DECISION MAKING

VUOI BATTERE LA TENDENZA A PROCRASTINARE ?

pubblicato 24 feb 2017, 10:17 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:40 ]

Secondo la coach Laura Stack, quando parliamo di procrastinazione parliamo della forma più alta di autosabotaggio.

Si tratta della raffinata arte di rimandare le cose, ancora e ancora e ancora . Tutti lasciamo scivolare in avanti cose quando  non dovremmo. E non perché ce le dimentichiamo, o perché siamo troppo impegnati, o perché siamo pigri. In effetti i peggiori procrastinatori sono grandi professionisti, persone di successo sul lavoro.

Il risultato finale del procrastinare sono ansia e negatività: allora perché ci condanniamo a questo? 
Raramente la ragione è univoca, più spesso si tratta di un mix di cose: mancanza di fiducia in se stessi, incertezza, eccessivo perfezionismo, distrazione, paura dell'ignoto, paura del fallimento, percezione di un compito troppo difficile o troppo time-consuming, mancanza di tempo o anche avere troppo tempo, rabbia o ostilità nei confronti del compito, bassa tolleranza verso la frustrazione legata all'insuccesso....etc etc.  In ultima analisi tendiamo a rimandare i compiti spiacevoli o potenzialmente spiacevoli, indipendentemente da quanto siano importanti.

Cosa possiamo fare concretamente per fermare la procrastinazione lungo il nostro cammino?

1. Visualizzare.
Ci sono due tipi fondamentali di motivazione e possiamo usarli entrambi in uno schema di visualizzazione. Consideriamo in primis la visualizzazione positiva: visualizziamo di avere completato il compito e di averlo eliminato dalla to do list.  Che cosa succederà di meraviglioso quando questo sarà successo ? quanto ci sentiremo bene anche solo per avere tolto quel dovere dalle nostre spalle?
Personalmente io preferisco la visualizzazione positiva, ma anche quella negativa può funzionare
Sappiamo per esperienza che le cose spiacevoli raramente se ne vanno da sole se le ignori: possono solo peggiorare. Allora possiamo  decidere di immaginarci nel futuro, vedendo quello che succederà nel momento in cui non avremo terminato quel compito. Potrebbero esserci degli impatti finanziari, potrebbero esserci degli impatti sulla nostra carriera, potremmo danneggiare una relazione o la nostra salute ...
Alcuni ricercatori suggeriscono di pensare a un compito rimandato come una cellula cancerogena: se non curata finirà per corrompere tutto il sistema. Penso che questo sia un sistema di visualizzazione un po' estremo, ma se ritenete che può funzionare per voi, usatelo pure.  
Qualunque modalità scegliate, l' essenziale della visualizzazione ben fatta è vedere noi stessi nel futuro e sentire nel corpo e nelle emozioni come si sta in quella condizione.

2. Darsi una Strategia

Se avete difficoltà a iniziare qualcosa di difficile o faticoso, provate a spezzare il compito in pezzi più piccoli: questo è  un criterio fondamentale per ultimare i lavori di maggior valore e di maggiore intensità. Pianificate il modo in cui affronterete ogni sotto-compito singolarmente, disegnate su carta o a pc il modo in cui gestirete i singoli pezzi, poi mettete tutti i compiti nella vostra to do list, e fissate delle scadenze per ciascun compito: creerete cosi una timeline complessiva, che porterà al completamento del compito nella sua interezza.
Fatto ciò dovrete dedicarvi a rispettare ciascuna di quelle scadenze, una dopo l'altra.

3. Eliminare le distrazioni.
Come potete immaginare di portare a termine qualcosa se state continuamente controllando le email, rispondendo al telefono o  navigando su internet? Se siete una persona che si distrae facilmente, dovete eliminare le distrazioni fino a quando non avrete progredito a sufficienza nel compito che dovete realizzare. Spegnete il telefono, disattivate il wi-fi, dimenticate di avere una casella email, e poi mettetevi al lavoro assumendo che avete tutte le informazioni e le risorse che servono per andare avanti:  l'azione vince sempre. Una volta che avrete dedicato sufficiente pensiero al compito da realizzare, buttatevi nell'azione. Focalizzatevi come un laser sul vostro compito. Se è necessario digrignate i denti e dite a voi stessi "io ce la faccio, qualunque cosa accada".  
Con certi compiti occorre semplicemente mettersi pancia a terra.



