SAPERSI METTERE DAVVERO NEI PANNI DEGLI ALTRI

by Christine Comaford

Lavorare con persone diverse ci porta spesso a situazioni di incomprensione , tensione, fino al conflitto vero e proprio. Ci chiediamo come sia possibile che la tal persona abbia fatto o detto quello che ha fatto o detto; non comprendiamo il suo approccio e le sue priorità, oppure le comprendiamo, ma le giudichiamo e le sanzioniamo dall’alto del nostro personalissimo punto di vista.

Fin dalla più tenere età ci divertiamo a metterci nei panni degli altri, ma l’esercizio che facciamo è solo parziale: cerchiamo di entrare nella testa di un altro restando “seduti sulla nostra sedia”, e usando solo la nostra parte cognitiva. Facendo così, il nostro punto di vista tende regolarmente a prevalere, la nostra visione del mondo diventa la lente attraverso cui filtriamo le azioni altrui, le nostre convinzioni rimangono sempre le più vere e le più giuste.

L’esercizio che ti propongo è stato ideato da Robert Dilts e si chiama “meta-positioning”: è uno strumento utile e spesso sorprendente per spingerci a cambiare davvero prospettiva, percependo la realtà come la percepisce l’altro. Fare questo esperimento ci obbliga a “guardarci allo specchio”, a vedere quello che l’altro vede, ascoltare quello che l’altro ascolta, sentire fisicamente ed emotivamente quello che l’altro prova. E poi ci consente un’esperienza in più: quella dell’osservatore imparziale, da cui possono venire altre informazioni utili.

Quello che ti propongo di fare non ha finalità “buoniste”, ma puramente utilitaristiche: ti interessa che una certa relazione funzioni meglio? vorresti fare meno fatica ? hai bisogno di collaborare con quel certo collega così diverso da te in modo più fluido? E allora ti conviene provare se con questa tecnica emergono informazioni e intuizioni utili.

Ecco come funziona. Ti segnalo subito che se ti farai guidare da un amico, un collega o un coach nel fare l'esperimento, funzionerà molto meglio e arriverai in fondo con fluidità

1. Riporta alla mente un’ interazione, con un collega o un collaboratore, che non è andata come avresti voluto, o che è stata difficile, o in cui avresti voluto usare un approccio diverso.

2. Metti due sedie una di fronte all'altra e una terza sedia in una posizione neutrale, equidistante dalle prime due

3. Siediti nella sedia numero 1 e rivivi l’esperienza originale dal tuo punto di vista, guardando la persona nell’altra sedia. Richiama tutta l’esperienza come se la stessi vivendo in questo momento: vedi quello che vedono i tuoi occhi, ascolta quello che sentono le tue orecchie, concentrati sulle sensazioni del tuo corpo e sulle tue emozioni, dando loro un nome.
Poi parla ad alta voce alla sedia numero 2, come se la persona fosse veramente qui, e raccontale:
- ciò che ti sta infastidendo o preoccupando
- come ti senti
- quello che vuoi.

4. Quando hai finito alzati, sciogliti, fai due passi, fai un giro nella stanza, fai qualcosa di completamente diverso, in modo da interrompere lo schema.

5. Ora siediti sulla sedia numero 2 e vivi l’esperienza originale di quella conversazione dal punto di vista dell’altra persona, diventando lui o lei al 100%.
Prenditi il tempo che ti serve per entrare veramente nei suoi panni, vedere attraverso i suoi occhi, ascoltare attraverso le sue orecchie, sentire le sue sensazioni ed emozioni.
Ora sei l'altra persona: parla come se fossi lei/lui, rivolgendoti alla sedia numero 1 , e dille:
- ciò che ti infastidisce o ti preoccupa
- cosa provi
- cosa vuoi.

6. Quando hai finito alzati, sciogliti, fai due passi, fai un giro della stanza, fai qualcosa di completamente diverso, in modo da interrompere lo schema.

7. Ora siediti nella sedia numero 3, quella dell’osservatore neutrale, e ricapitola quello che hai ascoltato dai due “contendenti”. Mentre rivivi la situazione stando nei panni dell’osservatore imparziale, guarda queste due persone che interagiscono e nota cosa vedi. Prenditi il tempo di rivedere l’interazione per intero. E a questo punto esprimi ad alta voce:
- quello che sta succedendo per ciascuna delle due parti in gioco
- quello che vuole e che prova la prima persona
- quello che vuole e prova la seconda.
Infine suggerisci a chi è sulla sedia numero 1 cosa fare per portare armonia nella loro interazione.

8. Quando hai finito alzati e fai di nuovo un break

9. Per concludere, torna in te stesso, e fai una sintesi dentro di te  della tua esperienza sulle tre sedie, e di tutte le cose che hai scoperto attraverso questa esplorazione.
Cosa hai provato fisicamente?
Cosa hai sentito?
Cosa hai capito?
Prenditi un momento per interiorizzare profondamente tutto quello che ti sei portato via da questo esercizio: non avere fretta, datti il tempo di respirare per tenere conto di tutto quello che ti è arrivato da quest’esperienza, prima di passare all’azione, di decidere cosa farai di diverso da qui in avanti.

Puoi fare questo esercizio per tutte le persone che hai sulla lista dei rapporti difficili, facendoti aiutare da un collega, un amico, o un coach.
E dopo che l’hai fatto, puoi anche condividere questo strumento con il tuo team.
Ribadisci che questo non è un esercizio volto a giudicare: è un'occasione per conquistare intuizione, informazioni e comprensione.
Se il tuo team acquisirà questa capacità di guardare le discussioni e i conflitti dal punto di vista dell’altro, o dal punto di vista di una persona neutrale, la capacità di lavorare in serenità sarà a portata di mano.




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