Trovare Motivazione al Lavoro. Per sè e per gli altri

La motivazione al lavoro è un tema critico: in tutto il mondo le ricerche sul livello di soddisfazione dei lavoratori sono sconfortanti, nonostante mille iniziative che i reparti HR  e i capi funzione inventano ogni anno.  E molte ricerche confermano che la motivazione delle persone è direttamente correlata  con la performance e con i risultati economici.
Essere motivati e riuscire a motivare gli altri dipende da comportamenti semplici ed essenziali, che soddisfino bisogni primari dell'essere umano e che troppo spesso facciamo passare in secondo piano. Sono comportamenti legati alla capacità di far percepire sicurezza, senso di appartenenza,  scopo e valori, autonomia, miglioramento e crescita, apprezzamento. 
Quanto ci prestiamo attenzione? Cosa facciamo concretamente?
Lavoriamoci insieme!

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Parlare di motivazione al lavoro significa parlare di felicità al lavoro.
E non ne parliamo per esser "tutti più buoni". 
Non è questione di buonismo. E' questione di efficienza ed efficacia. 
Quando pensate che preoccuparsi di quello che motiva le persone sia una perdita di tempo, ripensate a questo studio che dice che le aziende con persone committed e motivate danno un profitto superiore del 19% rispetto a quelle che non ce li hanno. Viceversa le aziende con una forza lavoro poco motivata e coinvolta, hanno un valore azionario più basso del 44% rispetto alla media. 
E poi ricordatevi anche che secondo lo Studio Gallup, che negli Stati Uniti misura il livello di motivazione della forza lavoro dal 2011, la percentuale più alta di persone motivate è stata del 34%. Un pò troppo poco, se pensiamo anche a quante iniziative le aziende creano per motivare i dipendenti.
Non sarà  il rapporto con i capi e i colleghi da nutrire e allenare, invece che occuparsi di viaggi premio o convention?


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quali sono i lavori che danno la più grande motivazione
Ci sono bisogni umani fondamentali. Maslow cominciò a descriverli negli anni '70 con la sua famosissima scala. I primi 3, subito sopra i bisogni fisiologici, sono la sicurezza, il senso di appartenenza e il senso di sè. Al lavoro abbiamo bisogno di soddisfare questi 3 bisogni per sentirci motivati. E abbiamo bisogno di prestare attenzione a questi 3 bisogni negli altri per instaurare relazioni lavorative e umane che li facciamo sentire motivati e felici di venire al lavoro e di dare più di quello che è richiesto dalla job description.
Ovviamente non tutti siamo ugualmente sensibili a tutti e 3 i bisogni primari. Dipende da come siamo cresciuti, dalle nostre esperienze, dalle fasi della vita.
Fermarci a pensare per noi stessi quali di questi bisogni sono soddisfatti, e se non lo sono individuare strade perchè lo siano, dovrebbe occupare un pò del nostro tempo ogni settimana, o almeno ogni mese. Lo facciamo?
Parlare con le persone per capire cosa le motiva, di cosa hanno bisogno per sentirsi sicure, in relazione con gli altri, e realizzate appieno è la semplice e difficilissima cosa da fare. Manca il tempo, diciamo. E' proprio il tempo che manca?

KNOW THE JOBS THAT GIVE THE HIGHEST MOTIVATION



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Lezione di Marshall Goldsmith per aumentare la motivazione al lavoro: avere capi e colleghi che non dicono mai SI, MA. E' impossibile, direte voi. E' molto difficile, è parte del nostro normale modo di parlare, è anche molto tipico delle persone perfezioniste e orientate al miglioramento continuo. Eppure la prima volta che il mio trainer di PNL mi disse che le negazioni sono veleno per il cervello il concetto mi si è fissato in testa e non è uscito più. Ora non dico che riesco a rispettare sempre questa regola aurea. Il MA è una parola del dizionario che ha la sua utilità. Eppure ho ben presente che nel momento in cui diamo un feedback a qualcuno o esprimiamo un parere su un lavoro, dire BENE, MA attira l'attenzione solo sulle cose negative, e depotenzia totalmente le positive.
Che ne dite di provare a dire "SI, E"....INVECE CHE  "SI, MA"





Si lascia un'azienda perchè non ci si sente apprezzati. 
Si ama il proprio lavoro prima di tutto perchè ci si sente apprezzati da capi e colleghi. 
Non che lo scopo del lavoro sia ricevere una pacca sulla spalla o un premio, ma se il lavoro è fatto insieme e per gli altri, non essere apprezzati significa non essere visti, non esistere. 
Quanto crediamo che l'apprezzamento sia cruciale per essere motivati al lavoro?
Quanto apprezzamento diamo? e quanto ne riceviamo?


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Ricerche condotte alla Columbia University mostrano che gli studenti valutati secondo un sistema che premia il trend della performance individuale, e che si focalizza sul miglioramento nel tempo, hanno risultati migliori rispetto agli studenti valutati in comparazione con i loro colleghi. Dunque per generare un miglioramento continuo dobbiamo costruire sistemi di valutazione diversi nelle aziende.
Per ottenere un approccio di miglioramento continuo, la domanda utile da fare non è "Qaunto sei bravo" domanda che ti confronta con gli altri. La domanda utile da fare è "Quanto sei migliorato?"


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quello che motiva le persone è lo scopo , il perchè facciamo qualcosa non il cosa facciamo
Simon Sinek è diventato molto famoso per questo semplice speech sulla vera natura della motivazione, e anche della capacità di influenzare e trascinare gli altri. In sintesi se noi siamo motivati da uno scopo più grande dello specifico contenuto del nostro lavoro, la gente intorno a noi lo percepisce, e si sente coinvolta e ispirata. Noi siamo più felici e gli altri lavorano bene con noi. Le persone sono come prodotti, anche se il paragone può sembrarvi inadeguato. Quando compriamo un prodotto non compriamo solo la sua funzionalità: compriamo un mondo, compriamo le emozioni, uno stile di vita, che ci rappresenta e ci coinvolge. Compriamo il why, non il what. Tutte le aziende e tutte le persone sanno cosa fanno per vivere, conoscono il WHAT. Molte hanno anche un modo specifico , un HOW che le caratterizza nel portare a termine il loro lavoro . Ma solo le aziende e le persone che hanno uno scopo chiaro, un WHY potente sono quelle che ispirano, coinvolgono, motivano. E il WHY non deve essere una vision altissima come quella di Martin Luther King o Nelson Mandela. Ognuno di noi nella sua quotidianità può mettere a fuoco chi vuole essere, per chi e in nome di cosa. Quando lo mettiamo a fuoco, quel WHY ispira le nostre scelte, le nostre relazioni e il nostro modo di lavorare, anche quando ci troviamo costretti dalla circostanze a fare un lavoro che non ci piace.