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LE DECISIONI MIGLIORI CONSIDERANO TUTTI I PUNTI DI VISTA

pubblicato 16 feb 2017, 02:25 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:41 ]

by John Grinder & Donna Blinston

Le posizioni percettive sono una semplice tecnica che ti permette di vedere il punto di vista di un'altra persona per ottenere una comprensione migliore della situazione e delle decisioni da prendere.  E' una tecnica dissociativa che è usata per eliminare la carica emotiva personale dalle decisioni, permettendo alle persone di utilizzare le loro migliori risorse invece che sentirsi bloccate e impotenti.

Il principio delle posizioni percettive è l'idea molto semplice del mettersi nei panni degli altri, ma facendolo "fisicamente".  Puoi veramente capire qualcuno solamente nel momento in cui vivi la situazione nel modo in cui la vive lui. L' abilità di vedere le cose da diversi punti di vista e' essenziale nei processi decisionali, oltre che nell' abilità comunicativa e nel costruire relazioni efficaci.
Le posizioni percettive furono create da John Grinder uno dei co-fondatori della PNL, e da Judith de Lozier. Il loro lavoro di modellare persone particolarmente efficaci condusse alla conclusione che siamo tutti in grado di migliori scelte e di risposte più efficaci se siamo in grado di muoverci tra diverse posizioni percettive, e le persone che hanno più scelte e più flessibilità hanno l'impatto più grande sul sistema. Robert Dilts portò avanti questa teoria delle posizioni percettive nel suo lavoro sulla strategia creativa di Walt Disney.

Prima di entrare nei dettagli di come funziona la tecnica delle posizioni percettive, vi dico subito che non si tratta di una tecnica di lettura della mente. Si tratta invece di entrare realmente e concretamente nei  panni dell'altro, vedendo quello che la persona vede, ascoltando quello che la persona ascolta, percependo le sensazioni corporee e le emozioni che vive. Tutto ciò condiziona il suo comportamento e le sue scelte, e per noi rendercene conto è un modo per avere una visione più ampia della situazione e prendere una decisione migliore e più utile. 
Il rischio di essere condizionati dalle nostre interpretazioni, dai nostri filtri, dai nostri pregiudizi nel leggere il comportamento altrui è molto alto, e spesso attraverso le "nostre lenti" abbiamo una visione distorta delle cose, e scegliamo male.

Istruzioni per utilizzare la tecnica delle posizioni percettive.
Innanzitutto vi suggerisco di farvi aiutare da un amico o da un Coach nel fare questa esplorazione, perché farla da soli è complicato: dobbiamo entrare nei panni di più persone e rispondere a un certo numero di domande.
Collocate per terra 4 fogli con i numeri 1 2 3 4. Se non potete o volete metter per terra 4 fogli, potete usare 4 sedie diverse. L'importante dell'esercizio è spostarsi fisicamente.

Salite sul foglio numero 1: la posizione uno è la vostra posizione . Li' potete parlare in prima persona e descrivere:
- come vedete la situazione
- quali sono le conseguenze della situazione
- quali sono i vostri obiettivi. 
- che cosa pensate della persona davanti a voi.

Poi uscite dal foglio 1, respirate, scioglietevi, ed entrate nella posizione numero 2 . che è quella del vostro interlocutore o avversario. Anche qui parlate in prima persona, dovete diventare lui o lei. È’ facile farlo se richiamate alla memoria l'ultimo momento di scontro o di confronto tra voi due, e richiamate tutti i dettagli di quel momento stando  nei suoi panni, vedendo attraverso i suoi occhi, ascoltando attraverso le sue orecchie e percependo le sue sensazioni ed emozioni. Una volta che sentite di essere veramente lì, di essere realmente entrati nei suoi panni, potete rispondere alle seguenti domande:  
- come vedi tu la situazione? 
- quali sono i tuoi obiettivi ? 
- che cosa importante per te? 
- qual è la tua difficoltà ? 
- cosa pensi della persona che hai davanti?

Poi uscite dal foglio 2, respirate, scioglietevi, ed entrate nei panni di una terza figura, che conosce entrambi ma non è necessariamente coinvolta nel dibattito che si è creato tra voi.  La posizione numero 3deve essere quella di qualcuno di cui avete fiducia, e che puo' avere una percezione ancora diversa della situazione.
Identificate questa persona,  andate sul foglio numero 3 ed entrate nei suoi panni , parlando dal suo punto di vista, in prima persona. Rispondete a queste domande: 
- come vedi tu la situazione? 
- che cosa sta succedendo ? 
- che cosa pensi delle due persone coinvolte?  
- che suggerimento vuoi dare a 1?

