3 REGOLE D'ORO PER UNA VITA CON MENO ANSIA

by Mary Lo Verde

I principi dell’equilibrio e della serenità sono universali e senza tempo. Provo a distillarli per voi, secondo quanto la mia esperienza diretta e il lavoro con i clienti mi ha permesso di scoprire. Ognuna delle cose di cui parlerò in questo articolo ha a che fare con il “connettersi” con qualcosa o qualcuno.

La prima strategia per vivere con meno ansia e stress e connettersi con sé stessi.
Il modo migliore per riuscirci è connettervi con le vostre passioni.
Lo so che la vita di voi tutti è sovraccarica di impegni, di doveri, di persone che esigono cose da voi, e dunque per molti il solo pensiero di trovare tempo, nella giornata o nella settimana, per le cose che vi piacciono suona quasi come una provocazione.
Eppure io vorrei ribaltarvi la domanda: come pensate di poter evitare di trovare questo tempo? Come pensate di andare avanti , giorno dopo giorno, senza dare ascolto alle cose che amate fare?
Vi porto il mio personalissimo esempio: a 36 anni non c’era molta passione nella mia vita: mi dividevo tra l’insegnamento alla facoltà di medicina, dipartimento ipertensione, e i miei 3 figli, di cui uno appena nato. Inoltre mi prendevo cura di una suocera anziana e della casa, e il momento più eccitante della settimana era fare la lavatrice. Quindi presi una decisione molto seria: la mia vita non poteva essere tutta lì. Mi fermai a pensare quali attività avessi veramente voglia di fare, solo e unicamente per me stessa, e scelsi di aggregarmi ad una squadra amatoriale di basket. Contemporaneamente mio marito decise di riprendere a suonare la chitarra con un gruppo di amici.
Agli occhi dei nostri conoscenti eravamo due pazzi e due irresponsabili. Ma l’energia e la forza che arrivava a ciascuno di noi, dopo ogni allenamento nel mio caso, o dopo ogni serata passata a suonare per mio marito, era sufficiente a farci vedere la giornata successiva con altri occhi, e a darci l’entusiasmo e la passione da riversare su tutti gli altri aspetti della nostra vita. Non scoppio di voglia tutte le volte che devo uscire per andare ad allenarmi, ma lo faccio lo stesso, perché so che mentre sarò in campo con le mie compagne starò dando sfogo ad una parte importante di me, e questo mi ricaricherà per i giorni successivi.
Quali sono le vostre passioni? Le cose che vi fanno “cantare il cuore”?
Connettetevi alle vostre passioni, date loro spazio nelle vostre giornate: non serve essere eccellenti in quello che fate, serve solo che vi piaccia, che vi faccia divertire, che vi permetta di esprimervi in una maniera che per voi è naturale.

Un altro modo per farlo è connettersi con ciò che è importante per voi, i vostri valori, i vostri bisogni più profondi, e impegnarsi a rispettarli e a farli rispettare anche agli altri.
Quali sono i vostri valori? Quali le cose davvero importanti?
Quanto li vivete nella vostra quotidianità? Cosa potreste fare per viverli di più?
Quanto li rendete noti agli altri? Quanto ne parlate?
E quali regole stabilite per gli altri, affinchè voi possiate vivere secondo i vostri valori?
Quanto siete chiari riguardo a quello che accettate, e a quello che non volete accettare dagli altri?
Fatelo. Fissate dei paletti, definite dei confini: vi serviranno per non farvi governare dall’esterno, per restare in controllo di voi, per costruire rapporti più adulti, maturi, trasparenti e forti con chi vi sta intorno.

La seconda strategia è connettersi con gli altri. E la maniera più facile di farlo sono i rituali.
Rituali significativi che diano alla nostra vita un po’ di ripetitività e di stabilità: le persone hanno bisogno di questo più di quanto ammettano. 
Torno ad un esempio personale: quando mia figlia entrò nell’adolescenza, comiciammo a vederla sempre meno spesso: il gap tra noi si allargava ogni giorno di più. Allora mi inventai un rituale buffo,  per tenere attivo il contatto tra noi: ci alzavamo ogni mattina e leggevamo insieme le vignette sul giornale.
E piano piano divenne un’abitudine a cui anche lei si affezionò, divenne un po’ come lavarsi i denti o pettinarsi. Era il "nostro momento" nella giornata, quello in cui poter approcciare, se necessario, cose importanti. Non dico che in virtu di questo mia figlia mi racconterebbe qualunque cosa, ma almeno sa che c’è l’occasione, che non la deve cercare.
Al contempo, se vi rendete conto che i rituali a un certo punto perdono di senso e si svuotano di significato, restando solo delle scatole vuote, abbandonateli e trovatene di nuovi.
Costruite i vostri rituali per restare in contatto con le persone della vostra vita, e manteneteli. Allontanarci dagli altri, che siano i familiari, gli amici del liceo, gli ex colleghi, rende la nostra vita più povera e più fragile rispetto alle intemperie. Avere momenti in cui parlare di sé, e ascoltare gli altri, ci offre l’opportunità di sapere di avere sempre un porto sicuro, per affrontare anche le situazioni più ansiogene.


La terza strategia è connettersi con gli anziani
Le nostre famiglie sono piene di difetti. Non tutti abbiamo avuto bravi genitori. Ma la maggioranza di loro ha fatto il meglio che poteva con quello che sapeva o aveva.
E la vita che abbiamo passato insieme ci ha costruito, come ha costruito loro.
Allora un giorno, per il compleanno della mia mamma, decisi di riempire una scatola di bigliettini, dove scrissi 365 ricordi che avevo conservato della mia vita con lei: il discorso prima di sposarmi, quando la chiamai alla nascita del mio primo figlio, quando preparavamo le torte insieme, etc etc.
Gliela mandai scusandomi di non potere essere lì con lei, e dicendole che pensavo a lei ogni giorno e che la ringraziavo di tutto quello che aveva fatto per me. E la invitai a estrarre dalla scatola un bigliettino ogni giorno, per rileggere un ricordo di noi. In realtà li lesse tutti in una volta. E poi li rilesse. E poi li rilesse ancora.

Vi invito a coltivare i legami con le persone anziane, sia quelle con cui siete cresciuti, sia quelle che avete intorno per lavoro o nella vita privata. C’è esperienza, c’è candore, c’è un punto di vista diverso nelle loro parole, e possono essere una grande fonte di serenità, saggezza e pace, di fronte all’ansia.

Mary Lo Verde




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