COME RICONNETTERE UNA VITA DISCONNESSA

by Mary Lo Verde

Quando facciamo un grande cambiamento nelle nostre vite normalmente è perché siamo arrivati a un punto di passaggio e io avevo trovato il mio. Dirigevo da tempo un Centro di Ricerca sull' Ipertensione; arrivai a casa dal lavoro un giorno esausta, e sprofondai nella poltrona accendendo la segreteria telefonica. Il primo messaggio era della babysitter di mio figlio Nicolas, che all'epoca aveva 5 anni. Raccontava di aver portato Nicolas all'asilo quella mattina, e che, una volta entrati in classe, si era trovata di fronte a 19 bambini e bambine tutti seduti in cerchio felici ed eccitati, e si era resa conto che ciascuno di loro indossava un costume di Halloween. Ognuno di loro. Eccetto Nicolas. Proseguiva descrivendo con brutali dettagli come il bambino fosse scoppiato in lacrime, si fosse aggrappato alla sua gamba e avesse supplicato di riportarlo a casa, mentre la maestra cercava disperatamente di ricondurlo in classe. Era chiaro che non ero la madre dell'anno: in effetti in quel momento mi sentii il peggior genitore sulla faccia della terra.
Nonostante i miei migliori sforzi per far stare tutte le palle in aria, una palla era caduta. Avevo umiliato mio figlio di fronte alla sua classe e mi sentivo arrabbiata e frustrata, sopraffatta ed esausta.

Feci un voto in quel momento: non avrei mai più lasciato la mia vita andare fuori equilibrio in quel modo; e sapevo anche che avrei dovuto cominciare a pensare a questo nuovo equilibrio di vita in un modo completamente diverso, perché, come forse è successo anche a molti di voi, io avevo già provato molte delle cose che gli esperti ti dicono di fare. Ero diventata una super donna, una super mamma, una super moglie, una super datrice di lavoro, e una super lavoratrice. E sai che c'è? Alcuni giorni ci riuscivo anche. A volte anche più giorni di seguito. E poi c'erano giorni in cui non ci riuscivo per niente. Allora decisi di utilizzare quello che conoscevo meglio, che era la mia ricerca scientifica, e decisi di applicare quei principi al problema "come tenere la mia vita in equilibrio?"

Considerato il fatto che tutto cambia continuamente, e che tutto va sempre più veloce, se c'è una cosa che voglio ricordare oggi è questa " la connessione crea l'equilibrio".

Può essere la connessione che crei con te stesso mentre mediti, o preghi, o ti permetti di sperimentare il silenzio, o ti immergi nella natura; può essere la connessione che crei con la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi colleghi, i tuoi collaboratori, i tuoi clienti, gli estranei che incontri ogni giorno; oppure può essere la connessione che provi quando offri la tua umanità al tuo Dio.
In ogni caso il vero equilibrio origina dalla connessione.

Non sono contraria ai metodi che gli esperti ci hanno insegnato per tenere le nostre vite in equilibrio: le strategie sono molto utili, ma dopo avere ascoltato ed applicato molte di queste, se siamo ancora qui alla ricerca di una soluzione, probabilmente il problema e che queste strategie non bastano.
Il problema che io ho con alcune di queste strategie, per esempio il Time Management come filosofia di vita, è che per ogni ora che risparmio io ho comunque 10 ore di domande e attività che richiedono attenzione. A meno che io non impari a entrare in connessione, non riuscirò mai a essere così brava da gestire, organizzare, priorizzare, semplificare al punto da sentirmi bene.
E sentirsi bene è in ultima analisi ciò in cui consiste lo stare davvero in equilibrio.

Ma la connessione è buona per il business? La risposta è sicuramente sì. Se pensiamo alla crisi dei mercati dell'Asia di qualche anno fa, c'erano molti fattori in gioco, ma gli economisti che andarono in Asia per studiare il problema individuarono un fattore umano come la causa principale del crollo e si chiamava “karoshi”. Karoshi significava “morte per superlavoro”. Gli uomini se ne andavano molto presto la mattina, tornavano a casa molto tardi la sera, avevano pochissimi contatti con le loro famiglie in una cultura che in realtà dà molto valore alla famiglia, e gli economisti conclusero che un'economia in pieno boom, accompagnata da una forte tensione sociale era destinata ad avere vita breve. Dunque per tutti voi, in qualunque settore lavoriate, nelle condizioni attuali in cui il cambiamento è imprevisto e continuo, e i margini di profitto sono sempre più piccoli, tenere in equilibrio il lavoro, la famiglia e la tua vita personale non è mai stato più importante e più sensato da un punto di vista di business.