Infine, uscite dal foglio 3, e individuate una quarta persona, totalmente neutra rispetto alla situazione: potrebbe anche non essere una persona che non conoscete, un estraneo che passa di lì o l'occhio di una telecamera.  Andate nella posizione numero 4 e diventate l'occhio di quella telecamera, che vede in maniera assolutamente neutra e obiettiva quello che sta succedendo. Ora parlate in prima persona e rispondete a queste domande:  
- che cosa vedi tu da lì ?
- cosa sta succedendo? 
- che suggerimento vuoi dare a 1?

Alla fine di questa esplorazione ritornate sul foglio numero 1 e raccogliete tutto quello che avete capito, imparato scoperto durante questo viaggio percettivo. Elencate le cose che avete imparato ad alta voce e poi rispondete a questa domanda:  che cosa vuoi fare adesso di diverso da prima? quando come? con l'aiuto di chi?


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DECISIONI MOLTO DIFFICILI? CHIEDI AIUTO AL TUO "INTERNAL BOARD OF DIRECTORS"

pubblicato 13 feb 2017, 03:32 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:41 ]


by Laree Kiely

Ecco un suggerimento su come prendere le decisioni difficili in modo sereno. 
L'ideale è che ciascuno di noi abbia dentro di sé un personalissimo Board of Directors. Per costruirlo prendete un foglio di carta e scrivete sei numeri da 1 a 6. Dovrete mettere accanto a ciascun numero il nome di una persona diversa, e non ci potrà essere il vostro.
 Seguite attentamente le mie istruzioni. 

Dal numero 1 al numero 3 vi chiedo di scrivere il nome di tre persone di cui avete veramente fiducia

Possono essere persone vive o morte, possono essere persone che conoscete direttamente, o di cui avete letto, personaggi storici, personaggi di un libro o di un film. Non importa che li conosciate nella vita reale : quello che conta e che siano persone di cui  avete grande fiducia. 
Di fronte ad una decisione difficile vorrete chiedere a ciascuno di loro "che cosa faresti tu"?  

Accanto al numero 4 vi chiedo di scrivere il nome di qualcuno che è stato / è molto critico nei vostri confronti
Può essere anche una persona che vi vuole bene, ma che è molto critica verso di voi. Non significa che non vi voglia bene, ma ha degli standard molto alti ed è in grado di farvi notare tutto quello che fate di sbagliato.

Potete, se volete, spostare un nome dai primi tre posti al quarto posto, a patto di sostituirlo con un altro.

Accanto al numero 5 vi chiedo di scrivere il nome di qualcuno che prova per voi un affetto incondizionato
Può trattarsi di vostro marito o del vostro cane o di qualunque essere vivente.

Potete, se volete, spostare un nome dai primi 4 posti al quinto posto, a patto ovviamente di sostituirlo con un altro.

Al sesto e ultimo posto vi chiedo di scrivere il nome di una persona che è semplicemente “diversa”, e potete definire “diverso” nella maniera che preferite. 
Basta che mettiate il nome di una persona veramente unica, qualcuno che è davvero speciale , qualcuno che è  veramente genuinamente inusuale, una persona che fa scelte particolari e non comuni. Potrebbe anche essere il personaggio di un libro o di un film.

Adesso avete i vostri 6 nomi: rileggeteli, prendetevi il tempo che serve fino a quando siete sicuri che la lista sia completa e corretta.  Questo è il vostro Board of Directors interno. Potete portare con voi il vostro Board in ogni momento della vostra giornata. E la prossima volta che dovrete prendere una decisione difficile, portatela all'attenzione del vostro Board e chiedete a ciascun membro individualmente che cosa farebbe in quella circostanza.

Abbiamo condotto uno studio su questo tipo di processo decisionale, e abbiamo scoperto che questo percorso conduce a una decisione analoga a quella che le persone prenderebbero anche senza intervistare il Board of Directors, solo che lo fanno in modo molto più veloce. Nel momento in cui avete un Board of Directors interno non avete più bisogno di consumarvi tra le alternative, o stare svegli la notte macerandovi nel dubbio. Le 6 persone avranno ciascuna il proprio punto di vista e ve lo offriranno  velocemente,  perché ciascuna di loro sapra' esattamente che cosa farebbe in quella situazione. 
E il risultato delle loro opinioni vi permetterà di prendere la decisione più  sana e piu' utile, composta da tre parti di fiducia, una parte di critica , una parte di  amore e una di unicità.

