COME AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO


PERCHE' PER ALCUNI E' PIU' DIFFICILE FARE ATTIVITA' FISICA

pubblicato 27 dic 2017, 04:09 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 27 dic 2017, 04:13 ]

PERCHE' PER ALCUNI E' PIU' DIFFICILE FARE ATTIVITA' FISICA

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APPROCCI E METODI PRATICI PER RIUSCIRE A CAMBIARE

pubblicato 20 dic 2017, 09:38 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 20 dic 2017, 09:40 ]

Cambiare in maniera convinta e stabile è spesso molto difficile. Le vecchie abitudini sono molto forti e molto resistenti, anche quando quelle nuove sono migliori, più utili e più positive per noi.
Ecco allora alcuni metodi 
di autogestione proposti dal coach Andrew Briant, per aiutarti a tenere fede ai tuoi obiettivi e ottenere il cambiamento che desideri. 


1. Cambia la tua narrativa 
Abbiamo tutti un dialogo interno, le parole che diciamo a noi stessi. Possono essere cose tipo “ce la puoi fare” oppure “è troppo difficile”. La consapevolezza, supportata dal tenere un diario, ci permette di renderci conto del nostro dialogo interno e di notare degli schemi ricorrenti. 
Quello che pensi influenza quello che provi, quello che provi influenza quello che dici e che fai e come lo fai, e questo ha un impatto. Dunque ti serve  una sceneggiatura scritta bene.

2. Scegli il tuo miglior te stesso
Le persone in grado di gestire sè stesse al meglio si rendono conto che dobbiamo “essere” prima di “fare”,  e ancora prima di “avere”. Nella maggior parte dei casi, quando fissiamo un obiettivo ragioniamo in senso contrario: partiamo da quello che vogliamo avere. Invece questo metodo ti chiede di riflettere e di prendere un impegno su chi vuoi essere, in modo tale che quello che farai sarà la conseguenza naturale della tua "decisione fondativa". Per esempio, potresti voler essere più felice, bene. Se scegli di essere grato per quello che hai già, immediatamente ti sentirai più felice. Le ricerche e l'esperienza provano che questo è vero: le persone che sono più grate e trascrivono i motivi di gratitudine sul loro diario, sono più felici, e tendono anche ad attirare più opportunità e dunque a moltiplicare le loro possibilità di felicità. Comincia a visualizzare te stesso come una persona fiduciosa, che pensa strategicamente invece che reagire, e concentra la sua passione su una visione nobile di sè.

3. Di NO più spesso 
Ci sono due lati di ogni decisione: quando stiamo dicendo si a qualcosa, stiamo contemporaneamente dicendo no a qualcos'altro.
E ci sono due modi di prendere le decisioni : dire si a quello che vogliamo, oppure dire no a quello che non vogliamo.
Dire SI implica utilizzare una narrativa positiva e focalizzarci su un’ immagine futura di noi stessi.

Dire NO è anche molto utile, nel momento in cui rifiutiamo le cose che ci possono far deragliare rispetto ai nostri obiettivi. E quando parlo di dire NO, non intendo un no sottovoce ed educato, ma faccio riferimento ad un no assoluto, un rifiuto fisico senza compromessi, definitivo. Parlo di un no convinto e disgustato verso tutto ciò che può mettersi in mezzo tra te e la realizzazione del tuo obiettivo.

Tra le cose che devi bloccare fuori dalla porta ci sono:
-le opinioni degli altri rispetto a chi dovresti essere
-i tuoi pensieri negativi su te stesso
-le abitudini che non sono allineate con il tuo sè desiderato
-il bisogno di approvazione da parte degli altri per sentirti bene 
-lo svalorizzare te stesso di fronte agli altri
-l'essere indeciso 
-il procrastinare

Fai una lista di tutte le cose a cui vuoi dire decisamente NO e ritirati in un posto tranquillo dove puoi fare molto rumore senza disturbare nessuno. Appendi quella lista al muro e comincia a gridare NO, NO, NO a ciascuno degli elementi sulla lista. Non vuoi mai più vedere nessuno di loro nella tua vita. Questo esercizio è in grado di sviluppare in te il potere che dire NO, ed è anche in grado di permetterti di superare anni di condizionamenti e di tabù. Non ti sto suggerendo di gridare no la prossima volta che il tuo capo ti chiede di fare qualcosa, ma ti sto dicendo che la capacità di dire no va a braccetto con il potere di influenza, e con il potere di ottenere quello che veramente si vuole.

