COME ESSERE FELICI


SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI #10 DITE GRAZIE!

pubblicato 28 dic 2016, 12:21 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:10 ]

Eccoci all'ultima tappa del nostro piccolo viaggio verso la felicità, l'ultima sfida nella sfida: DIRE GRAZIE!
Gli studi neuroscientifici ci dicono che il cervello è come olio per le cose positive e velcro per quelle negative. Gli avvenimenti negativi si fissano nella nostra memoria di lungo termine 6 volte più velocemente di quelli positivi. Il nostro cervello è costruito per ricordare le minacce, per metterci al riparo dai pericoli, perchè la nostra missione n° 1 come animali pur molto evoluti, è restare in vita e preservare la nostra integrità psico fisica. Passiamo senza rendercene conto quasi 2/3 delle nostre giornate preoccupandoci per il futuro o rattristandoci per il passato. Se tutto ciò è sicuramente utile a "proteggerci dal male", ha anche un effetto controproducente, forse peggiore del beneficio. 
Essere troppo concentrati sul "nero" e troppo poco sul "bianco" ci rende meno efficaci e flessibili di fronte alle difficoltà, perchè vedremo ciò che manca più di ciò che c'è. Dovremmo invece allenare la nostra capacità di individuare rapidamente le risorse che abbiamo già per affrontare pericoli e fatiche,  e la nostra capacità di accedervi altrettanto rapidamente.
Essere focalizzati sulla preoccupazione e sulla paura può farci fare cose che magicamente e ironicamente provocheranno gli effetti negativi che vogliamo evitare. Avete mai tirato un rigore pensando che volevate evitare a tutti i costi che la palla andasse sulla traversa, e la palla sulla traversa ci è finita davvero?
Dobbiamo allenarci a riconoscere e ricordare il buono, ogni giorno. Il buono che è in noi, il buono che ci arriva dagli altri, il buono che è nella natura.
E dobbiamo partire dalle cose piccole: aver cucinato un buon piatto, aver ricevuto un sorriso dal giornalaio, aver finalmente visto il sole dopo 3 giorni di pioggia... e così via.
Ogni giorno alleniamoci a segnare su un diario tutte le cose per cui possiamo dire grazie. All'inizio ne troveremo poche forse, e più passerà il tempo più ne troveremo. 
E questo ci renderà più forti, più flessibili, più emotivamente intelligenti: PIU' FELICI.

Se volete ripercorrere tutte le tappe della Sfida della Felicità in 10 giorni cliccate qui

#coaching #felicità #diregrazie #vedereilbuono

SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI #9 GIOCA!

pubblicato 28 dic 2016, 11:19 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:13 ]


L'emisfero destro è quello che gioca, balla, ride. Da piccoli non facciamo altro che giocare e ridere. Impariamo giocando.  Poi pian piano smettiamo di giocare. E ciò è male.
L'esperienza, e ora anche le neuroscienze, ci confermano che ridere, giocare, ballare, suonare, saltare, cantare...... sono attività utili per il nostro benessere, perchè attivano "gli ormoni della felicità", quali ossitocina, serotonina e dopamina, che sono responsabili del nostro equilibrio personale, della capacità di interagire con gli altri in modo armonico, dell'ottimismo, della voglia di fare ed imparare.  E vivere sotto l'effetto degli ormoni della felicità è un gran bel modo di vivere.
Saremo più efficaci e pronti anche sul lavoro se avremo lasciato spazio al nostro emisfero destro: avremo più idee, saremo più flessibili e creativi, avremo più energia.
Dunque la prossima volta che avrete voglia di ridere forte,  cantare a squarciagola,  ballare da soli, uscire prima per andare in palestra, far tardi la sera ad un concerto, e sentirete la voce del dovere che vi richiama all'ordine, fermatevi, e chiedetevi "quanto mi è utile e necessario oggi far questo? quanto mi darà piacere e soddisfazione e forza?
E concedetevi di giocare!