È’ molto importante rivedere periodicamente il proprio Board of Directors.  Ogni 2-3 anni riprendete la lista e verificate se è sempre attuale. Nel corso degli anni,  mentre fate questo esercizio, vi renderete conto di quanto imparate su voi stessi anche solo per i nomi che scegliete di mettere in quella lista.

Come Bertrand Russell disse " niente è così esasperante dell'indecisione, e niente è più inutile"

Se stai tribolando su qualcosa, e non riesci a decidere,  porta il tema l'attenzione del tuo Board of Directors.

E se anche ci fosse un tie-break tra i 6 membri, la palla decisiva l'avresti tu. 
Se vuoi a quel punto puoi anche lanciare una monetina in aria: una qualunque decisione sarà comunque meglio di una non decisione, perché ti permetterà di imparare qualcosa di nuovo.


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SEI SICURO CHE LE TUE DECISIONI NON SIANO VITTIMA DI QUALCHE "TRAPPOLA" ?

pubblicato 06 feb 2017, 03:43 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:41 ]

by David Rock, The Neuroleadership Institute

Se il nostro cervello scrivesse un articolo sulla sezione "About me" della rivista Ok Cupid, potrebbe dire che è qualche volta così,  qualche altra volta cosà, a seconda dell’umore.
Ha voglia di avventura ma ha anche voglia di ordinare la cena e mangiare davanti alla TV. Il nostro cervello è altamente funzionale ma anche “umorale”:  non è perfetto e per costruire una relazione forte con il nostro cervello è utile imparare perché e come prende le sue decisioni in contesti diversi.
Prima di tutto il nostro cervello si è evoluto nel tempo per prendere decisioni velocemente e con poco sforzo.  Quindi se il ragionamento logico è la via " evoluta" del cervello di processare informazioni e formulare giudizi, i pregiudizi sono invece il sistema "standard" del cervello. 

Non essere condizionati dai pregiudizi.

Molto spesso i pregiudizi sono automatici, inconsci e non intenzionali. Il bias implicito è quello che dobbiamo ringraziare per la nostra generale abilità di indovinare in quale cassetto della cucina dei nostri amici stanno le forchette,  ma è anche quello che dobbiamo biasimare per la nostra generale tendenza a stereotipare.
I bias si sviluppano con l'esperienza, e tendono ad essere l'esagerazione di trend percepiti, che diventano verità universali. Abbiamo sviluppato moltissimi tipi di pregiudizi che ci aiutano a navigare attraverso il mondo con sforzo marginale. Il termine bias  deriva dalla parola greca che significa obliquo, diagonale, ed è la distanza più breve tra a e b. Senza queste scorciatoie mentali il cervello esaurirebbe le sue energie, perché prendere una decisione consapevole utilizza molta energia mentale.  La corteccia prefrontale, la zona delle decisioni razionali, è altamente efficiente ma si stanca molto velocemente. Ricordate che i pregiudizi, anche se fallibili, sono automatici e inconsci: questo significa che funzionano anche quando le batterie sono basse. 
Potete pensare  al  tempo della vostra corteccia prefrontale come pensereste al tempo di un avvocato molto famoso: il valore di ogni suo minuto e' altissimo, così come il costo per minuto del suo lavoro. Potete ottenere ottimi risultati dalle sue consulenze, se ma solo fino a quando non finite i soldi. A quel punto potrete solamente consultare qualche fan entusiasta di Law and Order per avere un parere legale.

Il bias o preconcetto è profondamente connaturato nel nostro cervello ed è parte integrante del nostro sistema cognitivo: se hai un cervello, sei vittima di preconcetti. 
Non possiamo avere preconcetti verso i nostri preconcetti. Non ce lo possiamo permettere.

Ecco i 20 esempi piu comuni di  bias cognitivi che compromettono le nostre decisioni, raccolti da Samantha Lee e Shana Lebowitz, di Business Insider.
Anchoring bias
Le persone si affidano troppo al primo pezzo di informazione che trovano.  In una negoziazione salariale chiunque fa la prima offerta stabilisce un range di possibilità  nella mente dell'altra persona

Availability bias
Le persone sovrastimano l'importanza delle informazioni che sono loro disponibil. Uno potrebbe dedurre che fumare non è poco sano solo perché sa di una persona che ha vissuto fino a cent'anni fumando tre pacchetti di sigarette al giorno

Bandwagon effect
La probabilità che una persona adotti una credenza aumenta in funzione del numero di persone che hanno quella credenza.  Questa è la causa molto potente del group thinking e la ragione per cui i meetings spesso sono improduttivi.

