COSA CI MOTIVA AL LAVORO, MOLTO PIÙ DEI SOLDI

by Jessica Gross

L’economista comportamentale Dan Ariely e molti altri ricercatori studiano da anni il comportamento umano in ambito lavorativo, e ci raccontano una realtà in cui ciò che motiva davvero le persone non è il denaro, o comunque non solo quello. Ecco la sintesi di alcuni di questi studi.

1. Vedere i frutti del nostro lavoro ci rende più produttivi
Nella ricerca “Man’s search for meaning: the case of Lego” Ariely chiese ai partecipanti dello studio di costruire, divisi in due gruppi, alcuni personaggi della serie Lego Bionicles
Per entrambi i gruppi vigeva la regola che ogni nuovo Bionicle costruito valeva un po’ meno di quello precedente (3$, 2.70$ e così via). 
Il primo gruppo poteva stoccare sotto il tavolo i personaggi costruiti, man mano che venivano completati. E solo alla fine i Bionicles venivano distrutti.
Il secondo gruppo, invece, vedeva i suoi personaggi distrutti subito dopo essere stati ultimati. I ricercatori letteralmente distruggevano i Bionicles davanti ai loro occhi.

Risultato: il primo gruppo costruì 11 Bionicles, il secondo 7

Learning: anche se si trattava di un gioco, e non c’era in palio niente di importante, il fatto stesso di potere continuare a vedere il risultato del proprio lavoro spingeva in alto la motivazione del primo gruppo, così come il non poterlo fare deprimeva quella del secondo


2. Meno ci sentiamo apprezzati al lavoro, più i soldi diventano importanti
Dan Ariely coinvolse alcuni studenti del MIT in un altro gioco.
Divisi in tre gruppi, i ragazzi dovevano trovare le coppie di lettere identiche all'interno di una massa di letterine sparse, e appiccicarle su un foglio.
Ad ogni round i partecipanti ricevevano dei soldi per il loro lavoro, e potevano decidere se andare avanti a fronte dell'offerta ricevuta, negoziare una cifra più alta o fermarsi
I gruppi differivano come segue:
- il primo gruppo scriveva i nomi dei suoi membri in cima al foglio, prima di consegnarlo al ricercatore. Il ricercatore guardava il foglio, annuiva, e lo metteva su una pila di altri fogli.
- il secondo gruppo non scriveva i nomi dei membri sul foglio, lo consegnava al ricercatore, che lo prendeva e lo metteva su una pila, senza degnarlo di nessuna attenzione
- il terzo gruppo vedeva il ricercatore distruggere il foglio immediatamente dopo che era stato consegnato

Risultato
Le persone del gruppo 3 , in cui lavoro veniva ignorato e distrutto, avevano bisogno del doppio del denaro rispetto a quelli del gruppo 1 per continuare a partecipare al gioco
Le persone nel gruppo 2, il cui lavoro veniva conservato ma ignorato, avevano bisogno della stessa quantità di denaro di quelli il cui lavoro veniva distrutto.

Learning
Ignorare le prestazioni dei collaboratori è dannoso tanto quanto distruggere i loro sforzi sotto i loro occhi. 
La buona notizia è che aumentare la motivazione non sembra troppo difficile. 
La cattiva notizia è che distruggerla è invece incredibilmente facile, e può dipendere da piccoli gesti distratti, di cui potremmo anche non accorgerci.


3. Più un progetto è difficile più ci sentiamo orgogliosi
In un altro studio Ariely dava dei pezzi di carta ai partecipanti, invitandoli a costruire un origami e fornendo le istruzioni.
I partecipanti costruivano l'origami sotto gli occhi di un piccolo pool di osservatori.
Alla fine, il ricercatore chiedeva a chi aveva completato l'origami quanti soldi voleva per esso. E chiedeva una valutazione anche al pool di osservatori.

