PARLARE IN MODO CHE GLI ALTRI ABBIANO VOGLIA DI ASCOLTARTI

by Julian Treasure

La voce umana è lo strumento musicale che tutti noi suoniamo. È il suono più potente del mondo, probabilmente. È l'unico che può dichiarare guerra o dire "ti amo".
Eppure molte persone hanno la sensazione di non venire ascoltate quando parlano. E perché accade questo? Come possiamo parlare in modo efficace per fare la differenza nel mondo?

Innanzitutto ci sono molte abitudini da cui dobbiamo allontanarci, secondo Treasure: lui li chiama i sette peccati capitali dell'eloquio.
L'elenco non è esaustivo, ma queste sette abitudini, molto diffuse, sono una potenziale trappola per tutti. 
1) Spettegolare, sparlare di qualcuno che non è presente. Non è una bella abitudine, e sappiamo benissimo che la persona su cui spettegoliamo cinque minuti dopo spettegolerà su di noi.
2) Giudicare. E' davvero difficile ascoltare qualcuno se sapete che vi sta giudicando, e che vi giudica male per giunta. Dunque voi non fatelo agli altri!
3) Negatività. Tutti conosciamo persone negative, lamentose, pessimiste, e non è piacevole stare loro accanto. È difficile ascoltare qualcuno quando è negativo.
4) Lamentele (altra forma di negatività). Lamentarsi è una minaccia virale, che spegne ogni raggio di sole.
5) Scuse. Alcune persone amano avere sempre qualcuno a cui dare la colpa. Incolpano gli altri e non si assumono la responsabilità delle proprie azioni. Ed è difficile ascoltare persone del genere.
6) Esagerare. Un' esagerazione diventa subito una bugia, e nessuno ha voglia di ascoltare persone che mentono.
7) Dogmatismo, cioè fare confusione tra fatti e opinioni. È difficile stare a sentire le persone che pontificano e 
ci bombardano di opinioni come se fossero vere.

Questi sono i sette peccati capitali dell'eloquio, le cose da evitare.
Ma piuttosto che pensare a quello che non dobbiamo fare, concentriamoci su quello che è utile fare: i quattro pilastri su cui possiamo basarci se vogliamo che il nostro discorso sia potente e faccia la differenza. Questi pilastri formano l'acronimo di una parola inglese: HAIL 
E l'acronimo non vuole farvi pensare alla grandine, ma al verbo "salutare con entusiasmo", che è il modo in cui è probabile che le nostre parole saranno recepite, se ci atteniamo a questi quattro principi.
H, honesty [onestà]: essere sinceri quando si parla, essere chiari e diretti.
A è autenticità: essere se stessi, attenersi alla propria verità.
I sta per integrità: dire una cosa e farla, essere persone affidabili.
L sta per "love" [amore]. Non è l'amore romantico, ma l' augurare il meglio alle persone, mostrare attenzione e compassione. 


E veniamo infine alla VOCE.
Spesso abbiamo sentito e anche usato l’espressione "non è solo quello che dici che conta, è anche e soprattutto il modo in cui lo dici.” 
Noi abbiamo una cassetta degli attrezzi straordinaria dentro la nostra voce, eppure è una cassetta che poche persone aprono e usano appieno. 
Frughiamoci  dentro per  tirare fuori qualche strumento con cui giocare, per aumentare la qualità della nostra comunicazione.

Il Registro.
Non andrò troppo sul tecnico, ma la voce si può localizzare.
Se io parlo con una voce nasale, si sente.
Se parlo con voce gutturale, che è quella che la maggior parte di noi usa, si sente.
Se volete essere gravi, seri, dovete andare giù, sentendo che la voce proviene dal fondo dello sterno. Sentite la differenza?
Tendiamo a seguiamo con più convinzione i leader che parlano su una nota bassa e profonda, perché associamo la profondità con il potere e con l'autorità. Questo è il “registro”.
Se quello che volete passare agli altri è fiducia, credibilità, sicurezza, solidità, la vostra voce migliore sarà la vostra voce più grave: scegliere una nota bassa vi assicurerà questo effetto.
Alle orecchie degli altri e anche alle vostre: il cervello di autoconvince mentre va, e il gioco si rinforza.

