ESSERE "MINDFUL" AIUTA A PRENDERE BUONE DECISIONI. SEMPRE.

by Liz Hall - Amanda Blake

Mindfulness significa semplicemente consapevolezza: prestare attenzione al momento presente, con intenzione, e con un atteggiamento curioso e non giudicante.
John Kabat Zinn ha dato i natali a questa pratica, ormai molto famosa e diffusa nel mondo, negli anni ‘70, mutuandola da pratiche diffuse in Asia, in particolare legate alla tradizione buddista. 
Ha registrato un forte sviluppo come strumento per gestire e ridurre lo stress: il MBSRP (Mindfulness Based Stress Reduction Program) è ormai largamente noto per la sua efficacia, e la Mindfulness è una pratica consolidata anche all'interno degli US Marine Corps, per aumentare la capacità di memoria e ridurre lo stress (Stanley et al 2011).

In realtà la Mindfulness ha molti effetti positivi, a tantissimi livelli.
E’ fondamentale per allenare la nostra intelligenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere e gestire le nostre emozioni, e quelle altrui con cui entriamo in contatto.
Esercizi molto semplici, di pochi minuti, ripetuti durante la giornata, letteralmente sviluppano connessioni neurali nel nostro cervello.
Ciendono emozionalmente più intelligenti, più flessibili, più resilienti, più capaci di decidere sotto stress.

Molti studi neuroscientifici confermano ormai che la Mindfulness «rigenera il cervello»:
• Aumenta la concentrazione di materia grigia nelle regioni del cervello associate con apprendimento, memoria, regolazione delle emozioni, capacità prospettica
  (Holzel 2008, 2011; Lazar 2005; Luders 2008; Maguire, 2000).
• Aumenta l'attività delle regioni del lobo frontale sinistro, associate con il controllo dell’ umore (Davidson 2004).
• Migliora la flessibilità cognitiva (Greenberg et al 2012), aumenta la capacità di memoria e riduce la distrazione (Mrazek et al 2013; Gai et al 2010).
• Aumenta l’ abilità di prendere decisioni più veloci e più razionali (Langer 2000; Kirk et al 2011),
• Migliora la comprensione, il problem solving e la creatività (Ostatin e Kassman 2012.
• Migliora la capacità di non rimanere bloccati nel passato, in una sorta di ruminazione depressiva (Greenberg et al 2012).
• Le persone che praticano mindfulness sono più presenti, in sintonia e risonanza con gli altri (Singer et al 2004)

In estrema sintesi, per quanto semplicistico o quasi magico possa sembrare, concentrare la nostra attenzione su quello che sta accadendo al nostro corpo, alle nostre emozioni, ai nostri pensieri, in questo preciso momento, qui, adesso, allena la nostra capacità di “prendere la giusta distanza” da ciò che accade. Si tratta di quella piccola e utilissima distanza cognitiva ed emotiva, che ci consente di non farci “sequestrare” dalle emozioni, ma di governarle.

Siamo noi in cabina di regia, siamo consapevoli, siamo “centrati”, e scegliamo ciò che è giusto per noi. L’importanza del fatto di concentrare, in tutte le pratiche di mindfulness, l’attenzione prima di tutto sul corpo, prima che sulle emozioni e i pensieri, deriva dal fatto che il corpo è la nostra prima e fondamentale risorsa, ed è sempre nel presente. Il corpo non è perso nei ricordi del passato o preoccupato nel costruire un futuro: è qui, registra, sente, risponde a quello che c’è qui adesso. E dunque è il principale alleato per collegarci ad una modalità utile a decidere: non travolti da quel che accade, ma concentrati, lucidi, rilassati. A volte sembra quasi di “guardarsi da fuori” e vedere chiaramente ciò che è più utile fare.

Vi propongo un semplice esercizio, di soli 2 minuti (anche meno quando sarete allenati).
Potete farlo tutte le volte che volete, durante la giornata, e rimarrete sorpresi di quanto, già dopo i primi giorni, registrerete una maggiore serenità, equilibrio, lucidità. E si genererà anche un altro effetto: diventerete sempre più bravi a “dare un nome alle cose”, a dare un nome alle sensazioni, alle emozioni e ai bisogni, descrivendoli, via via che passerà il tempo, in modo sempre più ricco e preciso.

ESERCIZIO - CHECK CORPO-EMOZIONI-MENTE 
Puoi farlo quando vuoi, mentre cammini, mentre aspetti l’autobus, fermo al semaforo, in una pausa…
Ti suggerisco di farlo durante la giornata senza una ragione particolare.
Specificamente ricordati di farlo quando è appena successo un fatto emotivamente intenso, o prima di un avvenimento emotivamente coinvolgente.
  • Ferma i pensieri e respira: inspira contando 4 + trattieni contando 2 + espira contando 8 
  • Focalizzati sulla sensazione che spicca nel corpo ( collo, stomaco, petti, mani, gambe………) :
    - individua la zona
    - dai un nome più preciso che puoi alla sensazione
    - descrivila, con la sua temperatura, la pressione, il movimento 
  • Poi focalizzati sull’emozione, lo stato d’animo che provi, quella che è "accesa",  che senti in quel momento: dalle un nome 
  • Infine chiediti: che bisogno c’è dietro questa emozione? Cosa mi sta dicendo?
    Qual è il bisogno non soddisfatto ? (se si tratta di un’emozione spiacevole)
    Oppure qual è il bisogno soddisfatto ?  (se si tratta di un’emozione piacevole)
FINE DELL’ESERCIZIO TORNA ALLE TUE ATTIVITA’




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