#coaching #felicità #giocare #ossitocina

SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI #7 FAI CONTINUAMENTE COSE NUOVE

pubblicato 23 dic 2016, 10:27 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:16 ]

Fare cose nuove ha due effetti positivi.
1. Rende il nostro cervello più agile e flessibile, aprendoci alla creatività, all'innovazione e alla gestione e governo del cambiamento.
2. Nel far questo ci rende più felici.
Perchè le due cose sono collegate? Perchè il nostro cervello, in particolare il suo emisfero destro, è stato programmato per inventare, cambiare, sperimentare, intuire, sognare. 
Dare spazio all'emisfero destro significa dare vita e dignità ad una parte fondante della nostra natura. 
Provare cose nuove è un pò come giocare, e giocare significa scoprire e imparare, oltre a divertirsi. Provare cose nuove è rischiare, e nel rischio dell'allontanarsi dalle abitudini acquisiamo nuove capacità, scopriamo talenti di cui non eravamo consapevoli, conquistiamo consapevolezza nelle nostre risorse e alimentiamo autostima e forza.
Fino ai 5 anni sperimentiamo e impariamo giocando e divertendoci. Dall'inizio della scuola dell'obbligo siamo tutti "irregimentati": dobbiamo attenerci alle regole, a un modo predefinito di fare le cose. Dai 6 anni in poi improvvisamente ci si aspetta da noi solo che ci adeguiamo ad un format di eccellenza definito da altri e ad una modalità di ragionamento e azione predefinito, con sistemi premianti costruiti in funzione dello "scostamento vs l'ideale". E a ben pensarci, proseguiamo così fino a quando entriamo nel mondo del lavoro,  e lì ci troviamo "valutati" da molteplici sistemi di assessment. Così perdiamo l'abitudine al gioco, e diventiamo avversi al rischio e al cambiamento. 
Invece fare cose nuove è un modo per recuperare capacità fondamentali per la nostra efficacia ed efficienza, importanti tanto quanto la linearità decisionale, la logica, la scomposizione dei problemi, il rispetto delle regole. Anzi, in un mondo sempre più veloce, incerto, ambiguo, instabile e complesso, allenare e sviluppare la flessibilità, l'intuito e la creatività, seguendo ciò che ci viene naturale e lasciando spazio al "nostro" modo di fare le cose, ci rende più efficaci e capaci di affrontare e guidare il cambiamento.
E nel far ciò, ci rende più felici.
Dunque alleniamoci! Ogni giorno proviamo una cosa nuova. Cominciando da quelle piccole e apparentemente innocue. Cambiamo la strada per andare al lavoro. Cambiamo l'ordine con cui ci prepariamo la mattina. Cambiamo il modo in cui rifacciamo il letto. il "diavolo" è nelle piccole abitudini: dentro quei rassicuranti soliti modi di fare si cela il rischio di sclerotizzare il nostro cervello e chiuderlo a vedere e inventare le opportunità. Ed è un rischio che non possiamo permetterci.

#coaching #felicità #flessibilità #intuito #farecosenuove 



SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI #8 "FAI PACE" CON LE PERSONE NEGATIVE

pubblicato 23 dic 2016, 10:25 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:17 ]

