LE 5 PRATICHE DELLA LEADERSHIP ESEMPLARE

by Jim Kouzes
Quando siete stati al vostro meglio come capi ? E chi è stato per voi una guida eccezionale, un simbolo di leadership efficace? 
Forse qualcuno che avete conosciuto da piccoli, un insegnante, un allenatore ? oppure il vostro primo manager ? 
Cosa accomunava queste figure?
Jim Kouzes e Barry Posner hanno condotto una ricerca per oltre 10 anni per arrivare a distillare le 5 pratiche della leadership esemplare, e hanno anche messo a punto un assessment per aiutarci a misurarle. "Esemplare" dal loro punto di vista significa “capace di generare motivazione, entusiasmo, coinvolgimento e followership negli altri” : in una parola, "engagement".

Cominciamo dalla Pratica n° 1: Essere un esempio di autenticità 
Il CEO della Northrup Grumman, Ron Sugar, durante una convention dedicata allo sviluppo della leadership salì sul palco e si mise a suonare il piano: 3-4 minuti di una musica meravigliosa. Una volta finito il pezzo, Ron si girò verso il pubblico e chiese “secondo voi perché ho deciso di iniziare così? " Nessuno rispose. Allora Ron proseguì: “volevo sapeste che Ron Sugar, nonostante sia stato un CFO, sia un CEO, e abbia avuto una serie di incarichi che trovate dettagliati nel mio cv pubblicato in rete, è qualcosa di più. Ho voluto farvi vedere qualcosa di più di me, perché mi possiate conoscere in modo più autentico" .

Le persone che lavorano con voi vi conoscono? Sanno che cosa è importante per voi?  Qui si parla di apertura, onestà, fiducia e coerenza.
Ron fece quel gesto per rompere l’elemento gerarchico e far vedere l’uomo.  Perché quando ognuno di noi decide di seguire un altro essere umano, è per l’autenticità che trasmette, per le cose in cui crede, per i suoi valori e convinzioni. Più i capi decidono di aprirsi agli occhi di colleghi e collaboratori, più si cementa la relazione e il coinvolgimento.
Olivia Leigh, capo del customer service di Kimberley Clark ad Hong Kong, disse una cosa simile durante la ricerca di Kouzes e Posner: "per poter guidare altre persone, prima di tutto devo avere valori chiari, dichiararli, e metterli in pratica con i miei comportamenti."
La ricerca conferma che la differenza di engagement tra i team i cui capi dichiarano i loro valori e li vivono quotidianamente, e quelli dove questo non accade, è del 27% . 
Alla fine di ogni giornata, ogni capo dovrebbe avere un Diario sul quale rispondere a questa domanda: cosa ho fatto oggi per essere un esempio di autenticità? 

Pratica n° 2 : Ispirare una Visione condivisa del futuro
Quando chiedi alla gente cosa ammira e cerca di più in un leader, il 71% risponde “una visione chiara di futuro”. 
Dunque, se questo è un fattore tanto determinante, quale percentuale del tempo dei senior executive è dedicata a condividere una visione di futuro con le loro persone? 
Secondo la ricerca di C.K. Prahalad e Gary Hamel, solo il 3% del tempo. E’ la pratica più importante, eppure la meno usata.
Kouzes e Posner pensano che almeno il 25% medio del tempo di un capo dovrebbe essere dedicato a questo, e il 40% se siamo a livelli alti, membri di board, C-Suite. 
Michael Hyatt ci ricorda che la leadership è molto di più che capacità di influenza, la leadership è ricordare alle persone quello che stiamo costruendo insieme, e perché è importante.  
Proiettatevi nel futuro: se un giornalista vi chiedesse qual è il stato il vostro contributo nelle aziende in cui avete lavorato, cosa rispondereste? 
E cosa risponderebbero le persone che hanno lavorato con voi?  Parlerebbero di quello che hanno imparato? di come si sono sentiti trattati e valorizzati? 
Quando un leader è capace di parlare del futuro e condividere visione e passione verso uno scopo, i collaboratori sono il 25% più motivati ed efficaci. 
Decidetelo ora cosa volete che la gente dica di voi quando ve ne andrete. E agite di conseguenza.