4. Fai una danza della gioia 
L'affermazione e la celebrazione sono essenziali per rinforzare la leadership di sè stessi e assicurarsi il successo nella vita e nella carriera. Non è utile focalizzarci solo sulla distanza che ci separa rispetto al nostro obiettivo. Dobbiamo notare quello che abbiamo già realizzato! Ogni volta che realizzi qualcosa a cui ti eri dedicato, annotalo sul tuo diario, festeggia in una maniera anche semplice, dillo a qualcuno, celebra! Il modo in cui celebri non è importante: può essere ogni volta una cosa diversa, anche piccola e che non costa nulla. Puoi anche fare una piccola danza della gioia, o dare a te stesso un premio. 
La chiave è prendere coscienza delle tappe del tuo viaggio e rinforzare le abitudini positive

5. Crea i successi
I nostri cervelli sono sempre molto impegnati, e noi possiamo aiutarli a sintonizzarsi sul successo senza sforzo, in modo che il successo appare più semplice.  
Se vuoi fare esercizio la mattina prepara le tue cose da ginnastica vicino al letto, in modo tale che quando la sveglia suonerà,  non dovrai cercare la roba: dovrai semplicemente vestirti e andare. 
Se devi fare una telefonata a un cliente, preparati la lista delle cose che gli devi dire la sera prima, così la prima cosa che farai il giorno dopo sarà telefonargli avendo le idee chiare.

Preparati un video motivazionale o una canzone o il brano di un libro da leggere prima di entrare in un meeting importante o prima di fare una presentazione. 

Raccogli citazioni che ti ispirano e appiccicale nello spazio in cui lavori.

Prendi l'abitudine di fare dei respiri profondi prima di  incontrare chiunque: questo ti renderà più centrato e ti permetterà di concentrarti sulla relazione.

Infine, una piccola cosa: assicurati che il tuo vestito preferito sia sempre pronto. Indossare gli abiti che ami ti permette di sentirti  a tuo agio e apparire al meglio. 



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COME PERSEVERARE QUANDO SIAMO SUL PUNTO DI RINUNCIARE

pubblicato 14 dic 2017, 09:51 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 dic 2017, 10:08 ]

La perseveranza non ti serve a niente se stai perseverando nella direzione sbagliata. La perseveranza cieca a volte è quello che ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi.  
Seth Godin sottolinea nel suo libro “The dip: the extraordinary benefits of knowing when to quit and when to stick”:   se non hai intenzione di fare tutta la fatica che serve per dare il meglio di te, allora è meglio smettere. 
Il grafico qui sotto illustra il concetto del buco: the dip

Quando cominci con una nuova abitudine, hai sempre un breve periodo di crescita veloce: quando inizi a fare la dieta perdi un paio di chili abbastanza velocemente, oppure quando studi una nuova lingua, impari le prime parole abbastanza facilmente, o ancora quando cominci a guidare, le prime volte sembra tutto facile.

Dopo il primo periodo gratificante, però, le cose diventano più faticose: non ottieni più gli stessi miglioramenti altrettanto velocemente, e ti capita di sentirti bloccato e incapace di superare gli ostacoli.

Più resisti all'interno del buco,  più sei vicino al successo. Eppure molte persone che si ritrovano nel buco rinunciano ancora prima di sapere come fare ad uscirne. In alcuni casi prendono una decisione corretta e risparmiano a sè stesse tempo e fatica, che possono dedicare ad altro.  In altri casi buttano tutto il progresso che hanno accumulato fino a quel punto.


Il Coach Martin Meadows ci suggerisce cosa fare per decidere quando mollare e quando insistere.