Le persone danno quello che possono, quello che hanno nel cuore. E alcune persone sono purtroppo patologicamente cariche di negatività. A volte sono le delusioni subite negli anni che le hanno rese dure e sfiduciate. Più spesso è un approccio mentale orientato sempre al bicchiere mezzo vuoto invece che mezzo pieno. Purtroppo per loro e per chi li circonda, ci sono molti personaggi capaci di criticare e non di fare, di correggere e non di correggersi, di prevedere sempre solo quello che può andare storto, di immaginare misteri, tradimenti, pericoli. E poi ci sono coloro che si sentono vittime del mondo e della società: "succedono tutte a me" è la loro frase preferita.
Chi conosce persone con queste caratteristiche di solito ha due tipi di reazioni: o le evita o cerca di aiutarle. Purtroppo però di fronte a soggetti "patologici" aiutare non è "d'aiuto", nè  a loro, nè tantomeno a chi l'aiuto lo vorrebbe dare. La persona patologicamente negativa usa chi le offre una spalla come "pattumiera emotiva" dove scaricare tutte le sue frustrazioni. Dallo sfogo ricava  un sollievo di breve periodo, e poco tempo dopo tornerà a ricaricarsi e ad avere bisogno di sfogarsi e lamentarsi nuovamente, pretendendo sempre più attenzioni. La persona che invece cerca di aiutare subisce una vera e propria "aggressione emotiva" che spesso la lascia senza forze, e il senso di spossatezza si acuisce per via dello sforzo vano di far vedere all'altro un lato positivo o semplicemente un diverso punto di vista. Non a caso le persone patologicamente negative vengono anche chiamate "vampiri emotivi".
L'effetto di medio termine è di un legame malato tra una vittima e un salvatore, dove il salvatore, se non riserva sufficienti attenzioni alla vittima, diventa rapidamente  ai suoi occhi carnefice. Ciò lo rende oggetto di recriminazioni e piccole grandi vendette, che minano la sua resistenza e la genuinità del suo desiderio di aiutare. 
Quanto è utile tutto questo? Zero. E' vitale non farsi prendere in questa morsa, e appena ci accorgiamo di esserci dentro, riprendere distacco e centratura. E se necessario allonarsi.

#coaching #felicità #happiness #personenegative #personepositive  #equilibrio #centratura 

SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI #6 DAI SENZA ASPETTARTI NIENTE IN CAMBIO

pubblicato 23 dic 2016, 09:32 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:18 ]

Succede una cosa strana quando fai del bene agli altri: ti torna indietro, spesso moltiplicato. Non è sempre così, ma è spessissimo vero. 
E ciò che ti torna indietro non è solamente un grazie, o una promessa per il futuro, ma è qualcosa di molto più intimo e potente: ti senti bene, ti senti ricaricato di energia.
Non si tratta di un senso di "santità" o di bontà, ma di un senso di puro piacere, per sè stessi e per l'effetto che abbiamo prodotto in un'altra persona.
Possiamo dare molto agli altri, in molte forme diverse: un saluto, un sorriso, un messaggio, un favore, un bravo!, un grazie, un'attenzione, un'informazione, delle scuse...etc etc Anche solo ascoltare un'amica in difficoltà che non osava chiedere aiuto, o fare un piccolo regalo inaspettato a un collega, o cedere il posto sul tram genera un'energia molto potente.
I genitori sanno che il tempo e l'energia che dedicano ai loro figli, invece che annichilirli li rivitalizza. Chi fa volontariato dice regolarmente questa frase "quello che le persone che aiuto danno a me è mille volte più grande del contributo che io do a loro" . Siamo venuti al mondo per essere una famiglia umana. Molti lo dimenticano, ma la nostra natura è di stare insieme e supportarci l'uno con l'altro, in cambio di niente, o meglio, forse, in cambio della nostra grandezza e di quella scintilla di divino o soprannaturale che abbiamo in noi. 

#coaching #felicità #happiness #gioia #beneficienza #donare

LA SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI - #5 LE COSE CHE HAI PAURA DI DIRE, anche a te stesso

pubblicato 20 dic 2016, 10:03 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:19 ]

Sfida per la felicità #5: dire le cose difficili, prima di tutto a noi stessi.
Abbiamo tutti cose scomode che ci teniamo dentro, piccoli o grandi segreti, conversazioni faticose che rimandiamo.
Abbiamo tutti debolezze, insicurezze, paure, fragilità che nascondiamo al mondo, e forse anche a noi stessi.
Eppure oltre la paura c'è il futuro e ci sono opportunità che non riusciamo a cogliere, o nemmeno a vedere.
L'esercizio # 5 della sfida per la felicità è dedicato al rimuovere i pesi prima di tutto dalle nostre spalle.
Vederci nel futuro, mentre diciamo a quella certa persona quella cosa rischiosa; o mentre riveliamo quel segreto nascosto da tempo; o mentre riconosciamo a un collega o un amico un nostro difetto o una nostra mancanza. Lo scopo dell'esercizio è  alleggerire il nostro carico personale, e poi, se è lo riteniamo utile,  fare le prove generali per dire  davvero quelle cose scomode, rivelare realmente quei segreti, riconoscere onestamente quei difetti e quelle mancanze. Nella vita vera. E poi andare oltre.

