ESSERE IN DISACCORDO CON CHI E' PIU' "POTENTE" DI TE

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by Amy Gallo

Metti che il tuo capo proponga una nuova iniziativa, e che tu pensi che non funzionerà. 
Cosa dici quando non sei d'accordo con qualcuno che ha più potere di te? Come si fa a decidere se vale la pena parlare?  E se lo fai, cosa dovresti dire esattamente?

È una reazione umana quella di evitare il disaccordo con un superiore. "Siamo programmati per stare lontani dai pericoli, quindi abbiamo un orientamento naturale ad evitare situazioni che potrebbero danneggiarci", dice Joseph Grenny, coautore di Crucial Conversations e cofondatore di VitalSmarts, una società di formazione aziendale.
Il primo pensiero che facciamo è  "Non gli piacerà" "Mi giudicherà un criticone, uno faticoso e fastidioso” . Addirittura qualcuno può pensare “Adesso mi licenzia!
E’ così tanto più semplice essere d’accordo!
Però non sempre è la cosa giusta da fare.

Come esprimere disaccordo in modo utile?

Sii realistico sui rischi
La maggior parte delle persone tende a sopravvalutare i rischi connessi al parlare. Il nostro pregiudizio naturale è quello di immaginare il peggio. 
Certo, l’interlocutore potrebbe essere sorpreso o anche infastidito in un primo momento. Ma è altamente improbabile venire licenziati o farsi un nemico per la vita.
Considera invece il "rischio di non parlare" - forse il progetto deraglierà, perderai la fiducia della squadra …
Molto meglio ponderare realisticamente tutte le potenziali conseguenze dell'azione e della non azione.

Decidi se aspettare
Dopo la valutazione dei rischi, puoi decidere che in quel momento è meglio stare zitto, ma magari c’è un altro momento in cui è opportuno parlare.
Per esempio, potresti cercare il supporto di altri, che hanno essi stessi dei dubbi, e possono contribuire alla causa con la loro esperienza e le loro informazioni.
Oppure potresti avere una conversazione in privato: in privato la persona potente si sentirà meno minacciata.

Identifica un obiettivo condiviso
Prima di esporre i tuoi pensieri, pensa a ciò che conta per l’altro, o quello che lo preoccupa in questo momento.
Può essere la credibilità del suo team, o la velocità di esecuzione di un progetto. È probabile che se colleghi il tuo statement a qualcosa che è importante anche per l’altro, egli possa "aprire il suo canale di comunicazione", e ascoltarti con interesse. Non lasciare implicito questo collegamento, esplicitalo in modo chiaro!
"So quanto è importante per te portare a termine questo progetto entro l'anno, e ti supporto appieno in questo" è un modo per farlo.

Chiedi il permesso di non essere d'accordo
Questo passo può sembrare eccessivamente deferente, ma, è un modo intelligente per dare alla persona potente "sicurezza psicologica" e controllo. 
Si può dire una cosa tipo : "Vogliamo tutti fare l’obiettivo del primo trimestre, ma ho ragioni per pensare che questa via potrebbe non funzionare. Vorrei delineare il mio ragionamento. Posso? ". Fare così dà all’altra persona la scelta, le permette di aderire verbalmente,  dice Grenny.
E supponendo che dica di sì, questo dà a te maggiore sicurezza nell’esprimere il tuo punto. 

Stai calmo. Parla lentamente e non alzare troppo la voce.
Quando il linguaggio del corpo comunica riluttanza o ansia, sminuisce il messaggio. E’ come se le tue parole dicessero una cosa e il tuo corpo e la tua voce un’altra. 
Chi ti ascolta può decidere a cosa dare importanza, ma è altamente probabile che l’effetto di non verbale+voce sia prevalente sulle parole  (non verbale + voce rappresentano infatti il 93% di quello che resta da una conversazione – Mehrabian – 1970)
Dunque Respira a fondo! 
Così riuscirai a parlare più lentamente e con più convinzione. Quando ci sentiamo in preda al panico tendiamo invece ad alzare il volume e ad accelerare, e questo ci toglie credibilità.
Non dobbiamo essere suadenti.  Non dobbiamo “fare i piacioni”.  Di sicuro non dobbiamo sussurrare. 
Dobbiamo rallentare! Questo, oltre a calmare noi che parliamo, calmerà chi ci ascolta.

Come prima cosa, ribadisci il punto dell'altro
Dopo aver ottenuto il permesso di parlare, riepiloga il punto di vista dell'altra persona, l’ idea, opinione, o proposta con cui sei in disaccordo. 
Così facendo dai valore al pensiero altrui e fai capire che hai ascoltato e compreso. 

Non dare giudizi
Quando passi ad esprimere le tue preoccupazioni, STAI ATTENTO!
Evita qualsiasi "parola di giudizio" o dispregiativa, come "miope", "folle" o "affrettato" : tutte cose che potrebbero far innervosire la tua controparte.
Un buon consiglio è togliere tutti gli aggettivi, dal momento che proprio quelli hanno il potere di essere mal interpretati o presi sul personale. Condividi solo i fatti. 
Per esempio, invece di dire: "Penso che la scadenza che ci siamo dati sia assurda"  puoi dire "Abbiamo provato quattro progetti come questo in passato, e siamo stati in grado di portarne a termine due in un lasso di tempo simile, ma erano circostanze un pò speciali."

Mantieniti neutro, calmo e concentrato tutto il tempo .
Ogni volta che ti accorgi che ti stai accalorando, abbassa il volume e rallenta.

Sii umile
Sottolinea che stai offrendo la tua opinione, non la "verità del Vangelo”. Il tuo può essere sicuramente un parere fondato e ben studiato, ma è sempre un parere.
Funzionano molto bene certe frasi introduttive, che stemperano subito il tono:
“sto pensando ad alta voce…”
“mi viene una preoccupazione che vorrei condividere”
“mi viene una riflessione”

Poi, dopo aver espresso la tua opinione, dimostra curiosità verso le opinioni degli altri, in modo proattivo.
Puoi dire, per esempio: "Dove credi che io stia sbagliando?"  “Cosa ne pensi della mia idea?”

Riconosci l'autorità dell'altro 
In definitiva, la persona con più potere prenderà la decisione, perché funziona così. Riconosciglielo!
Ad esempio dicendo: “E’ una decisione importante, ed una responsabilità che sta a te.“
Questo mostrerà che riconosci il suo ruolo, e ricorderà all'altro che può scegliere.
Ma niente piaggerie, leccatine o false lodi!  Solo rispetto del ruolo e delle capacità altrui (se ci credi, per quanto ci credi)



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