Ci sono diverse domande che ti puoi fare

La prima domanda che puoi porre a te stesso è: il tuo desiderio di continuare quanto è legato al fatto che hai già investito così tanto? 
Se il fatto di avere già investito molto tempo e molta energia è la tua principale o unica motivazione, allora è molto probabile che sia meglio che tu smetta subito .
Poi passa ad una domanda più significativa e più fondamentale:  Per quale ragione stai facendo questo? Quanto importante e significativo è per te il risultato che desideri?
Poi chiediti se hai ancora entusiasmo, sia per il processo che per l'obiettivo.
C'è una differenza tra lo scoraggiamento di breve termine, che succede a tutti, anche alle persone di maggior successo, e la mancanza di entusiasmo legata alla perdita di vision di sè stessi
Se la tua Vision non  alimenta più il fuoco in te,  la decisione di smettere è sicuramente la migliore.


Le routine sono la chiave della perseveranza

Nel 1911 due squadre di esploratori partirono per raggiungere il Polo Sud a piedi: una di loro era guidata da Roald Amundsen, l'altra era guidata da Robert Falcon Scott.
Amundsen decise di seguire una semplice routine ogni giorno: lui e il suo team avrebbero dovuto viaggiare su una media di 12 miglia nautiche giornaliere. Era un passo realistico, non era troppo stancante e non era nemmeno troppo facile.  Indipendentemente dal tempo atmosferico, ad eccezione di condizioni estreme, lui e il team viaggiarono per non più e non meno di 15-20 miglia nautiche al giorno. Il resto del tempo lui e il suo team riposavano nei loro sacchi a pelo. Scott, d'altro canto, portò il suo team all'esaurimento. Fino a quando il tempo fu buono non lasciò all'equipaggio modo di recuperare; quando il tempo divenne cattivo, rimase convinto che spingersi al limite fosse il solo modo possibile. 
Amundsen e la sua squadra raggiunsero il Polo Sud per primi e ritornarono un paio di mesi dopo per raccontarlo. Scott e la sua squadra morirono sulla via del ritorno, lasciati senza forze da un viaggio troppo faticoso. Senza dubbio entrambi gli uomini erano molto perseveranti, e l'avventura in cui si erano imbarcati non era semplice. Eppure Amundsen riuscì nell'impresa grazie ad una perseveranza strategica e alla forza del giusto riposo, non perché aveva spinto sè stesso e il suo team oltre il limite. 

Scrivendo un
libro, molti scrittori adottano una routine molto semplice: scrivere 3000 parole al giorno. Fosse l'unica cosa che fanno nella giornata, la considerano una giornata produttiva se hanno scritto almeno 3000 parole. Non passano ore a chiedersi se hanno voglia di scrivere o no.  Si mettono alla scrivania e scrivono 3000 parole come parte della loro routine giornaliera. E diventa automatico come lavarsi i denti. Non fanno eccezioni, non scrivono mai meno di 3000 parole, a meno che io non siano arrivati alla fine del libro. Non scrivono nemmeno  più di 3000 parole perché sanno che, facendo così, cadrebbero velocemente in burn-out.

È fondamentale stabilire una routine giornaliera ed è fondamentale che questa routine si inserisca nelle tue abitudini attuali: più il comportamento è automatico, e meno troverà resistenza.
Anche le azioni più piccole, se ripetute tutti i giorni, producono enormi risultati nel lungo termine: non serve fare cose grandi una volta ogni tanto. 
Metti un cuore su ogni giorno del calendario in cui riesci a tenere fede alla tua abitudine, e di a te stesso bravo!


Come sviluppare forza mentale

Secondo uno studio condotto dalla fisiologa e maratoneta Emma Ross, la fatica è tutta nella nostra testa. I suoi studi su runners esperti rivelano che non sono i muscoli che ci impediscono di correre a lungo: è il cervello che riduce la stimolazione elettrica ai muscoli, molto prima che gli stessi vadano effettivamente in fatica.
Gli scienziati non hanno ancora definitivamente stabilito se questo meccanismo del cervello serva per prevenire danni o addirittura la morte.

