I "BIAS": GLI ERRORI E I PREGIUDIZI IN CUI CADIAMO NEL DECIDERE

by David Rock - The Neuroleadership InstituteI

Il nostro cervello ha voglia di avventura, e ha anche voglia di ordinare la cena e mangiare davanti alla TV. Il nostro cervello è altamente funzionale e anche “umorale”.
Non è perfetto ed è utile imparare perché e come prende le sue decisioni in contesti diversi. Prima di tutto occorre ricordare che il nostro cervello si è evoluto nel tempo per prendere decisioni velocemente e con poco sforzo. Quindi, se il ragionamento logico è la via " evoluta" del cervello di processare informazioni e formulare giudizi, i pregiudizi sono invece il sistema "standard" del cervello.

Molto spesso i pregiudizi sono automatici, inconsci e non intenzionali.
Il bias implicito è quello che dobbiamo ringraziare per la nostra generale abilità di indovinare in quale cassetto della cucina dei nostri amici stanno le forchette, ma è anche quello che dobbiamo biasimare per la nostra generale tendenza a stereotipare. I bias si sviluppano con l'esperienza, e tendono ad essere l'esagerazione di trend percepiti, che diventano verità universali. Abbiamo sviluppato moltissimi tipi di pregiudizi che ci aiutano a navigare attraverso il mondo con sforzo marginale. Il termine bias deriva dalla parola greca che significa obliquo, diagonale, ed è la distanza più breve tra a e b. Senza queste scorciatoie mentali il cervello esaurirebbe le sue energie, perché prendere una decisione consapevole utilizza molta energia mentale. La corteccia prefrontale, la zona delle decisioni razionali, è altamente efficiente, ma si stanca molto velocemente. I pregiudizi, anche se fallibili, sono automatici e inconsci: questo significa che funzionano anche quando le batterie sono basse.
Il tempo della vostra corteccia prefrontale vale come il tempo di un avvocato famoso: il valore di ogni minuto e' altissimo, così come il costo per minuto del suo lavoro.

Ciò che è curioso di questi pregiudizi è che hanno un effetto a catena. L' Availability bias ci porta a credere che l'informazione che è più immediatamente disponibile sia vera. Poi il Confirmation bias ci fa sottovalutare le eccezioni: E quando le eccezioni cominciano a diventare troppe, il Blindspot bias ci rende praticamente impossibile riconoscere che questi pregiudizi stanno avendo luogo.
Qui arriva il punto piu' significativo: non siamo in grado di prendere una decisione e contemporaneamente notare che quella decisione può essere fallata.
Se raramente ci rendiamo conto in tempo reale di essere vittime di un bias, spesso abbiamo una prova delle nostre decisioni fallate col senno di poi.
Molti di noi avranno notato che è possibile sentirsi molto bene riguardo ad una decisione, che poi si dimostra incredibilmente errata.
Siccome raramente ci rendiamo conto di essere vittima di un bias, e dato che il bias ha un' immagine negativa, facilmente ci offendiamo quando le persone ci fanno notare che probabilmente siamo vittime di un pregiudizio o di un preconcetto. Eppure gli scienziati hanno scoperto che ci sono più di 100 preconcetti costruiti dentro al nostro cervello: in tutti i nostri cervelli.

Il bias o preconcetto è profondamente connaturato in noi, ed è parte integrante del nostro sistema cognitivo: se hai un cervello, sei vittima di preconcetti.
Ecco i 20 esempi più comuni di bias cognitivi che compromettono le nostre decisioni, raccolti da Samantha Lee e Shana Lebowitz, di Business Insider.

Anchoring bias
Le persone si affidano troppo al primo pezzo di informazione che trovano.  In una negoziazione salariale chiunque fa la prima offerta stabilisce un range di possibilità  nella mente dell'altra persona

Availability bias
Le persone sovrastimano l'importanza delle informazioni che sono disponibil. Uno potrebbe dedurre che fumare non è poco sano solo perché sa di una persona che ha vissuto fino a cent'anni fumando tre pacchetti di sigarette al giorno

Bandwagon effect
La probabilità che una persona adotti una credenza aumenta in funzione del numero di persone che hanno quella credenza.  Questa è la causa molto potente del group thinking e la ragione per cui i meeting spesso sono improduttivi.

Blind Spot bias
Non riconoscere la propria tendenza ad avere bias cognitivi è in sé un bias. Le persone notano i difetti cognitivi e motivazionali molto più negli altri che non in se stesse.