La prima vera strategia è connettersi con noi stessi

Connettersi con sè stessi significa dedicarsi a quello di cui siamo appassionati. Spesso la gente mi dice “Mary sei pazza? non sai cosa stiamo passando? c'è crisi, dobbiamo reinventare il nostro lavoro, molta gente viene licenziata, io ho due bambini, devo occuparmi dei miei genitori anziani, non posso concedermi il lusso di dedicarmi alle mie passioni. Sei matta? io riesco appena a tenere la testa fuori dall'acqua.”

Ebbene lo so come vanno le cose, ed è precisamente per questo che dico che non potete concedervi il lusso di NON dedicarmi alle vostre passioni.
Avrete bisogno di tutta la passione della vostra vita per fare fronte alle richieste che vi arriveranno dall'ambiente circostante.
Ed essere in contatto con quello che vi appassiona è proprio la cosa da cui cominciare per recuperare energia per affrontare le difficoltà.

Quando avevo 36 anni non avevo molta passione nella mia vita: lavoravo alla facoltà di medicina e dirigevo il centro di ricerca contro l'ipertensione; avevo un bambino di 5 anni, una di 3 e uno appena nato; mi occupavo di mia suocera che aveva 80 anni; diciamo che i momenti più eccitanti della mia giornata erano quando guardavo la biancheria che si ammonticchiava sopra la lavatrice. Ed ero giovane, dannazione! Mi svegliai una mattina e dissi “E’ tutto qui? Mi sveglio, faccio quello che dice la mia to-do-list, vado a dormire, poi mi sveglio di nuovo, faccio la mia to-do-list e vado a dormire? E’ tutto qui?”

Forse anche tu sei arrivato a un punto nella vita in cui ti sei reso conto che qualcosa doveva cambiare.
Io presi una decisione molto seria allora, quella di rimettere passione la mia vita, e decisi di unirmi ad una squadra di basket. Qualcuno di voi riderà, ma vi voglio dire che io riuscii a fare ben 4 canestri in 4 partite consecutive! Mio marito, che a quell'epoca aveva 40 anni , decise invece di unirsi ad una rock band. Vi lascio immaginare i nostri amici: pensavano tutti che fossimo impazziti. “I Lo Verde, sembravano delle persone così normali, così carine". E le mie amiche cercavano di farmi ragionare e mi dicevano “Mary, questo non va bene, non è giusto, tu lavori tutta la settimana, arrivi a casa, hai tre bambini piccoli, devi occuparti di tua suocera e lui esce a suonare la chitarra?” E io pensavo “Si, in parte hanno ragione” . Avrei potuto insistere che mio marito stesse a casa: lui mi ama, e se io avessi insistito lui avrebbe lasciato la band. Ma che cosa avrei ottenuto? avrei avuto un uomo seduto nel mio soggiorno, che in realtà voleva essere in una saletta a suonare la chitarra. Non sarebbe stata una grande soddisfazione!. Invece alle 02:00 del mattino io ho un uomo che entra nel mio letto convinto di essere Bruce Springsteen. Molto meglio no?

Essere sposati secondo me non significa rinunciare alle cose che ci piacciono, come se questo provasse all'altra persona che la ami. Se noi avessimo accettato questa regola l'uno nei confronti dell'altra, oggi non solo saremmo due persone tristissime e arrabbiate l'una verso l'altra, ma saremmo anche due persone noiosissime.

E poi c'è una cosa 
molto importante riguardo alla passione, da sapere e da ricordare sempre: non devi essere particolarmente bravo nel fare qualcosa per divertirti mentre la fai.
L'ho capito chiaramente quando durante una conferenza una signora di circa 80 anni si alzò dal pubblico per raccontarmi della sua grande passione per il golf e mi disse: “il golf è come il sesso: non devi essere particolarmente bravo a farlo perché ti piaccia” . E poi sorrise. 

Però è certo che la pratica e la passione ti renderanno bravo.
Ottieni quello su cui concentri la tua attenzione: più ti dedichi ad una cosa, più diventa naturale, e più tu diventi bravo a farla.  Lo stesso vale per l'equilibrio della propria vita.



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