienze dirette ci suggeriscono che prendersi un momento di inattività è in realtà la cosa più utile.
Le persone spesso dicono che le migliori soluzioni  arrivano nel momento in cui stanno facendo la doccia, stanno cucinando, stanno facendo sport,  invece che nel momento in cui sono intensamente concentrate a cercarle.  Gli “aha moments” sono luminosi come scintille,  e spesso emergono inaspettati  quando la nostra mente e' tranquilla, e la nostra coscienza è a riposo.
Questi “aha moments” spesso ci fanno trovare davvero l'unica soluzione ai problemi, o la vera soluzione ai problemi.

La buona notizia è che questi flash di intuizione non sono solo casuali, ma possono essere favoriti da condizioni specifiche. Per anni David Rock e Josh Davis del Neuroleadership Institute hanno condotto ricerche che ci hanno portato a identificare quattro specifici step per aiutare il nostro cervello ad avere più momenti di questo genere. 

 

1 L’importanza del silenzio

Che tu sia un imprenditore, un manager o un impiegato, la tua agenda è probabilmente piena di riunioni.  Il risultato è che passi molto tempo circondato da tanta gente, senza mai avere un momento di pace da solo con te stesso.

Sappi che il silenzio e la solitudine sono cruciali per nutrire i momenti di scoperta.

Le intuizioni possono emergere solo quando smette la confusione.

I ricercatori hanno solo da poco cominciato a prestare più attenzione ai benefici della quiete per generare idee,  e lo stato di quiete più avanzato è la meditazione, che molti studi ormai dimostrano essere intimamente legata alla capacità di prendere decisioni migliori (leggi le pubblicazioni di Psychological Science). Chi era coinvolto in queste ricerche, ha preso decisioni migliori dopo solo 15 minuti  passati meditando senza distrazioni.

COSA FARE - N° 1

Non importa quanto tu sia impegnato: devi assolutamente trovare il modo di crearti delle pause tra le riunioni, e di mettere in agenda del tempo da solo con te stesso: chiuditi in una sala riunioni da solo,  ancora meglio esci dall'ufficio e vai a fare una passeggiata.

 

2. Rifletti: guardati dentro, non fuori

Una volta trovato un posto tranquillo, concentrati sui tuoi pensieri e ignora tutto quello che sta succedendo intorno. Mark Jung-Beeman ha scoperto che proprio prima di un momento di rivelazione ci sono onde cerebrali di tipo Alfa nella corteccia visiva del cervello: queste onde  indicano che l'informazione esterna è ridotta al minimo

Il focus verso l'interno spesso va a braccetto con il “mind wandering”, il lasciar viaggiare la mente, e questo è un altro elemento cruciale per generare idee creative. Come sottolineato dai colleghi del Neuroleadership Journal, Thomas Edison praticava quotidianamente il “mind wandering”, sperando di catturare pezzetti di idee innovative, che poi annotava in un taccuino.

In un  test classico sulla creatività i ricercatori danno alle persone due minuti per inventare tutti gli usi possibili gli oggetti normalissimi, come un mattone o una scarpa.

Poi i partecipanti fanno una pausa di 12 minuti, durante la quale alcuni di loro affrontano un difficile esercizio di memoria, mentre gli altri vengono lasciati tranquillamente a fantasticare.

Poi a entrambi i gruppi viene riproposto l'esercizio iniziale: il secondo gruppo performa il 40% meglio della prima volta, il primo gruppo non mostra nessun miglioramento.

COSA FARE - N° 2 

Per stimolare le condizioni ottimali di daydreaming non riempire troppo le tue giornate di appuntamenti e lascia sempre un pò di tempo per fermarti in modo regolare: anche piccole dosi hanno un grandissimo impatto.

Spegni il telefono per alcune ore o alcuni giorni della settimana se puoi.

In questo modo la tua mente sarà veramente libera di esplorare, e il tuo cervello non perderà la prossima scintilla quando arriverà.

 

3. L'approccio positivo

La prospettiva di prendere una decisione importante può portare molta ansia, che sfortunatamente è il nemico numero uno dell' intuizione creativa.

Uno stato d'ansia crea "molto rumore" nel cervello. Al contrario, le ricerche mostrano che sentirsi moderatamente felici è un buon conduttore di momenti di scoperta e di risoluzioni decisive ai problemi. 
Molte persone tendono a notare una gamma più ampia di informazioni quando sono felici rispetto a quando sono preoccupate. 

I ricercatori hanno individuato una connessione chiara tra uno stato cerebrale alterato da buon umore e la capacità di generare idee e avere intuizioni.

COSA FARE -  N° 3

Se ti senti agitato, perché stai affrontando una decisione complessa, fai qualcosa per sollevare il tuo spirito: chiacchiera con un amico, vai fuori a cena, leggi un libro, vedi un film comico.

Anche fare un pisolino  è utile: quindi concedi una piccola pausa rigenerante al tuo cervello, a lui sarà piu pronto all'azione quando ti sveglierai.

