PRIMA DEI TUOI OBIETTIVI, GUARDA LE TUE PAURE

by Tim Ferriss

Quando immaginiamo di imparare qualcosa di nuovo, o di cambiare qualcosa di significativo nella nostra vita, ci rendiamo conto di quanto questo possa essere difficile.
Fare qualcosa di nuovo o diverso, cambiare un’abitudine che resiste da anni, può essere enormemente faticoso, per quanto potenzialmente utile e positivo per noi e per chi ci circonda. Alcuni di noi si rendono conto , come è successo a me anni fa, che prima del piano d’azione per realizzare un cambiamento, occorre guardare in faccia le paure che ci trattengono dall’iniziare, o che probabilmente ci rallenteranno nel processo, fino a farci a volte rinunciare.

Ci sono momenti faticosi lungo un percorso di apprendimento, ci sono momenti di debolezza, di caduta emotiva: è bene saperlo, ed è bene prepararci ad affrontarli.

Lo strumento più sicuro ed efficace che ho trovato per difendermi dalla caduta libera emotiva è in realtà lo stesso strumento che mi ha aiutato a fare le mie scelte migliori nel lavoro.
E si tratta dello... stoicismo.  A prima vista è un termine difficile, forse anche noioso. Non fa certo pensare, per esempio, a un super vincente come Bill Belichick, l'allenatore dei New England Patriots, con il suo record indiscusso di vittorie al Super Bowl. Lo stoicismo in realtà è diffusissimo tra le squadre in testa alla National Footbal League negli ultimi anni come mezzo per aumentare la resistenza mentale. Forse non vi fa neanche pensare ai Padri Fondatori -- Thomas Jefferson, John Adams, George Washington giusto per nominare tre studenti di stoicismo. George Washington portò perfino in scena un'opera su uno stoico - si intitolava "Catone, una tragedia" - a Valley Forge, per motivare le sue truppe.

Perché le persone d'azione si dedicano a un'antica filosofia?
Vi incoraggio a pensare allo stoicismo da un'altra prospettiva, come un sistema operativo da usare in contesti iper-stressanti, per fare le scelte migliori. Attorno al 300 a.C. ad Atene, un tale di nome Zenone di Cizio teneva lezioni passeggiando sotto un portico dipinto, una stoà, da cui derivò poi la parola 'stoicismo'. Nel mondo greco-romano, la gente usava lo stoicismo come un sistema completo per fare moltissime cose. A noi interessa soprattutto l'allenamento a separare ciò che è controllabile da ciò che non lo è, e poi gli esercizi per focalizzarsi solo sulla prima opzione. Questo riduce la reattività emotiva, il che può essere davvero un superpotere.

Ci sono molti mezzi per arrivare al risultato che desideriamo, ve ne racconto uno che ha stravolto la mia vita nel 2004. Capitò per due ragioni: un caro amico morì improvvisamente di cancro al pancreas e la mia fidanzata, che pensavo avrei sposato, mi mollò. Ne aveva avuto abbastanza e se ne andò senza lasciarmi una lettera d'addio. All’epoca lavoravo più di 14 ore al giorno, sette giorni su sette. Prendevo stimolanti per tirare avanti, e tranquillanti per rilassarmi e dormire. Era un disastro. Mi sentivo intrappolato. Comprai un libro sulla semplicità, in cerca di risposte. Poi trovai una citazione che mi cambiò la vita: "Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà", di Lucio Anneo Seneca, un famoso filosofo stoico. Da qui passai alle sue lettere, da cui appresi un esercizio, la "premeditatio malorum", la pre-visione dei mali. In parole povere, significa visualizzare nei dettagli il peggior scenario possibile, quello che ci impedirebbe di agire, così da poter agire e superare la paralisi. Il mio problema era una mente irrequieta, rumorosissima, incessante. Non mi bastava affrontare i problemi pensandoci. Dovevo mettere i pensieri nero su bianco. Quindi inventai un esercizio scritto: "definire delle paure", come definire degli obiettivi, per me stesso. Si tratta di tre pagine. Semplicissimo.

La prima pagina è "Cosa accadrebbe se io ... ?"
Scrivete su questa pagina tutto quello che vi spaventa in rapporto alla cosa che volete imparare a fare, o al cambiamento che volete effettuare, o all’azione nuova e diversa e rischiosa che avete in animo. Qualunque cosa. Per me allora era prendermi la mia prima vacanza in quattro anni, e allontanarmi dai miei affari per andare un mese a Londra, a casa di un amico.
Per voi potrebbe essere imparare e parlare una lingua straniera, presentare in pubblico, sperimentare un nuovo corso in palestra dove non conoscete nessuno, proporvi per un nuovo lavoro, iniziare un nuovo lavoro che vi viene proposto, iniziare a viaggiare in luoghi nuovi che un po’ di attirano e un po’ di spaventano, ritornare a scuola. Chissà

Nella prima colonna, "Definisci", si scrive tutto il peggio che ci si immagina possa succedere andando in quella direzione. Fate dalle 10 alle 20 ipotesi. Non le citerò tutte, ma farò un paio di esempi. Primo: andrò a Londra, pioverà, mi deprimerò, tutto sarà un enorme spreco di tempo. Secondo: mi perderò una lettera dell'agenzia delle entrate, mi faranno un controllo o un'ispezione a sorpresa e mi faranno chiudere.

