PERCHE' PER ALCUNI E' PIU' DIFFICILE FARE ATTIVITA' FISICA

by Emily Balcetis

La vista è il senso più importante che abbiamo. Guardiamo costantemente il mondo che ci circonda, identificando e dando un senso a ciò che vediamo.
Iniziamo subito con un esempio. Vi mostrerò una foto di una persona, e vorrei che identificaste l'emozione sul suo volto. Pronti? Eccola. Siate istintivi.




Ok. Cosa avete visto? Abbiamo intervistato oltre 120 persone e i risultati sono stati contrastanti. Gli intervistati non erano d'accordo sul tipo di emozione che riuscivano a cogliere sul suo volto. Disagio è stata la risposta più frequente che abbiamo ricevuto, ma molti hanno visto rimorso o scetticismo, qualcun altro speranza o empatia. Possiamo vedere qualcosa di completamente diverso gli uni dagli altri, perché la percezione è soggettiva. Ciò che pensiamo di vedere viene in realtà filtrato attraverso l' "occhio della mente".

Ci sono tanti altri esempi su come vediamo il mondo tramite l'"occhio della mente". Per esempio, chi è a dieta vede le mele più grosse rispetto a chi non lo è. I giocatori di softball vedono la palla più piccola quando la mancano ripetutamente, rispetto a chi ha avuto una grande serata alla battuta. Inoltre, anche il nostro credo politico può influenzare come vediamo gli altri, compresi gli stessi politici. 
Com'è possibile? Come può essere che quando guardo una persona, un oggetto, o uno spettacolo, vedo qualcosa di completamente diverso rispetto a qualcun altro?
I motivi sono svariati, ma il motivo principale risiede nel modo in cui funzionano gli occhi. Gli studiosi della vista sanno che nella mole di informazioni che possiamo vedere, in un qualsiasi momento, quello che mettiamo a fuoco è in realtà molto poco. Ciò che vediamo con chiarezza, nitidezza e accuratezza è l'equivalente della superficie del pollice quando allunghiamo il braccio. Tutto il resto appare sfuocato, rendendo la maggior parte delle cose poco chiare alla nostra vista. Ma dobbiamo far chiarezza e dare un senso a ciò che vediamo, dunque la mente accorre in nostro aiuto. Come risultato, la percezione è una cosa soggettiva, ed è per questo che diciamo che vediamo attraverso l'"occhio della mente".

Sono una psicologa sociale e sono queste le questioni che mi affascinano. Mi affascinano quelle volte in cui le persone non vedono le cose allo stesso modo.
Perché ci sono persone che vedono il bicchiere mezzo pieno e altre che lo vedono mezzo vuoto?
Perché i pensieri e i sentimenti portano una persona a vedere il mondo in maniera diversa?
Per affrontare queste domande, con il mio team abbiamo deciso di immergerci all'interno di una questione che ha ricevuto attenzione internazionale: la nostra salute e forma fisica. Nel mondo occidentale le persone mediamente lottano per raggiungere il peso-forma, ed esistono una varietà di strategie che ci aiutano a perdere i chili di troppo. Ad esempio, siamo motivati a fare attività fisica dopo le vacanze natalizie, ma la maggior parte degli americani scopre che i buoni propositi del 1° Gennaio a S Valentino sono già andati in fumo. Cerchiamo di motivarci in maniera incoraggiante, dicendoci che questo sarà l'anno in cui torneremo in forma, ma non basta a farci tornare al nostro peso ideale. Perché? Ovviamente la risposta non è semplice, ma credo che un motivo sia che l'occhio della mente potrebbe farci un brutto scherzo. Alcuni possono letteralmente vedere l'attività fisica come più difficile, altre persone come più facile.

Come prima cosa, per testare queste domande, abbiamo raccolto le misure oggettive di individui in buona forma fisica. Abbiamo misurato il girovita e la circonferenza dei fianchi. Dopo aver preso queste misure, abbiamo detto ai nostri partecipanti di camminare fino a un traguardo, trasportando dei pesi, come in una specie di gara. Prima, però, abbiamo chiesto loro di stimare la distanza al traguardo.Pensavamo che il loro stato fisico avrebbe fatto cambiare la loro percezione della distanza. Cosa abbiamo scoperto? Il rapporto girovita-fianchi aveva predetto la percezione della distanza. Coloro che erano fuori forma vedevano una distanza molto maggiore rispetto a coloro che erano in forma migliore. A seconda dello stato fisico cambiava la percezione dell'ambiente. Ma anche la mente lo fa. Infatti, mente e corpo lavorano insieme per cambiare il modo in cui vediamo il mondo.

