SUPERA LA TENDENZA A PROCRASTINARE

by Chris Bailey

Perché procrastiniamo, anche se non è nel nostro interesse?
E come superare questa tendenza, che ci trattiene dall’imparare bene una nuova lingua, adottare e mantenere una dieta equilibrata, fare esercizio fisico regolarmente…..?
Ho parlato con diversi scienziati e letto molto materiale, che ha costruito l’ossatura del mio libro The productivity project: accomplishing more by managing time, attention and energy”

Perché procrastiniamo?
E’ una condizione umana: circa il 95% delle persone ammette di rimandare attività…e secondo me il rimanente 5% mente.
Il fenomeno appare molto viscerale: è la reazione emotiva a qualcosa che non vuoi fare, anche se si tratta di una cosa che ti serve, ti è utile, hai deciso di fare.

Tim Pychyl, nel libro Solving the procrastination puzzle, riporta le caratteristiche di un compito che ci portano più frequentemente a procrastinarlo:
- noioso
- frustrante
- difficile
- ambiguo
- non strutturato
- poco premiante
- privo di vero significato personale

Dal punto di vista neurologico, procrastinare non ha niente di logico: è il risultato dell’attività della parte emotiva del cervello, il sistema limbico, che vince su quello logico, a corteccia pre-frontale.  Se però ci sono ragioni fondate e importanti per te per vincere la tendenza a guardare facebook invece che studiare la lezione n° 5 di spagnolo, oppure a fermarti a prendere un aperitivo coi colleghi invece che andare in palestra, ecco come fare.

Inverti il grilletto che ti fa procrastinare
Considera i grilletti che ha distillato Pychyl e ribalta il tuo modo di vederli, in modo da rendere l’attività che ti attende più attraente.
Per esempio, se trovi noioso scrivere il Report del Trimestre, cosa potrebbe renderlo divertente per te? per esempio potresti trasformarlo in un gioco, in una gara con te stesso, ad esempio vedere quante parole riesci a scrivere in 20 minuti.
Oppure se c’è un task ambiguo e poco chiaro, potresti creare  tu una struttura che funziona per te o per il tuo gruppo, e decidere di seguire quella.

Lavora all’interno del tuo livello di resistenza
Quando un compito sollecita i nostri grilletti tendiamo a rimandarlo, a resistere. Ma quanto siamo resistenti?
Diciamo che devi fare esercizio fisico e l’idea di andare in palestra ti deprime perché ci metti mezzora ad andare, 15’ a prepararti, 1 ora di corso, 15’ a lavarti e cambiarti dopo, mezzora a tornare. Troppo tempo: oltre la tua soglia di resistenza. Riesci ad immaginare un’attività fisica che stia dentro la tua soglia di resistenza?
La tua soglia è un’ora tutto compreso? Cosa puoi fare che stia in un’ora e ti permetta quotidianamente, oppure 3 volte alla settimana, di fare esercizio?

Fai qualcosa, anche una cosa piccola, solo per iniziare.
E’ più facile continuare una volta che si è iniziato, che si è superato l’ostacolo iniziale. I compiti che tendiamo a rimandare raramente sono terribili e faticosi come noi li immaginiamo. Iniziare obbliga il cervello a prendere coscienza del lavoro, e ci rendiamo conto normalmente che le cose che ci trattenevano erano molto più deboli del previsto. Le ricerche suggeriscono che ricordiamo di più i progetti incompleti e interrotti rispetto a quelli terminati, come quando un pezzetto di canzone interrotta ci si fissa in testa per tutto il giorno.

Fai la lista dei costi del procrastinare
Questa tattica funziona bene quando stai rimandando compiti importanti, cosa che per te contano, che possono impattare il tuo successo, la tua salute, il tuo benessere sociale, la tua sicurezza economica.
Fai la lista di tutti gli impatti del tuo procrastinare, grandi e piccoli, su di te e sugli altri, e prova a dare un valore economico a questi impatti.

Disconnetti
I nostri device tecnologici offrono una pluralità di distrazioni, dalle email ai social media ai messaggi. Quando ti rendi conto che utilizzi il tuo cellulare per procrastinare, spegnilo. Qualche volta quando sto scrivendo, metto il mio telefono in un’altra stanza, e spengo il wi fi del pc. Altre volte, accendo un app che si chiama Freedom o Self Control, che bloccano l’accesso a siti di distrazione, e mi obbliga a far ripartire il mio pc se lo faccio.Può sembrare una scelta un po’ drastica, ma a volte è la sola cosa che serve.



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