Però sapere questo ti permette, nel momento in cui senti la fatica, di spingerti solo un pochino oltre, allargando la tua zona di sicurezza:  è un po' come portare il tuo cervello un pochino più vicino al limite, e dopo che l'hai fatto, puoi portarlo a guardare un limite un pochino più lontano, e così via. Se stai lavorando su un obiettivo relativo al tuo fitness, e stai per mollare, ricorda a te stesso che non sono i tuoi muscoli che rinunciano, ma è il tuo cervello. Ed è sempre il tuo cervello che ti permetterà di fare altri 5 minuti di attività fisica. Questi continui piccoli miglioramenti porteranno degli enormi progressi nel lungo termine, e si tradurranno in una rinforzata capacità di non rinunciare troppo presto ai tuoi obiettivi.

Se vuoi sviluppare forza e resistenza mentale, puoi anche dedicarti ad un'attività fisica che sviluppi forza e massa muscolare, come il sollevamento pesi. Oppure puoi esporre il tuo corpo al freddo, prendendo delle docce ghiacciate o alternando acqua calda e acqua fredda.
Anche la meditazione migliora l'autocontrollo e la gestione di sé, e ci rende più duri e più resistenti: bastano 5 minuti al giorno!
Anche uscire dalla tua zona di comfort è utilissimo: fare tutti i giorni qualcosa che non conosci, che non è per te abituale, ti fortifica.

 

Come sabotiamo noi stessi e cosa fare quando accade

Il bias cognitivo dello status quo si accende per invitarti a tornare alla situazione precedente: tu puoi contrastarlo chiedendo a te stesso se la situazione precedente ti è utile, se serve i tuoi obiettivi, se sceglieresti la situazione precedente se fosse possibile in questo momento.
Assicurati che i vantaggi che sperimenterai raggiungendo i tuoi obiettivi valgano almeno il doppio di quello che perdi o della fatica che fai.

Un altro fattore sabotante viene dal pensare di essere più capaci di autocontrollo di quanto in realtà non siamo: non permettere a questo bias cognitivo di prendere possesso di te, parti dal presupposto che sei poco capace di controllare gli impulsi, e quindi non metterti nelle condizioni di essere soggetto a tentazioni.
Introduci regolarmente delle novità e delle variazioni, quando lavori per raggiungere i tuoi obiettivi, in modo da evitare la noia che ti potrebbe condurre al mollare.

Tieni alta la tua autostima, essendo sempre consapevole dei tuoi pensieri, ricordando sempre a te stesso le tue forze e le tue risorse, ed essendo sempre gentile con gli altri.

Metti a fuoco le tue convinzioni limitanti e rimpiccioliscile, creandone altre, potenzianti, con cui sostituirle. 
Le convinzioni limitanti strisciano nel tuo cervello, lavorano dietro le quinte e ti portano a fare le scelte sbagliate. Devi accorgerti di loro, devi  vederle arrivare e  sostituirle con qualcosa che ti è più utile.
Ecco alcuni esempi di convinzioni limitanti frequenti: "Devo dare il massimo fino ad esaurirmi per riuscire"; "Ho fallito così tante volte, succederà ancora";  "E’ troppo tardi per cambiare";  "Non so come si fa".
Ciascuna di queste convinzioni autosabotanti può essere sostituita con una convinzione potenziante, in cui credi e che ti è utile.


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7 CHIAVI PER FARE CAMBIAMENTI CHE DURANO

pubblicato 11 dic 2017, 00:36 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 11 dic 2017, 00:38 ]