#coaching #felicità #happiness #cosescomode #direlaverita #debolezze #fragilità 







LA SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI - #4 SORRIDI, NONOSTANTE TUTTO

pubblicato 15 dic 2016, 12:50 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:20 ]

Difficile sorridere di fronte alle difficoltà. Difficilissimo. Ma come è dimostrato anche da studi neurologici, non solo se siamo felici sorridiamo: è vero anche il contrario.
Guardate il Ted Talk di Amy Cuddy, professoressa di psicologia ad Harvard per scoprire come la postura, i gesti e le espressioni del viso condizionano i livelli ormonali e di conseguenza il nostro umore (nella fattispecie, aumentano i livelli di della serotonina/dopamina/testosterone e si abbassano i livelli di cortisolo, ormone dello stress)
Secondo voi è più utile affrontare le difficoltà tristi, ansiosi, arrabbiati oppure forti, lucidi e centrati?
Credo tutti sappiamo la risposta, ma nella realtà, quanto spesso ci arrotoliamo nel dispiacere, ci accomodiamo nel senso di ingiustizia, o giustifichiamo la naturale tendenza a lamentarci, incolpare qualcosa o qualcuno? 
Può pure essere colpa di qualcuno, ma occupare il nostro cervello e le nostre energie su quel pensiero quanto ci è utile?
Per me è stato una rivoluzione realizzare quanto cambia per me  nel momento in cui, di fronte a una difficoltà o un dolore, mi ricordo di sorridere.
E anche rendermi conto di quanto cambia per chi mi sta intorno: ricevo pià comprensione, più alleati, più aiuto. 
E allora, per quanto assurdo possa sembrare, proprio quando sembra più assurdo, sorridiamo!

#coaching #felicità #happiness #sorridere #ilpoteredelsorriso #smile


LA SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI - #3 SCRIVI LE LEZIONI IMPORTANTI

pubblicato 14 dic 2016, 02:12 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:21 ]

Essere felici non significa riuscire a far andare sempre tutto bene. Shit happens!
Il tema è leggere le cose brutte e spiacevoli come un'occasione di crescita e di miglioramento, e portar via da ogni esperienza negativa qualcosa di egoisticamente utile.
Ho avuto anche io la mia dose di tristezza, di delusione, di preoccupazione e di dolore. E mi rendo conto, ripensando a fatti accaduti anche molto tempo fa, quando il coaching nemmeno sapevo cosa fosse,  che inconsapevolmente e istintivamente quello che mi ha fatto andare avanti è stato usare quel momento per darmi più forza e andare oltre.
Non solo "ribellandomi" all'offesa o alla cattiveria o al lutto con la forza di chi vuole affermare le sue ragioni e salvaguardare la propria integrità, bensì trovando nell'offesa, nella cattiveria  e nel lutto qualcosa da imparare per me, specialmente se l'evento doloroso non era ineluttabile ed esterno, ma aveva a che fare con una relazione. 
E in più, al di là e al di sopra di ciò che ho imparato in ogni singolo episodio, mi si è formata in testa una consapevolezza, secondo me molto preziosa: le cose non vanno sempre come vogliamo. Ma siamo sicuri che se questo accade, sia per il peggio? A me vengono in mente almeno due momenti, molto grossi, nella mia vita, in cui in realtà è stato per il meglio. Può essere così se accettiamo ciò che è, vogliamo imparare la lezione, e vogliamo vedere oltre.

