LAVORARE CON CHI HA ASPETTATIVE IRREALISTICHE

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by Liz Kislik 
Ogni capo ha di tanto in tanto aspettative irrealistiche, ma alcuni sembrano avere questa come caratteristica base. Non prendono in considerazione i fatti e il contesto in cui sono,  si riferiscono alle loro esperienze in altre aziende piuttosto che alle persone e agli eventi dell'attuale organizzazione, o forse il loro problema è che devono a loro volta riportare a qualcuno che è ancora più ottimista o sfidante di loro.  
Quando lavori per una di queste persone, ti senti incastrato e destinato a fallire. Può essere pericoloso sfidare un superiore, o anche solo portare avanti il proprio punto di vista, nonostante dati concreti e comprovati, o esperienze raccolte sul campo.  
Invece di cedere, o decidere che è il momento di aggiornare il tuo curriculum, puoi provare alcuni approcci suggeriti da Liz Kislik, esperta di negoziazione e conflitti,  per trovare un migliore equilibrio e rafforzare il rapporto con un capo esigente.  

1.Gestisci il tuo corpo per gestire te stesso.  
Se la pressione delle richieste del tuo capo ti ha messo in modalità fight-flight-freeze, prima calmati, in modo da poter raccogliere i tuoi pensieri e prendere misure appropriate. 
Uno dei modi migliori per calmare la tua agitazione, sfuggendo al sequestro emotivo che scatena reazioni automatiche non sempre utili, è il “riportare l’attenzione al corpo” . 
Utilizzare una semplice pratica di “ancoraggio”  o “centratura” calmerà il corpo e segnalerà al cervello che non si è in una condizione di pericolo immediato. Una tecnica non invasiva è banalmente e semplicemente “sentire i piedi nelle scarpe”. Che siamo seduti o in piedi, possiamo usare questo meccanismo di “messa a terra” velocemente e senza essere notati dagli altri, solo premendo i piedi contro il pavimento, notando i talloni e le dita a contatto con la superficie dura, ricordandoci di espirare completamente e inalare di nuovo. 
Farlo almeno 2 minuti, e poi pensare a quello che vogliamo dire e fare.  

2.Concorda in linea di principio; poi condividi dettagli realistici.  
Tu e il tuo capo avete teoricamente una missione congiunta e alcuni obiettivi comuni. Mostrargli che siete sulla stessa barca potrebbe darti il margine per spiegare alcune delle tue obiezioni pratiche, per condividere con lui/lei il fardello dell’implementazione.  
Conosciamo tutti dei team leader molto esigenti e visionari, che non hanno alcun interesse a conoscere o a prendere in considerazione i dettagli pratici della realizzazione degli action plan: ignorano qualsiasi impedimento e fanno dichiarazioni grandiose su ciò che il loro team realizzerà, supponendo (spesso in assoluta buona fede) che le iniziative individuate siano facili e veloci da implementare.  
I collaboratori di persone così demanding sono normalmente in grandissima difficoltà: lottano per tenere fede agli impegni, in ogni caso non riescono a rispettare le deadline, e sanno che verranno incolpati per un’ esecuzione incompleta o sbagliata.  

Se però queste persone, invece che mettersi di traverso, mugugnare, lamentarsi, sottolineare in primis le difficoltà e le fatiche di un certo piano,  approcciassero il loro capo diversamente?   Se si rivolgono a lui/lei innanzitutto riconoscendo e dando valore a ciò che è davvero importante per l’altro, al suo obiettivo sfidante e ambizioso, possono poi più facilmente proporre un “modo  più praticabile per arrivare a quell’obiettivo” . In questa maniera non c’è una contrapposizione, ma una costruzione congiunta. 

Se il capo vede accordo e supporto verso l’obiettivo che sta cercando di realizzare, sarà molto più disposto a ragionare sul “come” arrivarci, aprendosi all’ascolto di eventuali limitazioni o dettagli tecnici chiave (mi raccomando, solo quelli chiave) che impattano l’esecuzione. 

Ecco un esempio :  " Capisco che vuoi X ed è un obiettivo importante. Ho già provato a fare Y e ho queste preoccupazioni su Z. possiamo parlare di quali potrebbero essere i prossimi passi? Col tempo, riusciremo anche ad educarlo sui dettagli importanti: si sentirà più vicino alla squadra e agli aspetti pratici dell'implementazione, e lancerà molto probabilmente sfide meno “campate in aria”. 
 
3. Fai proposte “di prova” per capire cosa è davvero importante per lui/lei 
E' improbabile che il tuo capo voglia essere irrealistico o ingiusto. E' molto più probabile che segua una logica che non ha espresso chiaramente, o che non possa nemmeno riconoscere.  Invece di pensare che quello che dice “è ridicolo!", verifica di essere sicuro di capire fino in fondo cosa è importante per lui/lei, per quale ragione, con quali impatti: mostra interesse e voglia di comprendere, per allinearvi al meglio. 
Dopo aver ricordato a un direttore finanziario frustrato di pensare alle motivazioni del suo amministratore delegato, che faceva voli pindarici e immaginava scenari irrealistici,  il CFO fu  in grado di sviluppare diversi scenari e fogli di calcolo, che aiutarono  l'AD  a scegliere un piano d'azione che riteneva allo stesso tempo audace e sicuro.  Ecco come il CFO, più o meno, si rivolse al suo capo: " Dai un'occhiata a questi scenari, e aiutami a capire quali aspetti rispondono al tuo reale obiettivo, così posso raffinarli meglio”   
Un insieme iterativo di interazioni come questa può richiedere tempo, ma permette di non allontanarsi e favorisce un senso di partnership che aiuterà a sviluppare fiducia per il futuro.  

4. Avvicinati al tuo capo 
Il proprietario di un' agenzia amava indulgere in voli di fantasia, e li trasformava in aspettative irrealistiche. Quando i suoi collaboratori impararono a stargli più vicino,  a condividere le informazioni pertinenti con frequenza e coerenza, il pensiero del proprietario  diventò più “concreto e realistico”.   
Altro esempio: un amministratore delegato nel settore dell’ editoria, che amava farsi prendere da divagazioni visionarie e poi veniva deluso dalla messa a terra, decise, dopo che il suo staff si fu avvicinato a lui per raccontargli un po’ di più del lavoro, e farlo sentire “uno di loro”, di chiedere alle sue persone di segnalargli quando entrava in “modalità volo di fantasia”  per aiutarlo a “tornare con i piedi per terra”. 


Concludendo, c’è una verità su cui dobbiamo allinearci: finché restiamo in un certo posto di lavoro, siamo responsabili di aiutare non solo la nostra squadra, ma anche il nostro capo ad avere successo. E per quanto frustrante possa essere lavorare con un leader che ha aspettative irrealistiche, il nostro obiettivo è riconoscere il buono di quell’ambizione  e di quella voglia di sfida, e far in modo di raggiungerla nella maniera più praticabile. Far ciò, tra l’altro, ci permette di essere più in controllo di noi stessi, più positivi, invece che costantemente consumati dalla frustrazione.  





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