SUPERARE LA NATURALE TENDENZA DEL CERVELLO A SOFFRIRE

by Amit Sood, MD

Vent’anni fa il Dr Amit Sood, Professore di Medicina alla famosissima Mayo Clinic, arrivò negli Stati Uniti pensando di arrivare a Disneyland. 
Dopo aver visto molta sofferenza nel corso della sua carriera in Asia, pensava di metter piede nella terra dell’abbondanza e della felicità.
Quello che scoprì lo sorprese e lo scioccò. In un TED Talk divertente, commovente e pieno di rivelazioni, il Dr Sood ci racconta il viaggio dei suoi ultimi 20 anni attraverso due continenti, per comprendere e constrastare la naturale predisposizione del cervello umano a soffrire.

Ci sono 2 fondamentali tipi di tendenze naturali alla base della nostra infelicità, a volte cronica.

1) Noi passiamo molto tempo saltando da un argomento all’altro, lasciando correre i nostri pensieri, senza focalizzarci davvero su quello che stiamo facendo. 
Mentre laviamo i piatti il nostro cervello non sta lavando i piatti, ma viaggia da un pensiero all’altro, va attraverso le cose da fare, le difficoltà e i problemi da risolvere, le sfide che ci aspettano. 
Gli studi neuroscientifici misurano che viviamo in questo stato di pilota automatico + mente divagante tra il 50% e l’80% di una giornata media.
Alla Mayo Clinic è stato condotto un esperimento di brain scanning per capire cosa succede al cervello quando non stiamo facendo niente, quando siamo assolutamente a riposo.
Il nostro cervello è una rete gigantesca, composta da 86-90 miliardi di neuroni. Queste reti collaborano ed interagiscono per creare due modalità base nel cervello.
La prima è la modalità “focalizzata”, quella in cui stiamo processando qualcosa di molto interessante, coinvolgente, divertente o nuovo. 
Purtroppo stiamo molto poco in questa modalità.
La seconda è la modalità “divagante”, che è in realtà il nostro stato di default (50%-80% del tempo). 
Gli studi misurano che le persone hanno una media di 150 “file mentali aperti” ogni giorno, in qualunque momento: cose da fare, preoccupazioni, distrazioni, etc.

Le ricerche ci dimostrano che più tempo passiamo nella modalità “divagante”, più alto è il rischio di ansia, depressione, deficit di attenzione, addirittura demenza.
Il problema è che, per via del modo in cui il nostro cervello lavora, le connessioni neurali 
si rafforzano più vengono allenate. 
Dunque più tempo passiamo nel “default mode”, più esso diventa forte. 

2) Il cervello ha una naturale tendenza 
a notare le negatività, legata allo spirito di sopravvivenza e al potente ruolo dell’Amigdala, che ha la funzione di individuare e memorizzare quello che manca, i problemi, i difetti, le minacce, i pericoli. Alcuni di noi, per esempio, specialmente se ipocondriaci, passano molto tempo vivendo paure immaginarie.
Questo tipo di approccio viene chiamato “negativity bias”, e si scatena in mille forme, per esempio quando smettiamo di vedere le cose belle che ci capitano o i pregi delle persone che ci circondano, e iniziamo a concentrarci solo su quello che non va. Ci abituiamo al buono e ci concentriamo sulle imperfezioni.

Dunque la nostra felicità pare poco legata alla quantità di risorse che abbiamo, allo stato di salute o alla qualità della nostra alimentazione. 
La felicità è invece uno stato, un insieme di emozioni e pensieri, che va coltivato.  E come coltivarlo? 

Ecco alcuni esercizi che potete / dovete fare tutti i giorni, al risveglio, ancora ad occhi chiusi, prima di mettere giù i piedi, contrastando dunque, già con questa azione, la naturale tendenza del cervello appena sveglio a divagare.

1° esercizio – 5 persone
Pensa a 5 persone che sei grato siano nella tua vita: concentrati su ciascuna di loro qualche secondo. 
Dì il nome della prima, mandale il tuo grazie, vedi la persona, abbracciala mentalmente, rivivi un momento vissuto insieme, recita sottovoce le ragioni per cui sei grato che sia con te nel tuo viaggio.  Ripeto lo stesso per ciascuna delle 5  persone. 

Questa pratica ti aiuterà a concentrarti su quello che ha più valore per te.
Non buttarti nelle sfide quotidiane troppo velocemente.
Focalizzati prima di tutto su ciò che conta davvero.

Ricordati di mettere un adesivo sullo specchio del bagno con la scritta GRATITUDINE: così se ti alzi senza avere fatto l'esercizio, torni a letto e lo fai, prima di iniziare la tua giornata.

2° esercizio – 3 minuti
Quando torni a casa, prima di uscire dalla macchina, mettiti nello stato d’animo di chi sta per incontrare qualcuno che non vede da tanto tempo, o qualcuno di nuovo.
E quando entri in casa, prendi l’impegno per i primi 3 minuti, di non voler cambiare nessuno e di non criticare niente e nessuno.
Devi solo chiedere con curiosità e interesse, e dare apprezzamento agli altri in modo creativo.

Questa pratica ti allenerà a valorizzare ciò che, forse, col tempo, è diventato scontato e non noti nemmeno più, e t
i permetterà di rafforzare i legami con le persone della tua vita. 

3° esercizio – 2 secondi
Ogni volta che incontri una persona, rivolgile mentalmente questo augurio: “Ti auguro cose buone”. 
Non devi dirlo ma pensarlo: è un' intenzione, un atteggiamento mentale.

Questa pratica ti allenerà a guardare gli altri in modo più utile e positivo

4°esercizio – le 5 guide della vita – Gratitudine, Compassione, Accettazione,Significato, Perdono.
Lunedì sarà il giorno della Gratitudine – oggi sono grato perché ...
Martedì sarà quello della Compassione – oggi scelgo di avere compassione di….
Mercoledì è il giorno dell’Accettazione – oggi scelgo di accettare invece che lamentarmi di....
Giovedì è il giorno del Significato – come vedo quello che è successo oggi se mi proietto tra 5 anni?
Venerdì è il giorno del Perdono – oggi scelgo di perdonare …


Si tratta di semplici esercizi quotidiani, che ci allenano alla felicità. Non serve fare meditazione per ore o dedicarsi a lunghe sedute di yoga.
Ci basta allenare tutti i giorni, con regolarità, queste pratiche per far sì che, pian piano, si installino stabilmente nel nostro cervello, si consolidino nei nostri circuiti neurali, e diventino abitudine, come lavarci i denti la mattina. Queste nuove abitudini costruiranno la nostra felicità

Puoi vedere il TED Talk del Dr Sood qui



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