 

4. Meno sforzo

Probabilmente quando hai un problema o una decisione importante da prendere passi ore ore a pensarci. Ma ora sappiamo che gli insight arrivano proprio quando non siamo concentrati e focalizzati su quella specifica cosa, quando non stiamo specificamente facendo uno sforzo per risolverla.

Ecco uno studio interessante pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology:  i ricercatori hanno affidato ai partecipanti una ricerca di informazioni su quattro diversi appartamenti, che non avevano mai visto, chiedendo di scegliere il migliore.  Ad alcuni hanno chiesto di decidere immediatamente, senza avere la possibilità di analizzare le informazioni; ad altri hanno invece detto di leggere attentamente tutto prima di decidere; infine a un terzo gruppo hanno dato l'opportunità di studiare le informazioni , distraendoli però ogni tanto con cose che non c'entravano niente.

Il risultato?  L’ultimo gruppo ha performato meglio degli altri.

Perché secondo voi?

Prendere una pausa da una riflessione profonda permette alle persone di liberare il pensiero inconscio, e attivare dei processi cognitivi che accadono fuori dalla sfera cosciente.

Fare delle pause è fondamentale quando si ha bisogno di digerire una quantità molto grande di informazioni per prendere una decisione.

L'attività cerebrale più profonda non consapevole che viene attivata quando cominciamo a lavorare su un problema rimane attiva: anche se mentalmente ci spostiamo su altri compiti, in realtà il cervello sta continuando a lavorare su quelle tematiche inconsciamente.

Un'altra ragione per cui  non restare troppo a lungo focalizzati su un problema ci aiuta a risolverlo è che nel momento in cui siamo dedicati per un lungo tempo a cercare una soluzione, capita di trovarci bloccati in una strategia sbagliata, e purtroppo non possiamo avere un'intuizione corretta nello.stesso momento in cui il nostro cervello è concentrato su una strada non utile.

COSA FARE - N 4

Ricorda sempre di fare delle pause dal tuo processo decisionale, e mentre prendi le pause concentrati realmente su qualcos'altro, qualcosa di diverso, qualcosa che non c'entra assolutamente niente.

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DA DOVE ARRIVANO LE BUONE IDEE

pubblicato 07 lug 2017, 10:33 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 11 lug 2017, 00:30 ]

https://www.ted.com/talks/steven_johnson_where_good_ideas_come_from?language=it


Steven Johnson , autore famoso a livello internazionale e grande comunicatore, ha scritto un libro intitolato Where Good Ideas Come From: The Natural History of Innovation.
Johnson scrive regolarmente su WIRED magazine, sul New York Times e sul Wall Street Journal . In questo video, veloce e coinvolgente, inizia raccontando dove nacque l'Illuminismo e chiude raccontando la storia della nascita del GPS.
E il segreto di tutto è:
- seguire le proprie passioni
- giocare
- avere accanto persone che le condividono
La sintesi, il motto che esce dal racconto è di grande ispirazione per me : "CHANCE FAVOURS THE CONNECTED MINDS"

GUARDA IL TED TALK


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LE "STRANEZZE" DELLE PERSONE CREATIVE

pubblicato 07 lug 2017, 06:03 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 04:58 ]

https://www.ted.com/talks/adam_grant_the_surprising_habits_of_original_thinkers/transcript?language=it

Lo psicologo delle organizzazioni Adam Grant studia gli "originali", per arrivare a distillare quali approcci e comportamenti possono favorire la scintilla creativa.
In  questo divertentissimo TED talk riassume tre abitudini degli originali, alcune delle quali potrebbero suonare inaspettate.

Le riassumo brevemente qui, per non togliervi il piacere di guardare il video, che è comodamente sottotitolato in italiano:
1. una moderata capacità di procrastinare (moderata è la parola chiave)
2. hanno molti dubbi sulle loro idee, ragion per cui le migliorano continuamente
3. guardano in molto originale il fallimento. Hanno paura di fallire, ma hanno ancor più paura di NON provarci. Prevedono il fallimento, lo mettono già in conto, e sanno che sarà un'occasione necessaria per imparare, migliorare, e poi farcela.

Vi invito a guardare il video, per respirare cosa vuol dire creatività, e come tutti noi possiamo insegnare a noi stessi a riuscirci di più.


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CREATIVITA' E ROLE STORMING: COME LAVORAVA WALT DISNEY

pubblicato 04 lug 2017, 02:15 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 04:59 ]

Una delle migliori tecniche per sviluppare una qualunque skill, in particolare la creatività, è mettersi nei panni di qualcuno che per noi rappresenta il meglio di quella capacità.
Ti faccio un esempio: se durante un brainstorming sei il tipo di persona che normalmente trattiene le idee, temendo che non siano abbastanza buone, hai la possibilità di fare un cambio di ruolo e di diventare un'altra persona, diciamo per esempio Steve Jobs.  Devi sentirti Steve Jobs in quella sessione di brainstorming: non sei più Jim o Jenny: sei Steve. Vedi, ascolti, senti, provi, pensi quello che vede, ascolta, sente, prova, pensa Steve.  Steve non se ne uscirà mai con piccole idee: Steve metterà sul tavolo idee grandi, giganti, oltraggiose. E nessuno riderà di Steve.  Anzi. È  molto più facile  ridere di Steve se mette sul tavolo un'idea piccola e modesta.