Blid Spot bias
Non riconoscere la propria tendenza ad avere bias cognitivi è in sé un bias. Le persone notano i difetti cognitivi e motivazionali molto più negli altri che non in se stesse.

Choice supportive bias
Quando scegli qualcosa tendi a sentirti bene dopo la scelta, anche se la scelta ha dei difetti. Come quando pensi che il tuo cane è carino anche se ogni tanto morde qualcuno.

Clustering Illusion
Questa è la tendenza a vedere schemi in avvenimenti casuali e la chiave per molti errori nel gioco d'azzardo, come l'idea che il rosso sia più o meno probabile sulla ruota di una roulette dopo che è uscita una fila di rossi.

Confirmation bias
Tendiamo ad ascoltare solo le informazioni che confermano il nostro preconcetto: questa è una delle ragioni per cui è così difficile avere una conversazione intelligente sul cambiamento climatico.

Conservation bias
Succede quando le persone privilegiano le prove trovate per prime, rispetto alle nuove prove  emerse successivamente. La gente  ha fatto fatica ad accettare che la terra fosse rotonda  perché manteneva la convinzione precedente che fosse piatta

Information bias
Avere più informazioni non e' sempre meglio: spesso le persone con meno informazioni possono anche prendere decisioni più accurate

Ostrich effect
Le informazioni pericolose o negative vengono sepolte nella sabbia, come fa lo struzzo. Le ricerche mostrano che gli investitori controllano il valore dei propri titoli molto meno di frequente nei periodi negativi di mercato.

Outcome bias
Il fatto che le cose vadano bene dopo una decisione non dimostra necessariamente che quella fosse una buona decisione. Solo perché avete vinto a Las Vegas una volta non significa che scommettere il proprio denaro sia una decisione intelligente.

Overconfidence
L'eccessiva fiducia in noi stessi ci fa prendere a volte dei grandi rischi nella nostra vita quotidiana.  Le persone esperte sono più facilmente vittima di questo bias, perché hanno una maggiore autostima e una maggiore convinzione di avere ragione.

Placebo effect
Quando credere che qualcosa avrà effetto provoca l'effetto positivo desiderato. In medicina a volte si prescrivono pillole di zucchero semplicemente per generare questo effetto nelle persone e ottenere la guarigione.

Pre-innovation bias
Succede quando chi propone un’ innovazione tende a dare troppo valore alla sua utilità e troppo poco valore  ai suoi limiti

Recency
E’ la tendenza a pesare le informazioni più recenti di più dei dati più vecchi. Gli investitori spesso pensano che il mercato sarà sempre nel modo in cui è stato negli ultimi tempi, e quindi prendono decisioni poco sagge.

Salience
È’ la nostra tendenza a focalizzarci sui tratti più facilmente riconoscibili di una persona o di un concetto. Ti preoccupi di cadere con l 'aereo, quando invece è statisticamente molto più probabile morire in un incidente d'auto.

Selective perception
Consentire alle nostre aspettative di influenzare il modo in cui percepiamo il mondo: un esperimento sul gioco del football tra studenti di due università mostro' che ciascuna squadra vedeva l'altra squadra commettere più falli.

Stereotyping
Aspettarsi che un gruppo o una persona avrà certe qualità senza avere informazioni reali su quel gruppo o quella persona. Ci permette di identificare velocemente gli stranieri come amici o come nemici , ma tendiamo a fare un uso eccessivo di questa capacità.

Survivorship bias
Un errore che accade quando ci concentriamo solo sugli esempi positivi o di sopravvivenza, e giudichiamo male una situazione. Per esempio potremmo pensare che essere un imprenditore è semplice solo perché non abbiamo mai conosciuto  qualcuno che è fallito.

Zero risk bias
I sociologi hanno scoperto che noi amiamo la sicurezza anche se è controproducente. Eliminare del tutto il rischio significa che non c'è nessuna possibilità di farsi male o di fare male agli altri. E anche nessuna possibilità di cambiare le cose per il meglio.

Ed ecco una sintesi dei 20 bias cognitivi più comuni descritti anche in una simpatica video-grafica da Clarc Kegley, nel suo blog channel OnePercentBetter.
I primi 10 nella Part 1 i secondi 10 nella Part 2

https://www.youtube.com/watch?v=tiyTYGY5X3Y

https://www.youtube.com/watch?v=Q_wBt5aSRYY

Se volete approfondire il tema Come prendiamo le nostre decisioni
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