Sviluppare i propri Talenti

Il Coaching orienta le persone a prendere consapevolezza delle proprie risorse e dei propri talenti, anche di quelli che magari mostrano solo fuori dall' ufficio.
Ogni Coachee è supportato nel prendere consapevolezza del proprio approccio mentale, valoriale, emotivo e corporeo, e nel costruirne uno più utile, coerente e funzionale alla persona e al raggiungimento dei suoi obiettivi. In azienda, e non solo in azienda, mostrare sicurezza e fiducia in sè è un elemento chiave per far succedere le cose, per influenzare gli altri, per portare avanti progetti. 
E non c'è un solo modo per essere sicuri di sè, ognuno ha le proprie risorse e il proprio stile. Un coach non offre ricette preconfezionate, ma lavora con i Coachee per far emergere il meglio di ognuno. Il lavoro che si fa è orientato a costruire convinzioni potenzianti a cui appellarsi di fronte alle difficoltà, a guardare il buono che c'è, a concentrarsi sul miglioramento piuttosto che su ciò che manca.

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Una lezione di vita fondamentale e una regola di vita da ricordare sempre è che i momenti difficili tirano fuori il meglio di noi. A volte ci può sembrare che non sia così, che le difficoltà rischino di indurirci o di travolgerci. Ma se teniamo il cuore e gli occhi aperti, saranno molte di più le cose positive che scopriremo di noi, le risorse di cui ci accorgeremo, le lezioni utili che impareremo, che non il contrario. E' vero che ci sono persone che sembrano attraversare la vita senza preoccupazione alcuna, mentre molti di noi si considerano fin troppo traditi dalla sorte. E se invece che chiederci "perchè a me?" provassimo a chiederci "cosa posso ricavare per me con quello che sta accadendo?"  Se invece che domandarci "perchè a lui no?" ripetessimo a noi stessi "io ho l'opportunità di diventare migliore, per me stesso e per gli altri." . Del resto le storie di riscatto, e le vite meravigliose di tanti personaggi colpiti duramente dal destino eppure felici e realizzati sono lì tutti i giorni a ricordarci che non è mai quello che ci succede che conta. E' come lo percepiamo. Pervasivo - Permanente - Personale ? Oppure Specifico - Temporaneo - Casuale ?


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Essere sicuri in quello che si fa richiede preparazione e studio.
Non ci sono scorciatoie a questo. Anche se hai un talento cristallino, lo dovrai allenare, lucidare. E poi  "anche i migliori possono sempre migliorarsi". Non c'è attore o ballerino che non passi ore sul palcoscenico o in studio a prepararsi. Non c'è atleta che non dedichi alla preparazione un certo numero di ore ogni singolo giorno della sua vita. E lo stesso vale per noi, che facciamo i manager, lavoriamo insieme a persone molto diverse da noi, facciamo presentazioni in pubblico, vendiamo idee.
Ogni giorno è un'occasione di allenamento. E se non ti alleni rischi di far svanire anche le risorse e i talenti più preziosi che hai.


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La sicurezza di fronte alle situazioni stressanti, complesse e faticose è direttamente proporzionale alla consapevolezza di sè e della propria area di intervento. 
Le tre domande famose di Tim Gallwey sono molto preziose per "guardarci allo specchio" e trovare nuove strade:
1. Cosa non controlli di questa situazione?
Riconoscere che ci son cose che non dipendono da noi e far pace con esse è fondamentale come arduo
2. Cosa stai cercando disperatamente di controllare, e invece non riesci?
Spesso ci ostiniamo a voler cambiare qualcosa che non dipende da noi, oppure ci opponiamo strenuamente a qualcuno o qualcosa, ottenendo solo di perdere tante energie. Oppure ancora ci incaponiamo nel fare in un certo modo nonostante si dimostri inefficace.
3. Cosa potresti controllare, e invece non lo stai facendo?
Nel rispondere a questa domanda al primo posto c'è il tuo stato d'animo, ci sono le tue emozioni, che se riconosciute e gestite amplificano la tua capacità di affrontare qualunque difficoltà, e influenzano in modo importante le reazioni degli altri. Poi ci sono i tuoi valori e convinzioni, che puoi mettere in discussione, o priorizzare diversamente. Poi, guardando oltre a te, c'è forse  un alleato che potresti attivare? potresti magari vedere il problema da un altro punto di vista?



La sicurezza viene dalla consapevolezza di sè e della propria forza. Molti di noi quando ci viene chiesto "in cosa sei bravo?" fanno fatica a rispondere. Eppure tutti abbiamo risorse, qualità, talenti, valori, conoscenze, esperienze, che ci rendono unici e sono il nostro fondamento.
E la cosa più importante da fare, anche con i bambini quando sono molto piccoli, è allenarci a riconoscere le aree di forza, invece che concentrarci su quello che non va. Riconoscerle, gratificarle e farle diventare lo strumento che ci fa sentire in grado di superare le difficoltà. Alla nostra maniera.


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L'approccio positivo è la chiave della sicurezza personale e del successo, sul lavoro e fuori. 
Molti pensano che si debba avere successo per essere felici. E se fosse proprio il contrario?
Se la felicità  e l'approccio positivo fossero la via per cogliere opportunità, imparare e migliorare, e ottenere risultati straordinari. 
Guardate il TED TALK di Shawn Achor, psicologo CEO di Good Think Inc.  12' VIDEO


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Essere sicuri di sè significa avere fiducia, e al contempo prepararsi e imparare dai fallimenti. In realtà il modo utile di pensare è vedere gli insuccessi non come fallimenti, ma come opportunità per imparare e migliorarsi. SEMPRE. Un vecchio detto dice "chi non fa non sbaglia". Chi non rischia non sbaglia, e nemmeno impara, e nemmeno migliora. Solo avere voglia di tentare, anche se abbiamo paura, ci permette di andare oltre ai nostri limiti. Che realmente sono quasi sempre solo nella nostra mente.