CHI PRENDE LA PAROLA NELLE VOSTRE RIUNIONI?

pubblicato 19 set 2016, 03:17 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:06 ]

David Kantor (www.kantorinstitute.com), PhD Professore di Psicologia Organizzativa ad Harvard, ha sviluppato negli anni '80 e raffinato successivamente un modello molto interessante e pratico, fondato sull'osservazione,  che descrive i ruoli che prendiamo in riunione, le voci che si manifestano in team e l'effetto che hanno impatto sul modo di collaborare e sulle decisioni che vengono prese. Vediamone le caratteristiche per capire se nelle nostre riunioni sono tutti presenti.
Ci sono sicuramente persone che sanno subito cosa serve per risolvere il problema sul tavolo, che hanno urgenza di risolverlo, e che vogliono che si faccia come dicono loro.
Queste persone normalmente parlano per prime e parlano di più e più forte degli altri. Sono animate dal desiderio di mandare avanti le cose, e potrebbero essere un pò prevaricanti.
Poi ci sono persone che supportano le proposte dei primi: si mostrano d'accordo e costruiscono sulle idee altrui. Sono persone che amano far succedere le cose e seguire chi mostra iniziativa e convinzione, col rischio di caricarsi di troppo lavoro o di sacrificare il proprio spirito di iniziativa, affidandosi eccessivamente  alla guida di altri.
E chi dice no c'è anche nel vostro team? Chi fa "opposizione" alle idee emerse, piuttosto che proporre qualcosa di nuovo. Chi vede immediatamente la difficoltà, o il "baco" in una proposta. Si tratta di persone animate dal desiderio di consolidare le idee e assicurarsi che funzionino bene, che però corrono il rischio di apparire negative, criticone.
Infine ci sono voci fuori dal coro, che sono capaci di vedere le questioni sotto una luce diversa, che dopo un pò che la discussione va avanti se ne escono dicendo "non stiamo considerando il problema nel modo giusto" oppure "stiamo sottovalutando qualcosa". Queste voci guardano a lungo termine, seguono criteri divergenti, hanno visioni alternative.

La sintesi è che secondo Kantor i ruoli servono tutti e 4, e occorre riconoscerli, riconoscerne l'intenzione positiva, dar loro spazio, chiamarli se mancano, anche assumendo in prima persona ruoli mancanti. In realtà ognuno di noi è capace di assumere ruoli diversi: semplicemente alcuni ci vengono più naturali, o ci piacciono di più. 
La presenza di tutti i ruoli e l'intenzione positiva di ciascun ruolo sono fattori chiave perchè i meeting funzionino e portino decisioni utili e ben pensate.
Volete sperimentare con la presenza di un Team Coach  durante le vostre riunioni quanto siete efficaci nel gestire i meeting?

Se volete qualche spunto in più sull'efficacia delle riunioni cliccate qui per la News & Tools Letter di Settembre-Ottobre 2016 oppure qui per altre riflessioni sul lavorare bene insieme