In una seconda fase dello studio,  Ariely non dava ai partecipanti le istruzioni, ma solo i pezzi di carta e il disegno da realizzare.
Quindi il lavoro di costruzione dell'origami era più difficile, e il prodotto che ne usciva era più brutto.
Alla fine, il ricercatore chiedeva sempre quanti soldi il gruppo volesse per quel manufatto, e chiedeva anche una valutazione al pool di osservatori esterni.

Risultato
Nel primo caso, il valore dato all'oggetto da chi lo aveva costruito era 5 volte più alto di quello fornito dai valutatori.
Nel secondo caso il valore dato all'oggetto da chi lo aveva costruito era quasi 8 volte superiore a quello fornito dai valutatori. 

Learning
La nostra valutazione sul nostro lavoro è direttamente collegata alla fatica e lo sforzo che ci mettiamo.
Erroneamente pensiamo che gli altri daranno al nostro lavoro lo stesso valore che gli diamo noi.
Da capi dobbiamo sempre riconoscere la fatica e l'impegno.


4. Sapere che il nostro lavoro è utile fa crescere la nostra motivazione intrinseca e inconscia
lo psicologo Adam Grant condusse uno studio presso l'Università del Michigan all'interno di un call center di raccolta fondi, nel quale fece entrare solo per 10 minuti gli studenti che avevano beneficiato delle borse di studio erogate dal centro, e li fece conoscere agli operatori telefonici.

Il risultato
Gli operatori ottennero, per tutto il mese che seguì a quella visita inaspettata, donazioni più alte del 142% rispetto a prima, e gli incassi aumentarono globalmente del 171%.
Ma gli operatori, a domanda specifica, negavano che la visita dei ragazzi beneficiari delle borse di studio avesse avuto un impatto sul loro lavoro.

Learning
Sapere che quello che sto facendo fa del bene a qualcun altro ci gratifica sul piano emotivo, e ci spinge a far meglio, anche se sul piano razionale non siamo in grado di riconoscerlo.


5. La promessa di aiutare gli altri ci fa rispettare di più le regole
Adam Grant condusse un altro studio nel quale fece mettere in alcuni bagni di un ospedale dei cartelli che dicevano" L'igiene delle mani ti protegge dal rischio di contrarre malattie"
In altri bagni invece fece appendere dei cartelli che dicevano "L'igiene delle mani protegge i pazienti dal rischio di contrarre malattie".

Risultato
I dottori e le infermiere usarono il 45% in più di sapone e di disinfettante per le mani nei bagni in cui erano appesi i cartelli del secondo tipo

Learning
Aiutare gli altri attraverso un comportamento utile ci motiva


6. Il rinforzo positivo sulle nostre capacità può aumentare la nostra performance in modo significativo
I laureandi ad Harvard vengono normalmente invitati a colloqui con dei valutatori.
In un famoso studio, si decise che alcuni laureandi avrebbero avuto il colloquio con valutatori che ascoltavano con interesse, sorridendo e annuendo; mentre altri avrebbero sostenuto il colloquio con valutatori che corrugavano le sopracciglia, incrociavano le braccia, assumevano una postura ostile.
Subito dopo le interviste, tutti i laureando venivano sottoposti ad una serie di domande e di quesiti numerici.

Risultato
Il primo gruppo dava risposte significativamente più accurate del secondo.

Learning
Le situazioni stressanti possono essere più gestibili se ci troviamo in uno stato di incoraggiamento e sfida positiva, rispetto a quando ci troviamo in uno stato di minaccia.
Siamo più motivati e performiamo meglio quando sentiamo più fiducia nelle nostre capacità


7. Le immagini che sollecitano emozioni positive ci aiutano a concentrarci meglio
Alcuni ricercatori della Hiroshima University chiesero a degli studenti di esercitarsi in attività di destrezza prima e dopo avere guardato foto di cuccioli o foto di animali adulti.

Risultato
La performance migliorava sempre dopo avere guardato le foto, ma c'era un 10% in più di miglioramento per i partecipanti che guardavano le immagini di cuccioli simpatici

Learning

L'emozione positiva sollecitata dalla visione di immagini piacevoli e affettuose ci aiuta a concentrarci meglio su un compito che richiede molta attenzione.




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