Ciò ci porta a pensare che forse chi ha forti motivazioni e seri obiettivi per fare esercizio, potrebbe vedere il traguardo più vicino rispetto a chi ha motivazioni deboli.
Per testare se le motivazioni influenzano le esperienze percettive in questo modo, abbiamo condotto un secondo studio. Nuovamente, abbiamo raccolto le misure oggettive di persone in buona forma fisica, misurato il girovita e la circonferenza dei fianchi, e abbiamo fatto fare loro altri test. Secondo i feedback che abbiamo avuto, alcuni ci hanno detto di non essere motivati a fare altro esercizio. Sentivano di aver raggiunto i loro obiettivi e non volevano fare più niente. Altri, invece erano molto motivati a fare esercizio, e avevano forti obiettivi per raggiungere il traguardo. Ma, prima di raggiungere il traguardo, chiedevamo loro di stimare la distanza. Quanto era distante il traguardo? E di nuovo, come nello studio precedente, il rapporto girovita-fianchi prediceva la percezione della distanza. Coloro che non erano motivati a fare esercizio fisico vedevano la distanza molto maggiore degli altri. .

Il nostro corpo può cambiare la percezione della distanza al traguardo, ma chi aveva deciso di raggiungere un obiettivo fattibile in un futuro vicino trovava l'esercizio più semplice. Ciò ci ha portato a chiederci: esiste una strategia che potremmo usare e insegnare alla gente, in modo da aiutarla a cambiare la percezione della distanza, e a far sembrare l'attività fisica più semplice?

Consultando la letteratura scientifica sulla vista, per capire cosa avremmo dovuto fare, siamo giunti ad una strategia che abbiamo chiamato "Tieni gli occhi sul premio". Non è lo slogan di un poster motivazionale, ma è in realtà una direttiva su come guardare l'ambiente circostante. A chi si allenava abbiamo detto di focalizzare l'attenzione sul traguardo, di non guardare altrove, di immaginare che una luce illuminasse il traguardo, e che tutto il resto fosse sfuocato e magari difficile da vedere. Pensavamo che questa strategia avrebbe reso l'esercizio più semplice. Abbiamo confrontato questo gruppo con un gruppo di riferimento, al quale avevamo detto di guardarsi attorno in maniera naturale, notando il traguardo, ma anche  il secchio della spazzatura a destra, o le persone e il lampione a sinistra. Pensavamo che questa strategia avrebbe reso l'esercizio più difficile. E cosa abbiamo scoperto? 
Chi teneva lo sguardo fisso sul premio vedeva il traguardo il 30 per cento più vicino rispetto a chi si guardava intorno in modo naturale.
"Ottimo" abbiamo pensato. Eravamo eccitati perché significava che questa strategia avrebbe reso l'esercizio più semplice.
Ma la grande domanda a quel punto era: può rendere l'allenamento migliore? Può migliorare la qualità dell'esercizio?

Così abbiamo detto ai partecipanti di camminare verso il traguardo mentre trasportavano un peso extra.
Abbiamo aggiunto dei pesi alle caviglie pari al 15% del peso corporeo.  Abbiamo detto loro di alzare bene le ginocchia e di raggiungere velocemente il traguardo.
Abbiamo ideato quest'esercizio per essere moderatamente difficile ma non impossibile, come i normali esercizi che migliorano la nostra forma fisica.
Ha funzionato!
Chi ha tenuto gli occhi sul premio ci ha poi detto che aveva impiegato il 17% in meno di sforzo rispetto a chi si guardava intorno. Era cambiata la percezione soggettiva dell'esercizio.
E non solo! Era anche cambiata la natura oggettiva dell'esercizio: chi teneva gli occhi sul premio si muoveva più velocemente del 23% rispetto a chi si guardava intorno.

Eravamo molto contenti, perché significava che questa strategia, che ha un costo zero, che è semplice da attuare, a prescindere se si è in forma o meno, aveva un grande effetto.
Tenendo gli occhi sul premio l'esercizio risultava più semplice:  anche se le persone faticavano di più, dichiaravano uno sforzo minore e si muovevano più velocemente.
Tenere lo sguardo sul premio potrebbe essere una strategia aggiuntiva per aiutarci ad avere uno stile di vita sano.


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