#coaching #felicità #impararedallesofferenze #esperienzenegative #lelezionidellavita

LA SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI - # 2 : PERDONA

pubblicato 09 dic 2016, 06:38 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:22 ]

Ci hanno insegnato il perdono fin da piccoli, a scuola, in chiesa. E ce lo hanno presentato come un gesto di bontà e come un modo per redimere la nostra anima.
Quello che propongo qui non è a fini buonisti. E' a fini pratici e utilitaristici.  Non è nell'interesse degli altri, ma nell'interesse vostro e della vostra salute psicofisica.
Incominciamo a perdonare: chi ha sbagliato, chi ha mentito, chi non ha capito, chi ci ha fatto del male, chi ci ha umiliato, chi ci ha danneggiato....
E incominciamo a perdonare anche noi stessi: spesso siamo i peggiori giudici e i più crudeli massacratori della nostra presenza sulla terra.
Purtroppo il tempo e l'energia che usiamo per restare attaccati al pensiero di un errore, una cattiveria o un'ingiustizia è tempo inutile. Anzi. E' tempo dannoso.
Perchè ci tiene nel passato invece che spingerci verso il futuro. 
E perchè fisiologicamente ci intossica.
Ogni volta che siamo preoccupati, arrabbiati, offesi, mandiamo in circolo
cortisolo, l'ormone dello stress, che è un veleno in grado di corrompere il nostro sistema per oltre 36 ore.
E i danni di questo intossicamento li subiamo noi, e le persone che hanno a che fare con noi. Perdonare invece è il modo per dissipare il veleno, ne è l'antidoto.
E' come liberarsi da un peso, anzi, a volta da uno zaino pieno di pietre. 
E che sia chiaro: perdonare per me non significa giustificare, chiudere un occhio, porgere l'altra guancia. 
Perdonare significa fondamentalmente ANDARE OLTRE e scegliere un nuovo modo di gestire certe situazioni, farci pace, accettarle, oppure allontanarcene, oppure contrattaccare.
In ogni caso significa scegliere cosa è meglio per noi, e agire per un migliore presente e futuro, invece che restare intrappolati nel passato.

#coaching #felicità #perdonare #cortisolo #guardarealfuturo #ilperdonoutile

LA SFIDA DELLA FELICITA' IN 10 GIORNI - # 1 : NON LAMENTARTI

pubblicato 05 dic 2016, 10:48 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 06:23 ]


Se condividete che la felicità è una scelta, e dipende solo in parte dalle circostanze esterne, forse avete voglia di iniziare questa sfida individuale verso una maggiore felicità.
Ogni volta che pubblicherò un post a dicembre, vi inviterò a concentrarvi su un'azione specifica, che vi porterà più vicini alla condizione che desiderate.  Si tratterà ogni volta di un comportamento che può condizionare in modo prepotente lo stato psico fisico, perchè cambia la neurologia del nostro cervello.  E quanto più persevereremo nel nuovo comportamento, tanto più il nostro cervello cambierà, orientandosi spontaneamente, giorno dopo giorno, in modo sempre più automatico e definitivo, verso un approccio più felice.
Ogni nuovo comportamento va ripetuto prima di diventare "abitudine", va allenato, come gli studi neuroscientifici ci stanno dimostrando: la nuova abitudine si "innesta" dopo almeno 30 giorni di ripetizione costante e quotidiana, ma per qualcuno potrebbe volerci di più. E poi va mantenuto nel tempo. L'importante è credere nello scopo e continuare.
E poi , dopo qualche mese, notare cosa è successo.

Il Cambiamento n° 1 che vi propongo è questo, e vi invito a farlo ogni giorno, da qui in avanti: passate tutto un giorno senza mai lamentarvi. Appena noterete che vi state lamentando, che state criticando una persona o una situazione, che state dando attenzione a quello che non funziona ....fermatevi e smettete.
Non sarà facile: siamo talmente abituati a concentrarci su ciò che non va, a borbottare, a criticare, che non sarà facile. Per niente.
Ma voi provate,  per tutto un giorno. E il giorno dopo ricominciate. E ogni giorno, a fine giornata, prima di addormentarvi, notate cosa cambia, in voi, e in chi vi circonda.

Se volete approfondire il tema "Come essere felici" potete consultare la News & Tools Letter , e poi decidere di lavorare con un Coach
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