FARE MENTORING AI MILLENNIALS

by Management Mentors

Ogni generazione ha la sua etichetta e le sue caratteristiche buone e cattive: ovviamente i membri delle generazioni più giovani, specialmente quelli appena entrati nel mondo del lavoro, spesso si ritrovano vittime di etichette. La gente fa presto a puntare il dito alle generazioni più giovani e a sottolineare i loro difetti rispetto a quelle più anziane e più onorevoli:  è parte della vita.

Un giorno i Millennials e la Generazione Z  faranno la stessa cosa alle generazioni che verranno dopo di loro.
Nel frattempo però noi abbiamo tutti bisogno di trovare un modo per vivere in armonia.
Costruire ponti tra le generazioni specialmente sul posto di lavoro è fondamentale, e questo ci porta all'argomento di oggi: come fare mentoring ai Millennials.
Così come le persone evolvono, anche le modalità di training coaching and mentoring devono evolvere. Se la tua organizzazione è in un momento di grande aumento dei Millennials, è molto probabile che il vostro approccio di mentoring debba essere molto diverso da quello che era 10 anni fa: questo articolo vuole servirvi come guida.


Scegliete un modello di mentoring che abbia senso per i Millennials
Businessweek pubblicò un articolo a marzo 2013 che si chiamava "La tristezza del fare mentoring ai Millennials" . Anche se pensiamo che il titolo non fosse ben scelto, l'articolo sottolineava alcuni punti molto importanti, incluso il fatto che questa generazione più giovane preferisce un approccio di team.  Invece di cercare una persona specifica per guidarli nel percorso di carriera, i Millennials preferiscono avere un gruppo di persone a cui rivolgersi, scegliendo di volta in volta la persona più adatta, a seconda dello scenario e della problematica che stanno affrontando in un particolare momento. 
L'articolo prosegue notando anche che i membri più giovani della forza lavoro gravitano verso delle forme più egualitarie di mentoring , dove ciascuno è considerato uguale , piuttosto che senior o junior. 
Preferiscono anche che questi momenti di mentoring avvengano in contesti informali, anche in via virtuale.
Tutto ciò ci fa capire che probabilmente la modalità classica di mentoring one to one senior to junior non è quella ideale per i Millennials. 
E molti suggeriscono che non sarebbero solo i Millennials a trarre vantaggio da un approccio diverso. Gli autori dell'articolo affermano che il vecchio sistema di mentoring semplicemente non funziona più: un unico collega senior non può essere in grado di aiutare una persona in mezzo a tutti i cambiamenti che si stanno rapidamente verificando nel mondo del lavoro. Gli autori proseguono dicendo che un approccio migliore è quello di sviluppare un network di persone che possano offrire supporto di mentoring, come un Board of Directors personale.


Quali sono le alternative pratiche dunque?

Group Mentoring
In questo modello c'è un mentore per un gruppo di mentee, che possono andare da 3 a 8 . Questo è un approccio di Team, dove i mentee non solo imparano dal mentore ma anche gli uni dagli altri.  I meeting sono abbastanza informali. Tutti i mentee del gruppo ricevono la stessa attenzione, le stesse opportunità di parlare e ascoltare.

Situational Mentoring
In questo modello un mentee cerca un mentore per un problema specifico, per esempio se ha bisogno di lavorare sulle sue capacità di public speaking, se ha bisogno di guida da parte di un esperto di pubbliche relazioni......etc.  Il situational mentoring è di breve termine, iper specifico e molto più simile al coaching-

Dunque cosa dovreste fare se state portando avanti da tempo un programma di mentoring di successo one to one , ma state cominciando a rendervi conto che sempre più Millennials entrano nell'organizzazione? Considerate una Soluzione ibrida.
Continuate ad offrire possibilità di mentoring one to one e offrite anche un'opzione di situational mentoring . Consentite ai Millennials di scegliere da soli il modello che preferiscono e siate consapevoli che molti di loro potrebbero volere essere coinvolti in entrambi i programmi. Potrebbero apprezzare l'idea di avere una persona dedicata a loro perché questo rafforza il bisogno di attenzione personale tipico di questa generazione, e contemporaneamente potrebbero essere molto interessati ad avere degli esperti da cui farsi coachare su temi specifici.

Fate un Tracking dell'attività di Mentoring.

