PERCHE' I CAPI NON FANNO COACHING AI LORO COLLABORATORI ?


by Michael Bungay Stanier

I leader sono incoraggiati da più parti a fare coaching su base giornaliera ai loro colleghi e collaboratori. I risultati però sono ancora molto scarsi, e questo è molto frustrante.
Sappiamo che usare un approccio di Coaching aiuta il focus, l'efficacia e la motivazione delle persone.
Sappiamo che il Coaching è uno strumento vincente per tutti.
Però qualcosa si mette in mezzo.

Box of Crayons ha fatto training a oltre 50.000 leader in tutto il mondo, per diffondere una modalità molto semplice, pratica e quotidiana di esercitare le  Coaching Skills, 
che scardina la resistenza al cambiamento. Prima ancora di offrire ai leader questa modalità "semplice ", è però necessario mettere a fuoco le sei barriere più importanti, che, una volta scardinate, aiutano realmente i leader a intraprendere un cambiamento comportamentale efficace e duraturo.

Barriera n° 1 - Non ho tempo di fare coaching
Questa è la prima obiezione in assoluto che tutti i manager fanno.
C'è il pensiero diffuso che fare coaching sia qualcosa di molto time-consuming, che richiede un momento speciale e un argomento speciale.
Anche se è vero che è possibile dedicare dei momenti particolari ad affrontare questioni complesse, legate allo sviluppo personale,  è altresì vero che c'è un modo molto più quotidiano e frequente per usare l'approccio di coaching. 
È realmente possibile fare coaching in 10 minuti, usando poche domande chiave. Eccole:
" Tu cosa hai in mente ?"  
"E cos'altro?" 
"Qual è la vera sfida qui per te?" 
"In che modo esattamente ti posso aiutare?"
..etc..

Barriera n2 Nonostante tutto, non ho tempo per fare coaching
Siamo sempre di fretta Non abbiamo tempo per parlarci non abbiamo tempo per farci domande dobbiamo fare fare fare

La risposta a questa barriera è che se continuiamo a considerare il fare domande qualcosa che è on top al nostro lavoro quotidiano e al nostro abituale modo di lavorare non ce la faremo mai. Nel momento in cui invece un leader instaura questa abitudine con i suoi collaboratori il loro coinvolgimento e la loro presa di responsabilità nella loro capacità di individuare soluzioni può aumentare in modo esponenziale e quindi il tempo viene risparmiato invece che perso


Barriera n°3.
Non ho voglia di fare il coach
“Molti coach sono persone di estrazione HR, concentrati sugli aspetti emozionali delle persone, persone sensibili e raffinate. Io sono una persona concreta che faccio succedere le cose e faccio il mio lavoro”.

In effetti è in parte vero che il mondo dei coach è ampiamente popolato da persone che non hanno una esperienza diretta di business, che vengono dalle risorse umane. Ed è vero che il mondo dei coach ha un linguaggio un po' particolare.

Il punto è che tu leader non devi avere voglia di diventare un coach : devi avere voglia di diventare un leader migliore.
E nel momento si spiega questo ai manager è come se venissero liberati dal pregiudizio rispetto al coaching e si potessero concentrare più concretamente sui comportamenti più utili a ottenere il meglio dei loro persone e aumentare la loro efficacia come leader, verso prestazioni elevae e grandi risultati di business.


4. Ma poi esattamente fare coaching cosa diavolo vuol dire?
Effettivamente la parola coaching viene usata in mille accezioni diverse e spesso a sproposito.
Alcuni hanno la convinzione che uno stile di leadership che utilizza un approccio di coaching sia uno stile morbido gentile accudente e democratico.

La nostra definizione di coach approach è molto semplice ed è questa :non essere un distributore di risposte ma uno che fa domande per aiutare gli altri a risolvere i problemi .

E lo fai essendo genuinamente curioso e fiducioso verso i collaboratori , ascoltando, e mettendo a tacere il bisogno di dire come faresti tu sempre e subito


Barriera n° 6 E cosa ci guadagno io?
Molti capiscono che ci siano dei benefici per l'organizzazione , che le persone siano più motivate a fare un buon lavoro, che si sentano valorizzate, che si rendano più autonome che riescano ad avere un maggiore impatto.
Ma non vedono il beneficio per loro.


Beh, quello che loro ci guadagnano, se ci pensano un attimo di più, è che avere persone più autonome più responsabilizzati più capaci più solide permette loro di liberare tempo ed energia da dedicare a pensare e a guardare le cose dall'alto invece che investirlo a distribuire soluzioni risolvere i problemi degli altri controllare il lavoro degli altri.
Inoltre il lavoro va più veloce, perché sempre meno spesso i leader diventano colli di bottiglia dei processi interni

6. Ho provato ma semplicemente non ci riesco
E questo probabilmente accade sia perché le persone non hanno trovato una vera motivazione, valida per loro, per iniziare a fare domande invece che dare risposte

Oppure perché hanno ricevuto una formazione sul coaching troppo complessa e arzigogolata e continuano a far vedere loro questa pratica come qualcosa di lontano è difficile.

D'altro canto è però evidente che insegnare a dei manager in un corso anche di qualche giorno gli elementi chiave del coach approach non ha nessun senso e nessuna utilità se poi queste persone non vengono seguite lungo la strada dell'implementazione, con un supporto di gruppo o individuale, che li aiuti a superare le fatiche, le barriere, le difficoltà che possono trovare, interne o esterne che siano.



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