Come vedi il role storming rimuove tutte le barriere e le paure, e lascia libera la creatività.
Ci sarà tempo poi per mettere le idee al banco di prova della realtà e della realizzazione: la cosa più importante, prima di tutto, è che le idee escano allo scoperto.

Questa introduzione mi permette di raccontarti la più famosa tecnica di creatività sviluppata dalla PNL, modellata da Robert Dilts sul modo in cui lavorava Walt Disney.
Disney usava tre approcci separati al suo lavoro creativo e si alternava in questi tre ruoli , che definiamo Sognatore, Realista e Critico.
Ogni ruolo ha un orientamento e un'utilita' specifica in relazione al processo creativo.
Dilts afferma che ciascuno di noi ha questi tre ruoli dentro di sé: qualcuno è capace di giocarli spontaneamente tutti e tre, mentre la maggior parte di noi è più orientata verso uno o due di essi.

Il succo del diventare più creativi è essere capace di far parlare tutti e tre i ruoli, e trovare un equilibrio.
Il Sognatore senza il Realista non può trasformare le idee in espressioni tangibili;  il Critico e il Sognatore senza il Realista si bloccano in un conflitto continuo;  il Sognatore e il Realista possono creare cose poco utilizzabili senza l'intervento del Critico.  

Come possiamo sviluppare questi tre ruoli attraverso il processo creativo ? Secondo Dilts è solo una questione di approccio mentale: il concetto chiave è  mettersi nei panni del Sognatore, del Realista e del Critico, essendo al 100% quel personaggio, e raccogliendo le idee, i suggerimenti e le osservazioni di ciascuno.
E alla fine uscire dai tre ruoli, riprendere la regia della situazione, fare una sintesi super partes,  decidendo cosa fare.


Come è possibile entrare al 100% nei panni di un Sognatore, di un Realista o di un Critico, se magari la nostra natura ci porta lontano da alcuni di questi ruoli?

Possiamo pensare ad esempi reali di persone che conosciamo, amici, familiari, collaboratori  o colleghi che per noi sono l'emblema di un certo ruolo.
E se non abbiamo esempi emblematici nella nostra realtà quotidiana, va benissimo anche usare personaggi famosi o personaggi dei film o dei libri.
Quello che conta per il cervello è incarnare un ruolo: sentirsi al 100% nei pensieri, nelle emozioni e nelle sensazioni di quel personaggio.  Da lì in avanti le cose che pensi che senti e che dici cambiano.


ECCO COME USARE CONCRETAMENTE IL MODELLO DELLA CREATIVITA' DI WALT DISNEY

Di fronte ad una decisione difficile, una situazione che richiede creatività e pensiero innovativo, da solo/a, o facendoti aiutare da un coach o da un collega , entra nei 3 diversi stati  come suggerito di seguito, e rispondi alle seguenti domande :

FASE «SOGNATORE» : Cosa Voglio

Entra nello stato «Sognatore»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui hai espresso al massimo la tua creatività, o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di creatività. Poi rispondi a queste domande:

Che cosa vuoi fare?
Cos’altro ? 
Con quale scopo  vuoi farlo?
Quali sono i benefici?
Come saprai che li hai ottenuti?
Quando prevedi di goderne?
Dove vorresti che questa idea ti portasse in futuro?
Chi vorresti essere o a chi vorresti assomigliare in relazione a questa idea?

 

FASE «REALISTA»: Come

Entra nello stato «Realista»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui ha espresso la tua concretezza o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di concretezza. Poi rispondi a queste domande

Quando l’obiettivo sarà realizzato completamente?
Chi verrà coinvolto? Chi saranno i principali attori?
Che risorse servono (tue, di altri..)?
Come verrà messa in pratica l’idea?
Qual è il primo passo da compiere?
Qual è il secondo passo da compiere? E il terzo?
In base a quale feedback continuo saprai che ti stai avvicinando all’obiettivo o te ne stai allontanando?
Come saprai che sei arrivato?


FASE «CRITICO» E se?
Entra nello stato «Critico»: puoi farlo  ancorando un’esperienza passata in cui ha espresso la tua capacità critica o immedesimandoti in un’altra persona, conosciuta o meno, che per te è un emblema di capacità critica. Poi rispondi a queste domande

Chi verrà influenzato da questa nuova idea?
Chi ne consentirà l’esecuzione?
Quali sono i loro vantaggi e interessi?
Chi potrebbe obiettare?
Quali possibili conseguenze?
Come realizzare la tua idea tenendo conto di tutti questi fatti?
Cosa non ti piace?
Quando e dove preferiresti NON realizzare questo progetto o questa idea?
Cosa è necessario e cosa manca al progetto?

E alla fine uscire dai tre ruoli, riprendere la regia della situazione, fare una sintesi super partes,  decidendo cosa fare.

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