Il vostro programma di mentoring one-to-one potrebbe a un certo punto perdere di interesse. Fare mentoring alle persone, sostenere il loro sviluppo professionale e personale in un ambiente sicuro aperto e onesto sarà sempre importante. Il modo in cui farete mentoring potrà cambiare ed evolvere, come sta succedendo con i Millennials. By the way, se nella vostra organizzazione qualcuno si sta preoccupando del budget, considerate che il costo di assumere un Millennial è circa 6.000$, mentre il corso di sostituirlo è circa 24.000$ . Le ricerche dicono che i Millennials cercano organizzazioni che mostrano il loro impegno nel dare training e nello sviluppare i collaboratori. Lo studio di PWC 2011 Millennials at work rivela che i programmi di training e sviluppo sono molto più importanti dei bonus in denaro per i Millennial


Ripensate la comunicazione ma "non vendetevi l'anima"

In una tradizionale relazione di mentoring le due parti lavorano insieme da 9 a 12 mesi, condividendo come comunicheranno tra loro. 
Anche nel group mentoring e nel situational mentoring ovviamente è necessario definire come si comunica gli uni con gli altri: questo è indipendente dal modello.

L'aspetto chiave della comunicazione è la flessibilità,  e questo con i Millennials è particolarmente importante. I Millennials scrivono messaggi, twittano, usano Instagram, Whatsapp, moltissime modalità diverse. Sono grandi fans della tecnologia: il 41% di loro dice che preferisce comunicare elettronicamente sul posto di lavoro che non faccia faccia o al telefono. Le persone della Generazione X o i Baby Boomers non si devono stupire se i Millennials fissano, confermano e cancellano le riunioni via messaggio; non dovrebbero offendersi per questo. 
Potremmo pensare che un messaggino è troppo informale per una comunicazione di lavoro, ma i Millennials non la vedono così: lo ritengono semplicemente efficiente.
Detto questo, non è giusto eliminare o abbandonare del tutto i protocolli professionali che esistono da diverso tempo e che funzionano da molti anni. Alcuni senior mentors potrebbero non essere a loro agio comunicando unicamente via messaggio. 

Dobbiamo per forza adeguarci alla modalità di comunicare che è più normale per i Millennials?
Non c'è un'unica soluzione, non c'è una risposta giusta e una sbagliata: dipende dalle due persone coinvolte nella relazione di mentoring o nel gruppo.
Ciò che è essenziale è avere una comunicazione onesta e la volontà delle parti di scendere a compromessi e di rispettarsi.
Forse per confermare gli incontri possiamo essere d'accordo che un messaggino va bene, ma per qualunque cosa più seria sono da preferire le email o le telefonate.  Indipendentemente da tutto, gli incontri face-to-face dovrebbero sempre essere la componente prevalente della relazione di mentoring : tutti i modelli di mentoring hanno bisogno e beneficiano del tempo passato fisicamente insieme.  Quindi è importante non permettere che la relazione derivi verso una natura puramente virtuale, specialmente se si tratta di mentoring di gruppo.

Essere fisicamente presenti e' essenziale per condurre un mentoring di successo, perché le persone imparano molto di più se sono una di fronte all'altra: incontrarsi di persona rafforza la relazione e l'esperienza. Detto questo, crediamo che sia possibile portare avanti una relazione di mentoring di successo via Skype, perché la cosa fondamentale è che ci si veda in faccia.
Chi lo sa: magari tra vent'anni saremo capaci di guardarci attraverso ologrammi anche se siamo in posti lontanissimi!

Per concludere, i mentori dovrebbero essere aperti a forme non tradizionali di comunicazione, ma né mentori né mentee  dovrebbero fare compromessi sul tempo passato face to face.

Comunicazione non significa solo lo strumento che usiamo per comunicare, ma anche e soprattutto il linguaggio:
i mentori più anziani devono allenarsi a conoscere, capire e accettare il linguaggio dei Millennials.

Inoltre è importante sempre ricordare che i Millennials hanno bisogno di feedback frequenti e puntuali: questo vuole dire che un' interazione con il proprio mentore una volta al mese potrebbe non essere affatto sufficiente. È  vero che non si può arrivare ad interazioni quotidiane, ma sicuramente i Millennials hanno bisogno di sentire un contatto e un'interazione molto più frequente che non nel passato, e per far questo le nuove tecnologie ci vengono molto in aiuto.

 

Abbracciare la generazione Y

I business che vogliono restare competitivi e avere successo nel lungo termine necessariamente devono abbracciare questa nuova generazione di collaboratori e di clienti.  Così come la ricerca di PWC sottilinea, non c'è scelta: i Millennials contano! Rappresentano già il 25% della forza lavoro negli Stati Uniti e sono più della metà della popolazione in India. Nel 2020 rappresenteranno il 50% della forza lavoro mondiale.  Questo significa che devi rivedere la tua intera organizzazione oggi ? Sicuramente no , ma quello che suggeriamo è che le organizzazioni e le persone al loro interno siano consapevoli e attente ai cambiamenti che stanno succedendo, inclusi i cambiamenti di linguaggio e di cultura.




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