Leadership al Femminile

Sono una donna, e sono un manager. Se il mio lavoro di Coach è orientato ad aiutare chi lavora in azienda a vincere la sfida quotidiana di gestire il proprio team, la propria carriera e la propria vita con armonia, ancor di più lo è con le donne. Ecco qualche spunto di riflessione per le mie "colleghe", per sviluppare con armonia e soddisfazione la loro leadership,  e per gli uomini che lavorano e vivono con loro, per sfruttare al massimo i vantaggi della leadership al femminile.
Ovviamente non solo le donne individualmente a doversi occupare di come tirare fuori il meglio di sè sul lavoro, ma le organizzazioni e i team leader possono e devono fare tanto.

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Impietosa fotografia, eppur vera. Lo dico per esperienza diretta e indiretta. Le donne fin dai tempi della scuola sono mediamente più sgobbone. E questo le aiuta ad arrivare fino ad un certo punto, superando spesso gli uomini in qualità e quantità dei risultati raggiunti. Poi, quando la carriera richiede di essere meno brave tecnicamente e più abili sul piano relazionale, iniziano a fare più fatica. Colleghe, quanto vi riconoscete in questa fotografia dell' Harvard Business Review?


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Le donne stanno cambiando il mondo. Hanno sovvertito in solo 100 anni equilibri che erano cristallizzati da millenni. Eppure la strada da fare è ancora molta per avere realmente uguali diritti e opportunità. E tutto sta nel cambiare il modo di pensare a sè stesse, nel fare cose mai fatte prima anche se ci fanno paura, tra cui il cercare anche il confronto e il supporto degli uomini.


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Gli uomini sono un eccellente specchio e un ottimo alleato per noi donne. 
Cercate quelli più aperti e collaborativi, ne troverete davvero tanti. 
E sapete, banalmente, perchè ne troverete tanti? Perchè quegli uomini hanno figlie, e vogliono che le loro figlie abbiano il meglio dal mondo che le attende. 
E poi perchè gli uomini, nella stragrande maggioranza dei casi, vedono e apprezzano quello che le donne portano sul lavoro, e vedono anche come spesso le donne si autosabotano.
Chiedere a un collega di farci da specchio e consigliarci, è molto utile.  E in più coinvolge il collega profondamente, portandolo ancora di più a vederci, capirci e volerci aiutare.  Il tema della parità delle donne è un tema che non può prescindere dal coinvolgere profondamente gli uomini.




Occorre ribaltare l'approccio. Passare dal  "cosa posso fare per essere vista ed avere quel che chiedo?" al "sono determinante, lo so e chiedo ciò che mi spetta". 
Dal "cosa posso chiedere a loro di fare loro per me?" al "cosa voglio fare io per me stessa?"


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L'assertività per le donne è sempre un tema molto critico. Tutte abbiamo prima o dopo pensato quello che diceva Bette Davis. Se un uomo dice la sua con fermezza è uomo. Se lo fa una donna, è una rompipalle, per non dire di peggio. Quanto ci è utile pensare questo? Quanto questa convinzione ci limita nell'esprimere noi stesse, proporre, chiedere, osare?
Le donne che non pensano questo vivono il rapporto con gli uomini in modo più sereno e agile, e si danno più possibilità di quelle che lo pensano. Che ne pensate?


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Legato al tema del "lavorare duramente" di cui parlavamo in cima alla pagina, c'è anche il tema del "prepararsi a dovere". Le donne sono mediamente più sgobbone e più perfezioniste: è frutto dell'educazione familiare e scolastica. Ma se noi, figlie di quella cultura, crescendo ripetiamo lo stesso modello, rischiamo di rimanere profondamente deluse, perchè quell'approccio spesso non funziona, anzi, è controproducente nel mondo del lavoro. Temiamo di non essere mai abbastanza brave, abbastanza preparate, abbastanza talentuose; temiano che se non siamo perfette verremo rifiutate e perderemo la stima delle persone intorno a noi.  E il risultato di queste paure e convinzioni è spesso che non ci buttiamo,  non prendiamo la parola per prime in una riunione, non ci proponiamo per una posizione più alta, non osiamo "bussare alle porte" . Quali e quante opportunità avremmo in più se riconoscessimo le nostre risorse, qualità, talenti, e, invece che sottovalutarci, chiedessimo con forza e proponessimo con assertività?