Il Timbro.
Il timbro è la sensazione provocata dalla voce. Le ricerche mostrano che preferiamo le voci ricche, morbide, calde come la cioccolata. Se voi non parlate in questo modo, non è la fine del mondo, perché potete allenarvi. Andate da un voice coach. Ci sono cose meravigliose che si possono fare grazie alla respirazione, alla postura e agli esercizi, per migliorare il timbro della voce.

La Prosodia
È la "melodia", il metalinguaggio che usiamo per dare significato alle parole. È la radice del significato di una conversazione. Le persone che parlano sempre con lo stesso tono di voce sono davvero difficili da ascoltare. C'è anche un altro tipo di prosodia ripetitiva, quello in cui ogni frase termina allo stesso modo, come una cantilena: la cantilena riduce pesantemente l'efficacia della comunicazione. Dobbiamo prestare attenzione al nostro modo di parlare, chiedere feedback, registrarci. Se ci rendiamo conto di essere ripetitivi nella prosodia, nella cantilena, dobbiamo apportare un cambiamento.

Il Ritmo.
Posso creare molta emozione dicendo qualcosa molto molto velocemente;  oppure posso rallentare, per sottolineare un concetto; oppure posso usare un amico prezioso:  il silenzio.
Non c'è niente di male ad avere un po' di silenzio in una conversazione. Non dobbiamo riempirlo con "mmm" e "ah".
Il silenzio può essere molto potente.

Il Tono
Il tono va di pari passo con il ritmo, per far vivere un’ emozione.
Il tono descrive l’intenzione con cui stiamo dicendo quello che stiamo dicendo, l’emozione che vogliamo far passare. 
La domanda “Dove hai lasciato le mie chiavi?” può essere fatta con toni molto diversi: accusatorio, curioso, bisognoso, ansioso, indagatorio…..

Il Volume
Posso emozionare ed emozionarmi molto se uso il volume.  Oppure, posso fare in modo che voi mi prestiate attenzione proprio abbassando il volume.
Alcune persone ciarlano continuamente: cercate di non farlo. Si chiama "sodcasting", cioè imporre il nostro suono alle persone che ci circondano, senza riguardo e sconsideratamente. Non va bene.

Tutto quello che vi ho raccontato entra in gioco ogni volta che avete qualcosa di molto importante da dire. 
Potreste trovarvi su un palco per tenere una conferenza. Potreste voler fare una proposta di matrimonio, oppure chiedere un aumento, o fare un discorso ad una cena con alcuni vecchi amici... 
Qualunque cosa sia, se è davvero importante, lo dovete a voi stessi di guardare dentro questa fantastica cassetta degli attrezzi che è la voce. 
E ricordatevi che, così come un motore funziona meglio quando è caldo, lo stesso accade alla voce.

Riscaldate la voce.
Ecco sei esercizi vocali di riscaldamento, utili prima di qualunque discorso o conversazione importante. 
Innanzitutto alzatevi in piedi, con le gambe aperte e le ginocchia non rigide. 
Poi:
1. Braccia su, inspirate profondamente e poi espirate, dicendo ahhhhh. Ripetete almeno un paio di volte.
2. Riscaldate le labbra dicendo ba, ba, ba, ba, ba, ba, ba, ba.
3. Continuate a riscaldare le labbra, dicendo brrrrrrrrr a bocca chiusa, proprio come facevate da piccoli.  
4. Adesso tocca alla lingua:  esageriamo con i la, la, la, la, la, la, la, la, la. 
5. Altro esercizio per la lingua: arrotolate la R. Rrrrr. È come lo champagne per la tonicità della lingua.
6. Infine, quello che i professionisti chiamano la sirena. Inizia con "we" e poi fa "aw" "We" è alto, "aw" è basso. Perciò facciamo weeeaawww, weeeaawww.
La prossima volta che parlerete in pubblico, o in un’occasione per voi importante, fate prima questi esercizi.

Quanto più bello sarebbe il mondo se tutti noi creassimo suoni consapevolmente, se assimilassimo i suoni consapevolmente, e se progettassimo tutti gli ambienti per i suoni !
Sarebbe un mondo con un sound veramente bellissimo,  dove la comprensione sarebbe la regola. 

GUARDA IL TED TALK DI JULIAN TREASURE




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