7 LEZIONI PER TROVARE IL LAVORO FATTO APPOSTA PER TE

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by Kate Torgovnick May

Se ti è mai capitato di fare un test attitudinale o di ragionare con un coach su un cambio di lavoro, ci sono buone probabilità che tu abbia già sentito parlare del concetto del "trovare la propria vocazione”. 
Ma il fondatore di StoryCorps, Dave Isay, non è d'accordo col verbo “trovare”. 
La vocazione non è lì che ci aspetta: molte persone la individuano prendendo decisioni faticose, facendo sacrifici per realizzare ciò che erano "chiamati a fare". 
Detto in altri termini, non trovi la tua vocazione, devi combattere per vederla. E vale la pena combattere! Chi la trova ha il fuoco dentro, ha voglia di svegliarsi ogni mattina e andare a lavorare.

Per oltre 10 anni Story Corps ha ascoltato le storie di persone che scoprivano la loro "chiamata" e  le ha raccolte in un libro intitolato "Callings: the purpose and passion of work".
Ecco le 7 cose fondamentali lezioni che Dave Isay ha imparato dalle persone che hanno combattuto duramente per trovare il "lavoro della loro vita".

1. La tua "chiamata" è all'intersezione di tre linee, è 
qualcosa che:  1. ti viene bene 2. è apprezzato 3. in qualche modo migliora la vita degli altri.
Quanto questi tre pianeti si allineano è come un lampo. Ma questo non significa che una persona debba per forza diventare un chirurgo che salva vite per realizzare una vocazione. 
Anche la cameriera del ristorante che parla ai suoi clienti ogni giorno e li fa sentire benvenuti sta rispondendo a una chiamata.

2. La tua "chiamata" spesso emerge da situazioni difficili.
Il nostro "nocciolo" spesso emerge da un'esperienza che definisce la nostra vita, e frequentemente si tratta di un' esperienza dolorosa.
Avere un'esperienza che ci scuote nel profondo e che ci ricorda che siamo mortali può essere molto utile per chiarire molte cose, e spesso porta a cambiamenti radicali.

3. La "chiamata" spesso richiede coraggio.
La "chiamata" spesso comincia col prendere una posizione contro uno status quo inaccettabile, e dedicare il proprio lavoro a cambiarlo. Nel libro ci sono alcuni esempi, dalla dottoressa Dorothy Warburton, che affrontò grandi minacce sessiste mentre conduceva le sue ricerche scientifiche, fino a Burnell Cotlon, che aprì il primo negozio dopo l'uragano Katrina, perché non voleva che la sua città morisse.

4. Gli altri spesso vedono la tua "chiamata" più chiaramente di te
Sharon Long non aveva fatto l'università. Un giorno stava parlando con la società che finanziava il corso di sua figlia e disse che le sarebbe piaciuto andare al college. La persona di fronte a lei rispose: "non è troppo tardi, potresti fare antropologia forense". Il counselor suggerì quel corso di laurea semplicemente perché era la disciplina scientifica con l'accesso più facile, ma Sharon ricorda che nel momento in cui si sedette in quella classe realizzò all'istante che era ciò per cui era nata. La "chiamata", anche se molto personale, è anche relazionale: conosciamo persone ogni giorno, casualmente, e non ci rendiamo nemmeno conto che ognuno di loro potrebbe essere lo spunto per farci vedere cose che non vediamo.

5. Ciò che davvero conta è quello che succede DOPO aver identificato la propria vocazione
La frase “scoprire la propria vocazione” lascia intuire che nel momento in cui la trovi è come avere trovato una pentola piena d'oro in fondo all'arcobaleno, e la storia finisce lì. In realtà la vocazione è un processo continuo. Capire in cosa consiste la tua "chiamata" è un conto - la fatica del tradurla in pratica un altro. Perseguire una vocazione può implicare il ritorno a scuola, il cambiare città o abitudini.

6. L'età non conta
Il libro racconta di un uomo che scoprì di voler fare il giornalista all'età di 21 anni, la prima volta che schiacciò il tasto REC su un registratore, per fare un'intervista durante una protesta studentesca.
E racconta anche di un contabile che dopo 30 anni scoprì la sua passione per la macelleria.
Non pensate MAI che sia troppo tardi

7. La chiamata spesso non arriva con uno stipendio generoso.
Ai ragazzi a volte diciamo che l'ideale è trovare un lavoro dove si fa poco e si guadagna tanto, come se questo fosse il migliore dei sogni possibili. 
In realtà le storie della Story Corps parlano di un altro tipo di sogno, molto più gratificante, che implica prendere rischi, lavorare tanto, e vivere con integrità.




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