ECCO LE DONNE DIFFICILI, CHE HANNO SCRITTO LE LORO REGOLE

by Karen Karbo

Essere difficile è normalmente considerata una caratteristica negativa, eppure qui vogliamo celebrarla come una virtù.
Le donne forti, appassionate e determinate non vanno in giro a dire che sono difficili: semplicemente vivono la loro vita. 
Sono gli altri ad utilizzare questo aggettivo per descriverle. Se sei una persona che non si preoccupa dell'opinione degli altri, rischi di essere classificata come una donna difficile, perché non stai al tuo posto e non fai quello che gli altri si aspettano da te.  In realtà, mediamente, tutte le donne che non fanno quello che gli viene detto vengono definite difficili:
le donne che dicono cose scomode per gli altri; le donne che credono che i loro bisogni, obiettivi e desideri siano importanti tanto quanto quelli di chiunque altro.

JK Rowling è una di queste donne. E' una persona che, dati i suoi successi, potrebbe riposarsi sugli allori, invece continua a parlare alla gente attraverso Twitter. Parla di quello che pensa e affronta anche temi e personaggi scomodi. Lei afferma che è nella sua natura dire la sua opinione, indipendentemente dalle conseguenze.

Jane Goodall è stata uno degli esploratori più celebri del National Geographic in Africa, e dedicò anni allo studio degli scimpanzè.
Solo a 8 persone fu concesso di partecipare a un Phd a Cambridge senza una laurea, e Jane fu una di queste.
Quando incontrò il Consiglio dell'Istituto per chiedere di essere ammessa al Phd, fu oggetto di ogni genere di scherno.
Lei insisteva nel dare dei nomi agli scimpanzè e credeva fermamente che, non soltanto essi avessero una specifica struttura sociale, ma anche distinte personalità.
Quando i professori le espressero i loro dubbi, lei sfruttò un esempio della sua infanzia per spiegarsi: "Chiunque abbia avuto un cane sa che ogni animale ha una sua personalità. Io So
 quello che so, e tutta la vostra grandezza, autorità e potere non mi sposterà di un passo dalla mia posizione.".
Immaginate il coraggio che ci volle per dire una cosa del genere.

Amelia Earhart disse "Le donne,  come gli uomini, devono cercare di fare l'impossibile."
Lei aveva una vita matrimoniale molto poco convenzionale con George Putnam, ma erano una coppia perfetta.
Lui era l'erede della casa editrice GP Putnam's Sons Publishing House, e aveva pubblicato moltissimi libri di esploratori e di avventurieri.
Era lui stesso un avventuriero,  dunque non gli ci volle molto ad innamorarsi di Amelia, che diventò per lui la persona perfetta da promuovere.
Non solo era coraggiosa: era anche fotogenica e ben educata, si vestiva bene, aveva molta classe e un genuino interesse per gli altri.
Il giorno del loro matrimonio lei diede a Putnan una lettera dove c'era scritto "Io non smetterò di fare quello che faccio per diventare una moglie tradizionale".
Una caratteristica di Amelia era anche di essere abbastanza introversa: cosa interessante, dato che il pensiero comune classifica le donne difficili come estroverse ed esibizioniste.
In realtà ci sono molte donne tranquille e introverse, come Jane Goodall e Amelia Earhart, che hanno fatto esattamente quello che volevano fare, muovendosi fuori dai radar.

Martha Gellhorn 
 è conosciuta per essere stata la terza moglie di Hemingway, ma fu molto più di questo. Fu una scrittrice e una giornalista intrepida, e lasciò il marito perché non sopportava la vita isolata che facevano:  lei voleva essere nei luoghi del mondo dove succedevano le cose e venivano prese le decisioni.
Era estremamente coraggiosa: andò al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, si infiltrò nelle navi, volò sotto falsa identità, si finse un'infermiera. 
Tutto perchè voleva essere al fronte, e raccontare quello che succedeva davvero.
Per tutta la sua vita si occupò di ingiustizie, in particolare delle ingiustizie economiche, e dedicò molti servizi al racconto della parte del mondo più povera è sfruttata.
Era intelligente, molto difficile, ed anche molto sexy: bionda, alta, con delle bellissime gambe, e degli abiti straordinari.

Frida Kahlo, la celebre pittrice messicana, non si fece mai problemi nel far sapere al mondo le sue abitudini sessuali "fluide". 
Anche questo è un modo di essere difficile, o almeno diversa.  Le donne tendono a compiacere le persone, a occuparsi degli altri, a preoccuparsi di farli stare bene.
Ma il problema è che questo tipo di atteggiamento ti porta a cancellare progressivamente i tratti più distintivi della tua personalità: è come chiudere una dopo l'altra le porte di una grande casa, per ridursi a vivere soltanto nella cucina e nel salotto.
Le donne difficili aprono tutte le porte. Sono pienamente umane e ricercano la felicità dando spazio a tutte le loro qualità, e a tutte le sfumature del loro essere.
Le donne difficili sono donne complete, che vivono nella pienezza, anche mostrando aspetti che gli altri possono non gradire.

Billie Jean King, recentemente celebrata dal film La battaglia dei sessi, era una fervente femminista e utilizzò il match contro Bobby Riggs come un contributo alla causa della liberazione delle donne. Billie Jean diede il via ad una battaglia per la parità dei compensi tra uomini e donne nel tennis, che non era mai stata sfiorata prima.
Quando lei iniziò a giocare, negli anni '70, il tennis femminile era una specie di simpatico show collaterale di quello maschile. 
Le donne portavano delle simpatiche minigonne, erano carine: tutto molto bello, e preso molto poco sul serio.
Billy Jean però era una combattente.  Oggi diamo per scontato, quando vediamo qualcuno come le sorelle Williams, che sono molto aggressive, grugniscono, urlano, colpiscono la palla violentemente, che non ci sia niente di strano, che sia parte del gioco. Ebbene, allora non era così, e Billie Jean King fu la prima tennista competitiva che mostrò al mondo che voleva essere considerata un' atleta professionista seria.
Divenne anche una figura emblematica per tutta la comunità LGBT e per i suoi diritti.
Lottò come donna, come  lesbica e come tennista, nonostante fosse cresciuta in una regione molto conservatrice e profondamente omofobica della California del Sud.
Lei stessa era omofobica, e quella fu la ragione per cui ci mise tanto a riconoscere il suo stato e ad accettarlo: quando la sua partner decise di dichiarare pubblicamente che loro stavano insieme, lei non fu assolutamente d'accordo. Ma poi non potè fare a meno di riconoscere la realtà, anche se era tanto dura per lei.
Essere difficili significa anche affrontare momenti molto faticosi, combattere battaglie che fanno paura.
Le storie di queste donne servono anche a dirci che a quelle battaglie si sopravvive, che quelle battaglie rendono più forti e permettono di fare un passo in più.




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