Pratica n° 3: Sfidare il processo
Va a braccetto con le prime due, perché non parliamo di sfidare per il gusto di sfidare, ma di sfidare 
con dei valori chiari e per uno scopo.
I  grandi leader sono quelli che hanno dato vita a cose che prima non c’erano, che hanno superato avversità e difficoltà a volte insormontabili, che hanno fatto passi per la prima volta, spesso contro chi diceva “non ce la farai mai”. La sfida è la condizione in cui cresce la grandezza: nessuno può fare grandi cose continuando sul solco dell'abitudine, e se lo facciamo nel ruolo di leader, non stiamo rispettando il nostro compito.

Un capo che fa le cose come sempre succhia entusiasmo ed energia; un capo che si spinge oltre, e che ci spinge oltre, infonde fiducia, competenza, desiderio di eccellere.
Quando nella ricerca di Kouzes e Posner è stato chiesto a centinaia di manager di raccontare un episodio in cui avevano performato al meglio, la stragrande maggioranza ha parlato di situazioni eccezionali, di difficoltà superate, di sfide affrontate per la prima volta, di cose che molti ritenevano impossibili. 
Quando le persone si sentono sfidate oltre lo status quo sono il 30% più motivate. I
 leader capaci di fare questo sono giudicati il 40% più efficaci di coloro che non lo fanno. 
Quanto spesso e come sfidate lo status quo nella vostra settimana media?

Pratica n° 4: Mettere gli altri in condizione di agire
Spesso associamo la leadership ad una figura carismatica e sola: errore. Nessun leader può fare il lavoro da solo. Il suo ruolo è 
favorire la collaborazione, costruire spirito di team, coinvolgere le persone, creare un ambiente di fiducia e rispetto reciproco. 

L’ascolto è il comportamento che più dimostra nei fatti la fiducia e il rispetto, ed è una competenza essenziale per i leader esemplari: solo se ascolti a fondo puoi migliorare le cose, solo se dai valore a quello che la gente fa e dice otterrai il meglio dai tuoi collaboratori. 
Quando mettiamo gli altri in condizione di pensare, proporre, inventare, agire, le persone sono il 30% più motivate e i leader sono ritenuti il 60% più efficaci. 
Un consiglio: in qualunque interazione, con chiunque, prima di aprire bocca, fatevi questa domanda: "Cosa posso fare in questo momento per far sentire questa persona più importante, più forte , più competente e più capace ?”

Perché è questo il lavoro di un leader: far crescere gli altri, così che la performance cresca.

Pratica n° 5: Incoraggiare il cuore
Nella loro ricerca Kouzes e Posner rivolsero agli intervistati questa domanda: "Hai bisogno che qualcuno ti incoraggi per performare al meglio? "
60% delle persone rispose si, 40%  no.
Risposta curiosa, perché sappiamo da moltissimi studi che le persone lavorano meglio, danno di più, sono più creative se ricevono feedback apprezzativi e ringraziamenti.

Allora i due studiosi decisero di porre la domanda in un altro modo: “Quando ricevi un incoraggiamento sul lavoro, questo ti aiuta a performare ad un livello più alto?
98% delle persone rispose SI

I collaboratori hanno bisogno di sapere che li apprezziamo, che diamo loro valore, che pensiamo che il loro lavoro sia buono e il loro contributo importante.
Ad esempio, condividere 
tutti insieme le storie di successo è un buon modo per farlo. Barbara Fredrickson, nel suo libro "Positivity" frutto di ricerche alla North Carolina University, riporta che le emozioni positive creano ambienti di lavoro positivo, e ambienti di lavoro positivi generano più ricettività, creatività e innovazione. 

Kim Cameron nel libro "Positive Research" evidenzia che serve un rapporto di 5.6 - 1 di commenti positivi Vs commenti correttivi, per attivare le persone: ricordiamocelo! 
Anche John McCarthy illustrò il valore della positività: condividendo storie di riuscita, e successo, il team si dimostra collettivamente più resiliente di fronte alle difficoltà.  
Dunque, oltre a valorizzare i singoli, è fondamentale valorizzare il lavoro fatto in gruppo, i valori e le vittorie della comunità.

Queste sono  le 5 pratiche della Leadership esemplare, quelle su cui ogni leader dovrebbe ricevere coaching, per migliorare e per far crescere i leader del futuro.




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