Poi si va alla colonna "Previeni". In questa colonna si scrivono le risposte a: Cosa posso fare per evitare che accada ognuna di queste catastrofi, o, al limite, diminuirne almeno un po' la probabilità? Quindi per il problema di deprimermi a Londra, avrei potuto portarmi una luce blu portatile e usarla per 15 minuti al mattino. Sapevo che aiutava a prevenire gli episodi depressivi. Per l'Agenzia delle Entrate, avrei potuto modificare l'indirizzo così la lettera sarebbe arrivata al commercialista invece che al mio indirizzo. Facilissimo.

Dopo c'è la fase "Ripara". Se si verifica lo scenario peggiore, cosa potreste fare per riparare il danno anche solo un po', oppure a chi potreste chiedere aiuto?
Quindi nel primo caso, Londra, avrei potuto mettere insieme un po' di soldi volare in Spagna, stare al sole per sentirmi meno depresso. Se avessi perso la lettera dell'Agenzia delle Entrate, avrei potuto chiamare un mio amico avvocato o chiedere, diciamo, a un legale cosa mi consigliava di fare. Una domanda da tenere a mente mentre lavorate alla prima pagina è: qualcun altro, nel corso della storia, meno intelligente o con meno esperienza, ha capito come fare? Probabile che la risposta sia "Sì".

La seconda pagina è: "Quali possono essere i benefici di un tentativo o di un successo anche parziale?"
Da un lato mettiamo in luce le paure e dall’altro guardiamo il lato positivo con molta prudenza.
Dedicate 10 o 15 minuti a questo, lasciate spazio all’ottimismo, pensate agli effetti positivi più vicini e più lontani, a quelli su di voi e sugli altri

Terza pagina: potrebbe essere la più importante, non saltatela: "Il Costo dell'Inerzia".
Gli esseri umani sono bravi a prevedere cosa potrebbe andare male se si prova qualcosa di nuovo, come chiedere un aumento per esempio. Ciò che spesso non consideriamo è il costo atroce dello status quo – del non cambiare nulla.
Quindi dovreste chiedervi: se evito questa azione o questa decisione, p azioni e decisioni come questa, come sarà la mia vita, diciamo, tra sei mesi, dodici mesi, tre anni?
Andate proprio nel dettaglio -- emozionalmente, finanziariamente,fisicamente, e così via.

Quando feci questo esercizio su me stesso emerse un quadro apocalittico. Mi stavo curando da solo con farmaci per niente innocui, la mia attività poteva implodere in qualsiasi momento, le mie relazioni erano logore o stavano fallendo. E ho capito che per me l'inerzia non era più un'opzione.

Tre pagine. Dopo avere fatto l’esercizio, mi resi conto che in una scala da 1 a 10, dove uno è l'impatto minimo e 10 il massimo impatto, iniziando il viaggio, rischiavo un punteggio da 1 a 3 di dolore temporaneo e reversibile e da 8 a 10 di cambiamento positivo nella mia vita. Quindi partii. Non successe alcun disastro, piccoli problemi, certo, ma sono stato bravo a cavarmela. Andò a finire che chiusi la mia attività, girai il mondo per un anno e mezzo, e quel viaggio divenne la base del mio primo libro (The 4 hour workweek).

E sono in grado di ricordare tutte le mie vittorie più grandi e tutti i più grandi disastri evitati tornando alla definizione delle paure almeno una volta ogni tre mesi. Non è una panacea. Scoprirete che alcune delle vostra paure hanno un fondamento.Ma non dovreste trarre conclusioni senza prima averle esaminate al microscopio.

Concludo parlandovi di uno dei miei stoici moderni preferiti. Ecco Jerzy Gregorek. Quattro volte campione al mondo nel sollevamento pesi alle Olimpiadi, rifugiato politico, poeta conosciuto, 62 anni. È un tipo formidabile. Per molto tempo nella sua stoà, la sua veranda ho chiesto consigli sulla vita e gli allenamenti. Faceva parte di Solidarność in Polonia, un movimento non violento per il cambiamento sociale che fu violentemente soppresso dal governo. Perse il suo lavoro di vigile del fuoco. Il suo mentore, un prete, venne sequestrato, torturato, ucciso e gettato in un fiume. Lui subì minacce, fuggì dalla Polonia con sua moglie, passando da nazione a nazione fin quando arrivarono negli USA senza un soldo e dormivano per strada. Adesso vive a Woodside, in California, in un posto molto bello, e delle oltre 10.000 persone incontrate nella mia vita, lui è tra i primi 10, in termini di successo e felicità.
Settimane fa gli ho mandato un messaggio chiedendogli se avesse mai letto niente sullo stoicismo: ha risposto con un messaggio di due pagine. Non è da lui. È un uomo di poche parole.Non soltanto conosceva lo stoicismo, ma ha precisato che per tutte le sue decisioni più importanti, i momenti di cambiamento, quando si è battuto per i suoi principi e la sua etica, aveva usato lo stoicismo e qualcosa come la definizione delle paure, il che mi ha sbalordito. E ha concluso con due cose. Uno: non potrebbe pensare a una vita più bella di quella di uno stoico. E in ultimo, questo era il suo mantra, che applica a tutto, e che anche voi potete applicare a tutto: "Scelte semplici, vita difficile. Scelte difficili, vita semplice".

Le scelte difficili -- ciò che più temiamo di fare, chiedere, dire -- molto spesso sono esattamente ciò che abbiamo bisogno di fare. E le sfide più grandi e i problemi che affrontiamo non troveranno mai risposta in rassicuranti conversazioni, sia nella vostra testa sia con altre persone. Vorrei incoraggiarvi a chiedervi: in quale ambito della vostra vita, in quale cambiamento che volete fare o cosa che volete imparare a fare, adesso definire le vostre paure potrebbe essere più importante di definire gli obiettivi?

Teniamo sempre a mente le parole di Seneca: "Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà".

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