Choice supportive bias
Quando scegli qualcosa tendi a sentirti bene dopo la scelta, anche se la scelta ha dei difetti. Come quando pensi che il tuo cane è carino anche se ogni tanto morde qualcuno.

Clustering Illusion
Questa è la tendenza a vedere schemi in avvenimenti casuali e la chiave per molti errori nel gioco d'azzardo, come l'idea che il rosso sia più o meno probabile sulla ruota di una roulette dopo che è uscita una fila di rossi.

Confirmation bias
Tendiamo ad ascoltare solo le informazioni che confermano il nostro preconcetto: questa è una delle ragioni per cui è così difficile avere una conversazione valida su politica o cambiamento climatico.

Conservation bias
Succede quando le persone privilegiano le prove trovate per prime, rispetto alle nuove prove  emerse successivamente. La gente  ha fatto fatica ad accettare che la terra fosse rotonda  perché manteneva la convinzione precedente che fosse piatta

Information bias
E' la convinzione che più sappiamo su un argomento, meglio decideremo. In realtà avere più informazioni non e' sempre meglio, anzi, spesso le persone con meno informazioni possono anche prendere decisioni più accurate

Ostrich effect
Le informazioni pericolose o negative vengono sepolte nella sabbia, come fa lo struzzo. Le ricerche mostrano che gli investitori controllano il valore dei propri titoli molto meno di frequente nei periodi negativi di mercato, che in quelli positivi.

Outcome bias
Il fatto che le cose vadano bene dopo una decisione non dimostra necessariamente che quella fosse una buona decisione. Solo perché avete vinto a Las Vegas una volta, non significa che scommettere il proprio denaro sia una decisione intelligente.

Overconfidence
L'eccessiva fiducia in noi stessi ci fa prendere a volte dei grandi rischi nella nostra vita quotidiana.  Le persone esperte sono più facilmente vittima di questo bias, perché hanno una maggiore autostima e una maggiore convinzione di avere ragione.

Placebo effect
Quando credere che qualcosa avrà effetto provoca l'effetto positivo desiderato. In medicina a volte si prescrivono pillole di zucchero semplicemente per generare questo effetto nelle persone e ottenere la guarigione.

Pre-innovation bias
Succede quando chi propone un’ innovazione tende a dare troppo valore alla sua utilità e troppo poco valore  ai suoi limiti o effetti collaterali.

Recency bias
E’ la tendenza a pesare le informazioni più recenti di più dei dati più vecchi. Gli investitori spesso pensano che il mercato sarà sempre nel modo in cui è stato negli ultimi tempi, e quindi prendono decisioni poco sagge.

Salience bias
È’ la nostra tendenza a focalizzarci sui tratti più facilmente riconoscibili o più vistosi di una persona o di un concetto. Ti preoccupi di cadere con l 'aereo perchè un aereo che cade è un fatto molto impattante visivamente ed emotivamente, quando invece è statisticamente molto più probabile morire in un incidente d'auto. Oppure giudichi una persona dal tratto più evidente che ha, fosse pure l'abito.

Selective perception
Consentire alle nostre aspettative di influenzare il modo in cui percepiamo il mondo, in altri termini vediamo quello che vogliamo vedere o che stiamo cercando di dimostrare: un esperimento sul gioco del football tra studenti di due università mostrò che ciascuna squadra vedeva l'altra squadra commettere più falli.

Stereotyping bias
Aspettarsi che un gruppo o una persona avrà certe qualità senza avere informazioni reali su quel gruppo o quella persona. Ci permette di identificare velocemente gli stranieri come amici o come nemici , ma tendiamo a fare un uso eccessivo di questa capacità.

Survivorship bias
Un errore che accade quando ci concentriamo solo sugli esempi positivi, di successo o di "sopravvivenza" legati ad una professione o ad una decisione. Per esempio potremmo pensare che essere un imprenditore è semplice solo perché non abbiamo mai conosciuto qualcuno che è fallito.

Zero risk bias
I sociologi e gli psicologi hanno scoperto da tempo che tra i bisogni basilari dell'essere umano c'è la sicurezza, anche se è controproducente. Eliminare del tutto il rischio significa che non c'è nessuna possibilità di farsi male o di fare male agli altri. E dunque anche nessuna possibilità di cambiare le cose per il meglio.

Se volete rivedere una sintesi dei 20 bias cognitivi più comuni, li trovate descritti anche in una simpatica video-grafica da Clarc Kegley, nel suo blog channel OnePercentBetter.
I primi 10 nella Part 1 i secondi 10 nella Part 2




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