Meno della metà delle persone che fa propositi all'inizio dell'anno è ancora fedele ai suoi propositi quando arriva San Valentino, è dunque comprensibile che molti di noi siano cinici rispetto al fare propositi. Secondo Margie Warrell (www.livebraveday.com) la vera ragione per cui molti falliscono, o si fermano troppo presto, è che non tengono in debita considerazione alcuni aspetti base della psicologia umana. La motivazione è molto labile in natura, viene e va. E al di là di questo, la nostra innata paura di sbagliare e la nostra tendenza a ripetere le vecchie abitudini può sabotare qualunque sforzo orientato al cambiamento, e compromettere anche gli obiettivi più desiderabili.  Se perseguire obiettivi coraggiosi e fare cambiamenti fosse facile, lo faremmo tutti. Invece,  per portare a termine i cambiamenti che desideriamo davvero, dobbiamo prepararci. 
Il successo non ha solo a che fare con l'atteggiamento: ha a che fare con l'utilizzo di strategie che liberino il coraggio e la perseveranza, quando la paura si fa sentire. 

Ecco le 7 strategie più potenti che ci consiglia Margie Warrell

1.Che il tuo Why sia chiaro 
Perché un proposito rimanga nel tempo deve essere allineato ai tuoi valori chiave e al senso più profondo che tu dai alla tua vita e al tuo lavoro. Molte persone hanno voglia di apparire più attraenti, o di avere più soldi, ma i tuoi propositi devono andare al di là di desideri superficiali o esteriori e connettersi con quello che è veramente più importante per te. Qualunque cosa tu decida di fare, qualunque progetto tu decida di intraprendere, devi chiarire molto bene a te stesso di cosa davvero ti importa, e qual è il prezzo che sei disposto a pagare per ottenerlo. Se le tue risoluzioni non vanno a braccetto con un why bruciante, è molto probabile che tu cada alla prima tentazione 

2.Ricordati che lo Status Quo è forte 
Se non fosse così, tutti cambieremmo le cose che non funzionano nella nostra vita in un attimo, dal conto corrente al lavoro, dal fidanzato all'alimentazione. La ragione per cui è così difficile cambiare è che tutti dobbiamo pagare il nostro obolo allo status quo. L'abitudine dà un senso di sicurezza, di convenienza, di comodità, di familiarità emotiva, di compiacenza intellettuale. Lo status quo non presenta rischi. 
Rispondi a questa domanda : quello che voglio cercare di ottenere con questo cambiamento vale quello a cui devo rinunciare ? Qualunque sia il tuo obiettivo, non farti sconti sui costi. 

3.Restringi il tuo focus 
Avere grandi aspirazioni è molto bello, ma decidere che vuoi correre una maratona, terminare l’ Mba, cambiare lavoro, rinnovare la casa e scrivere un libro, tutto nello stesso anno, può farti crollare, lasciandoti incapace di decidere in che direzione andare. Dai a te stesso degli obiettivi piccoli, uno per volta, non venti tutti insieme. Come dice Daniel Goleman nel suo ultimo best seller Focus, la distrazione uccide gli obiettivi, e lo stesso fanno l'esaurimento energetico e l'eccesso di stimoli. Comincia con un obiettivo che è importante per te il primo di gennaio, spezza quell'obiettivo in pezzi fattibili, e comincia a portarli a termine, uno dopo l'altro. 

4 Circondati di un gruppo di supporto 
Il cambiamento è difficile. Realizzare obiettivi importanti è faticoso. Gestire le sconfitte e gli insuccessi è doloroso. Restare motivati è una grande sfida. Circondarsi di persone che credono nelle tue capacità di riuscita e che hanno voglia di sostenerti al 100% può veramente fare la differenza. Crea un ambiente intorno a te di persone che credono in te, e che ti rendano il tuo processo più facile. 
Non dimenticare mai che l'ambiente può essere potentissimo per supportarti, così come per sabotarti: ci sono persone che ti rendono la vita più bella, e ci sono persone che ti rendono la vita più brutta e faticosa. Assicurati di circondarti di persone del primo tipo. 

5 Rendi tuoi obiettivi misurabili 
Va benissimo decidere di mangiare meglio, stare meglio, essere più felici, rilassarsi di più, avere un migliore work life balance…… ma esattamente cosa significa? in senso pratico? giorno dopo giorno? che cosa devi fare precisamente ? in che cosa ti stai impegnando? 
Più sei specifico nello stabilire il tuo obiettivo, e più è probabile che tu lo raggiunga, quindi descrivi il tuo obiettivo nella maniera più concreta e misurabile possibile.

