QUANDO NON SOPPORTIAMO QUALCUNO, QUESTO COSA DICE DI NOI?

by Al & Sidra Stone

La tecnica del Voice Dialogue sviluppata dai due psicologi americani Hal e Sidra Stone a partire dagli anni '70, esplora i diversi Sé dentro di noi, alcuni primari e frequentemente esercitati, altri soffocati e raramente agiti.  E’ particolarmente utile nel momento in cui ci rendiamo conto che certe persone provocano in noi emozioni forti, o di grande fastidio o di grande ammirazione.
Quando ciò accade, possiamo fare due cose utili e inusuali:
- Prendere consapevolezza degli effetti, anche fisici, che viviamo, e dargli un nome
- Chiederci: se questa persona mi dà così tanto fastidio, oppure al contrario se esercita un fascino così forte su di me, questo cosa mi dice di me?

E’ molto probabile che quell’emozione forte venga da un nostro Sè a cui diamo poco spazio, e che chiede di essere ascoltato e vissuto più spesso. 
Rendercene conto è il primo passo per individuare come far esprimere quel Sé nella nostra vita e di conseguenza migliorare in modo significativo le relazioni con gli altri. 
Mettersi nei panni degli altri a volte è mettersi nei panni di «parti di noi» che non onoriamo abbastanza.

Quella qui di seguito illustrata è la tecnica del 4 quadranti, e te la proponiamo focalizzando l'attenzione sulle caratteristiche che ci danno molto fastidio negli altri.
Rispondi prima di tutto a queste due domande.
  • Quali sono 3 tue caratteristiche distintive? scrivi 3 aggettivi o 3 frasi molto brevi per definirle.
    Attieniti ad elementi descrittivi, evitando tuoi giudizi o interpretazioni; e sii specifico /a.
    Ad esempio, la parola “bontà” non va bene: è troppo generica, non si riconduce ad un comportamento specifico, ed implica un giudizio morale. Usa piuttosto “generosità”, o “disponibilità ad aiutare” o “capacità di ascolto” o “fiducia negli altri”….. qualunque sia la qualità concreta e osservabile che hai in mente. 
  • Accanto alle 3 caratteristiche che hai appena scritto, scrivi gli opposti. Cosa sta all’estremo opposto? Quali sono le caratteristiche opposte rispetto a quelle che hai scritto poco fa? Quelle che proprio non vorresti avere? quei modi di fare che proprio non sopporti e che ti mandano su tutte le furie?
    Anche qui, attieniti ad elementi descrittivi, evitando tuoi giudizi o interpretazioni; e sii specifico /a.
    Ad esempio, la parola “cattiveria” non va bene: è troppo generica, non si riconduce ad un comportamento specifico, ed implica un giudizio morale. Usa piuttosto “egoismo”, o “pensare solo al proprio interesse” o “mettere in cattiva luce gli altri” o “”….. qualunque sia la qualità concreta e osservabile che hai in mente. 
Ecco, hai appena trovato 3 Sé Primari e 3 Sé Rinnegati.
E’ molto probabile che le persone che hanno le caratteristiche che hai scritto per seconde non ti vadano tanto a genio, oppure che tu non le sopporti per niente.

E giunto il momento di introdurre i 4 quadranti del nostro esercizio, e di rispondere ad alcune domande.

Prendi una delle tue caratteristiche distintive, magari quella a cui sei più affezionato, quella di cui vai più fiero/a, e rispondi alla domanda nel quadrante n°1: quali sono i benefici derivanti dall’avere questa caratteristica? I vantaggi per te e quelli per gli altri? Sicuramente questa caratteristica produce degli effetti positivi, quali sono? E’ l’occasione per dirti bravo/a, per farti i complimenti, per riconoscere una tua risorsa molto importante e celebrarla

Bene, ora concentrati sull’opposto, sulla caratteristica che hai trovato essere l’opposto della tua.
E rispondi alla domanda nel quadrante n° 2: Quali sono tutti gli effetti negativi che questa caratteristica produce sugli altri e anche sulla persona che ne è portatrice? E' l'occasione per sfogarti e fare la lista di tutto il male che l’ essere in quel certo modo produce nel mondo

Ora spostati sul quadrante n° 3, fai un breve e sereno esame di coscienza, e rispondi alla domanda: ci sono effetti negativi che derivano dall’essere come sei tu? La tua qualità, che è sicuramente positiva e utile, in certi casi, può rivelarsi controproducente? Può portare degli effetti indesiderati? su di te? sugli altri?

Infine, portati sul quadrante n° 4, e concentrati sulla caratteristica opposta alla tua, quella che non ti piace, quella che non vorresti avere, quella che ha tanti effetti negativi, che hai elencato nel quadrante n° 2. Se tu avessi una piccola goccia omeopatica di quella caratteristica nel tuo sistema, nel tuo corpo, riesci ad immaginare degli effetti positivi? Quali sono?

Bene, siamo arrivati alla fine dell’esercizio: se, come quasi sempre accade, sei riuscito/a a scrivere qualcosa nel quadrante n° 4, allora puoi passare all’ultima domanda, la n°5: 
cosa puoi fare concretamente nelle tue giornate per inserire una goccia di questa caratteristica?
Potrai scegliere di farlo anche in contesti molto diversi dal lavoro. A cosa servirà farlo?
Servirà a provare meno fastidio, meno nervosismo, meno rabbia o insofferenza la prossima volta che avrai a che fare con una persona che si comporta in quel tal modo.
Fare propria in qualche maniera la qualità che tanto troviamo insopportabile negli altri ci aiuterà ad essere meno intolleranti verso quella qualità. E l’effetto di ciò sarà che quando dovremo avere a che fare con persone che esprimono quel modo di fare saremo più equilibrati, più sereni, meno irritabili e più lucidi.
Ed è intuitivo capire che se siamo più equilibrati, più sereni, meno irritabili e più lucidi si producono due effetti, entrambi molto importanti:
- possiamo decidere in modo più sereno e lucido, e abbiamo accesso a più opzioni e scelte
- l’altra persona percepisce il nostro nuovo atteggiamento, e si apre invece che difendersi, generando dinamiche forse mai viste prima, quasi sicuramente più utili di quelle vissute in passato.
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