INNOVAZIONE E RISCHIO: COME LE GRANDI AZIENDE IMPARANO DAGLI ERRORI

by Bill Taylor

Come mai all'improvviso così tanti leader di successo spingono le loro aziende e i loro colleghi a fare più errori e ad abbracciare più sconfitte?

Subito dopo essere diventato Ceo di Coca-Cola Co, James Quincey chiamò a raccolta i suoi manager per andare oltre la paura del fallimento che attanagliava l'azienda dal lontano (ormai) giorno in cui la New Coke si rivelò un fiasco totale.  Insistette su questo concetto "Se non facciamo errori, vuole dire che non stiamo provando con abbastanza convinzione".

Reed Hastings, CEO di Netflix, è preoccupato perché il suo servizio di streaming ha troppe serie di vero successo, e sta cancellando pochi show.
Ad una conferenza ha dichiarato "Il nostro tasso di successo è troppo alto in questo momento. Dobbiamo prendere più rischi, dobbiamo provare più cose pazze. Dovremmo avere un tasso di cancellazione di show molto più alto di quello che abbiamo"

Il CEO di Amazon Jeff Bezos, al momento l'imprenditore più di successo al mondo, afferma ripetutamente che la crescita e l'innovazione della sua azienda sono fermamente costruite sui fallimenti. "Quando decidi di fare delle scommesse importanti, vuol dire che stai affrontando degli esperimenti" ha detto dopo avere acquisito All Food. 
E se si tratta di esperimenti, non sai prima se saranno un successo: gli esperimenti, per loro stessa natura, sono inclini al fallimento. 
Però pochi grandissimi successi sono in grado di compensare dozzine e dozzine di cose che non funzionano.

Il messaggio di questi Ceo è tanto facile da capire quanto è difficile da mettere in pratica. 
Moltissimi business leader, in organizzazioni di tutti i tipi, abbracciano le virtù dell' innovazione e della creatività, e le ricercano nei loro collaboratori. 
Eppure moltissimi di questi leader e di queste organizzazioni vivono letteralmente nella paura dell'errore, del passo falso, della delusione, della disapprovazione.
Ed è questa la ragione per cui innovano poco. O per niente.

Se non sei preparato a fallire, non sei preparato a imparare.
Quando le persone e le organizzazioni gestiranno il lavoro in modo da continuare ad imparare tanto velocemente quanto il mondo cambia, quello sarà il momento in cui si assicureranno di poter continuare a crescere ed evolvere. Si tratta di concedersi il "Diritto di Avere Torto".

Lo Smith College, una scuola nel Western Massachusetts, ha creato un programma che si chiama "Failing Well" per insegnare agli studenti che l'errore non è un baco nel processo di apprendimento: è lo standard. Rachel Simmons, che guida questo progetto, ha dichiarato in un' intervista al New York Times che quando gli studenti aderiscono al suo programma ricevono un "Certificato di Fallimento", che dichiara che sono autorizzati a fare stronzate anche molto grosse e fallire totalmente, che si tratti di una relazione, un progetto, un esame, o qualunque altra iniziativa sembri loro enormemente importante. 
Nonostante i fallimenti, saranno sempre considerati esseri umani eccellenti e di valore. 
Gli studenti che sono pronti a gestire il fallimento sono meno fragili e osano di più di quelli che si aspettano la perfezione ed una performance senza errori.
Questa lezione merita di essere applicata anche al business. 

Patrick Doyle, CEO di Domino's Pizza dal 2010, aveva avuto un enorme successo di business per 7 anni di fila, generando un track record superiore a quello di qualunque leader in qualunque campo. Ma tutti i trionfi della sua azienda, a suo dire, sono basati sulla sua volontà di guardare a testa alta la possibilità di errori, inciampi e perdite.
In una presentazione ad altri colleghi di pari livello di altre aziende, Doyle descrisse le due grandi sfide che stanno sulla strada delle aziende e degli individui onesti.
La sfida n°1 lui la chiama "omission bias"- cioè il fatto che la maggior parte delle persone con un'idea nuova scelgono di non portarla avanti perché,  se provano e sbagliano, le conseguenze potrebbero danneggiare la loro carriera.
La sfida n° 2 è superare quella che lui chiama la "paura della perdita" - cioè la tendenza di molte persone a giocare per non perdere, piuttosto che giocare per vincere. 
C'è un modo di dire molto diffuso: "il dolore di una sconfitta è doppio rispetto al piacere della vittoria"

Creare il permesso di sbagliare è energizzante, spiega Doyle, ed è una condizione necessaria proprio per ottenere il successo. 
Per questa ragione lui intitolò la sua presentazione (scusandosi con il film Apollo 13) "Failure IS an Option".
Basta chiedere a Reed Hastings, Jeff bezos o James Quincey: non si impara niente senza sbagliare, non ci sono successi senza sconfitte.






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