6. Preparati a fallire 
Anche Tony Robbins non è al 100% ogni singolo momento della giornata : è parte integrale della condizione umana. Quindi, anche se è semplice essere molto eccitati nei momenti iniziali di un cambiamento, siate pronti al fatto che la fatica arriverà, e che è molto facile perdersi di fronte alle prime difficoltà o quando i risultati non arrivano. Il successo non avrebbe valore se arrivasse facile. Ti devi rimboccare le maniche, preparare i muscoli. E’opportuno prepararsi alle difficoltà, prevederle e allenarsi per superarle; è opportuno sapere che ci sarà una prima fase di grande motivazione e che arriveranno momenti bui, ed avere a portata di mano gli strumenti per affrontarli. E’ importante sapere che, anche se facciamo un piano, il piano non andrà come previsto, e non è nemmeno detto che questo sia male. Dobbiamo essere flessibili e pronti a cambiare col vento. La resilienza è questo.

7. Investi nel meglio che hai ogni giorno 
Come sei quando sei al tuo meglio? Ora chiediti: che cosa devi fare per te stesso ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, per essere quella persona? Qualunque cosa sia, riserva del tempo adesso nel tuo calendario per fare quello che serve per essere quella persona. Che si tratti del fare esercizio  fisico, del pianificare il futuro, del fare yoga per ricaricare le batterie …… 
Arriverai molto più lontano e ti riprenderai molto più velocemente dalle sconfitte, se continuerai incessantemente a investire nel tuo migliore “te stesso”. 
Non è egoismo, non è autoindulgenza: è indispensabile per vivere una vita felice. 
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QUANTO TEMPO SERVE AL CERVELLO PER CAMBIARE UN' ABITUDINE

pubblicato 5 dic 2017, 08:36 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 5 dic 2017, 08:38 ]

Secondo la ricerca di Philippa Lally del UK Research Centre on Health Behaviour, pubblicata nel 2009 sul European  Journal of Social Psychology, ci vogliono da 18 a 254 giorni perché una nuova abitudine si possa considerare formata stabilmente nel nostro cervello. Più info qui: https://www.ucl.ac.uk/news/news-articles/0908/09080401#sthash.jY7f0Ffo.dpuf

Il sistema di misurazione registrava le risposte di 96 persone, invitate a dire quando le nuove abitudini erano per loro diventate automatiche e non richiedevano più una pianificazione o un reminder di qualunque tipo. Il tempo più frequentemente registrato per cambiare un’abitudine in modo stabile è stato di circa 30 giorni, ma ciò non significa che non possano esistere differenze anche molto grandi.
Se vogliamo prendere i 30 giorni come punto di riferimento, ecco cosa succede suddividendo in fasi quell'arco di tempo. Sono certa vi ritroverete in questa sintesi.

FASE 1: DAL 1° AL 10° GIORNO  -  START UP

In questa fase devi abbandonare un vecchio comportamento per uno nuovo. Anche se serve forza di volontà, questa fase non è molto problematica. Almeno all’inizio la motivazione è alta e i primi risultati arrivano abbastanza facilmente

FASE 2: DAL 11° AL 20° GIORNO - RESISTENZA

Questa è la fase più critica: non hai ancora abbandonato del tutto la vecchia abitudine, e la nuova è lontana dall’essersi “installata” in modo stabile. C’è il rischio significativo di ricadere nel vecchio modo di fare. Il "momentum" iniziale svanisce, i risultati arrivano meno facilmente, la motivazione inizia a calare.
E’ il momento in cui fare le seguenti cose:
- ricordarsi della vera e profonda ragione per cui facciamo questo
- circondarsi di persone e situazioni che facilitino
- prendere la sfida un passo alla volta, dicendosi "bravo" ad ogni passo.

