LE 8 CONVINZIONI DELLE PERSONE RESILIENTI

by Geoffrey James

Molte persone vivono una vita di tranquilla disperazione, perché si focalizzano su cose che non possono controllare: eventi esterni, cose successe nel passato,  
le opinioni degli altri… 
Come risultato di ciò, non si focalizzano su quello che invece possono controllare:  le loro convinzioni, i loro atteggiamenti, le loro emozioni, i loro comportamenti. 
Di queste quattro cose la più importante di tutte sono le convinzioni, perché quello che credi sia vero, riguardo al lavoro e  alla vita, determina largamente come ti senti (il tuo atteggiamento e le tue emozioni) e le azioni che intraprendi ( i tuoi comportamenti).

Dal mio punto di vista ci sono 8 convinzioni potenzianti che ti permetteranno di uscire dalla disperazione e ti daranno la forza emotiva di gestire qualunque complessità il mondo getti su di te.

1.       Il successo di oggi può essere il fallimento di domani . Se permetto al successo di farmi sedere sugli allori invece che restare motivato ad andare avanti, questo è un rischio.

2.       Imparo di più dai fallimenti che dai successi. I fallimenti rinnovano la mia umiltà, affilano i miei obiettivi e mi rendono più resiliente.

3.       Gli obiettivi che contengono la frase “proverò” sono destinati a fallire. Se voglio raggiungere obiettivi che mi motivano veramente uso la frase io farò, io devo, io voglio.

4.       Se non agisco, sbaglio in ogni caso. Quello che trattiene la maggior parte delle persone è la paura di sbagliare. Ma se non agisco sbaglierò per definizione, dunque cosa ho da perdere?

5.       Quello che dico rinforza quello che penso. Quindi se esce dalla mia bocca qualcosa che riguarda me stesso che non serve il mio scopo, semplicemente devo tenere la bocca chiusa.

6.       Sono responsabile della mia propria felicità. Quindi anche se altre persone non sono gentili con me, questo è un invito ad essere io gentile con me stesso.

7.       Ci sono 4 parole magiche che rendono anche le situazioni difficili più facili da gestire “non prenderla sul personale”

8.       Mentre ci sono situazioni in cui le emozioni forti sono appropriate e giustificate, come per esempio un lutto in famiglia,
         la maggior parte delle situazioni lavorative non valgono nemmeno un' oncia di tristezza.

 

Vorrei poter dire che ho scoperto queste convinzioni da solo, ma francamente non sono così smart. Sono basate sulle mie conversazioni con Art Mortel e Omar Periu, che fanno molto di più sulla motivazione e sulla crescita personale di quanto io potrò mai fare. Leggete le cose che scrivono, e lasciatevi ispirare.

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