FASE 3: DAL 21° AL 30° GIORNO - STABILIZZAZIONE

Il nuovo schema diventa più forte e si consolida nelle tue connessioni neurali. Devi sempre “ricordarti di farlo”, ma ogni tanto ti accorgi che la cosa sta diventando più automatica, un po’ come lavarti i denti dopo mangiato o metterti le scarpe prima di uscire di casa. Continua cosi!

A proposito di fare qualcosa di nuovo per 30 giorni, puoi anche guardare il Ted Talk di Matt Cutts 



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ALEX ZANARDI, ovvero, NON ABBIAMO PIU' SCUSE PER LE NOSTRE CONVINZIONI LIMITANTI

pubblicato 19 set 2016, 05:02 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:52 ]

http://www.coachpuglia.com/2012/09/zanardi-ci-hai-fregato-lettera-aperta.html?m=1
Convinzione "limitante"= idea in cui si crede fortemente,  proveniente da esperienze dirette o indirette, o da "si sa" e "si dice" , che si attiva in automatico e condiziona l'interpretazione dei fatti, limita le opzioni a nostra disposizione , influenza  le nostre scelte.  
Action Plan:  sostituirla con una più utile altresì detta "potenziante".
Leggete le bellissime parole di questo collega pugliese. 

IL PROBLEMA NON E' IL CAMBIAMENTO MA LA TRANSIZIONE - Fase 3

pubblicato 9 set 2016, 10:11 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:55 ]


Transizione verso un cambiamento imposto -  step 3.
Piano piano che il cambiamento si attua, e i primi successi vengono raggiunti, e le persone riescono a fare cose che prima non facevano, DOBBIAMO celebrare.
Serve a gratificare, dare forza, ridurre lo stress, far sentire alle persone che sono al sicuro, che sono parte di un tutto e che il contributo di ognuno di loro conta!

IL PROBLEMA NON E' IL CAMBIAMENTO MA LA TRANSIZIONE - Fase 1 e Fase 2

pubblicato 9 set 2016, 10:08 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:56 ]


Transizione verso un cambiamento imposto -  step 2.
Le persone non sono tutte uguali di fronte ad un cambiamento inatteso o indesiderato o semplicemente difficile da affrontare. E' necessario parlare con ciascun membro del nostro team, per capire le difficoltà e raccontare il senso del cambiamento in atto e gli impatti positivi. Ancora ancora e ancora. E quando ti sembra sufficiente...fallo ancora!




Transizione verso un cambiamento imposto - step 1.
Di fronte ad un cambiamento imposto, non voluto, difficile, la prima fase è quella del lutto. Si deve abbandonare un modo abituale, spesso gradito, di fare le cose, per adottarne uno nuovo. Non si capisce il senso, ci si sente forzati, si ha paura di non essere adeguati, si teme per il futuro. Far finta che ciò tutto ciò non esista, magari perchè il cambiamento è dal punto di vista logico razionale un miglioramento, è controproducente.
Le emozioni sono la sola cosa che ci fa muovere e che ci fa stare fermi.
Serve sedersi accanto alle persone, chiedere loro queste tre cose:
"cosa senti dentro"? "che emozioni provi"? "cosa ti serve?"

PER CAMBIARE OCCORRE DARE SPAZIO AL "SOGNATORE" DENTRO OGNUNO DI NOI

pubblicato 7 set 2016, 09:51 da Giulia Rosa Sirtori   [ aggiornato in data 14 lug 2017, 05:57 ]


Gestire il cambiamento non significa solo affrontarlo quando arriva, ma anche immaginarlo e  costruirlo. Walt Disney ci insegna come.
Abbiamo tre "personaggi" dentro di noi: il sognatore, il critico e il realista.
Per dar spazio al cambiamento, concediamoci di dare più spazio al sognatore!
Lasciamolo "sfogare". Se appena il sognatore apre bocca, le urla degli altri due lo coprono, mai nessun cambiamento si attuerà nella nostra vita.
Solo dopo possiamo dare ascolto ai commenti utilissimi del critico e del realista.
Il critico metterà in evidenza i "bachi" o le cose da sistemare nei nostri sogni.
Il realista metterà in fila i passi da fare per realizzare i sogni e mette a punto i tempi.


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