Lavorare bene in Team

Lavorare in Team può essere la cosa più divertente ed appagante del mondo,  oppure la più frustrante e faticosa. Da cosa dipende? Dal nostro modo di giocare in team; dalla capacità di osservare, capire, accettare, valorizzare il modo degli altri, in vista di uno scopo comune; dal far emergere e sfruttare tutto il buono della diversità invece che ostacolarla o combatterla.
Ormai nessuno lavora più da solo. Siamo continuamente in riunione, spesso nemmeno "fisiche" ma "virtuali". Le organizzazioni hanno strutture complesse e dobbiamo diventare sempre più bravi a lavorare con gli altri e ad ottenere azioni da chi non dipende gerarchicamente da noi. In più oggi sul lavoro interagiscono generazioni molto distanti tra loro, e queste rende il lavoro in team ancora più sfidante.
Ecco alcuni spunti di riflessione, per valutare se il vostro team ha bisogno di un Team Coach

http://eepurl.com/cs2bk9   

http://www.youtube.com/watch?v=jDIZS4IQlQk&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DjDIZS4IQlQk&app=desktop
Lavorando in Team il rischio più grande è avere persone che si occupano solo dei propri obiettivi personali, non curandosi degli altri, anzi, "usandoli" ai loro scopi. Invece quello che spesso registriamo, nell'esperienza fuori e dentro l'ufficio, è che l'aiutare gli altri, anche senza un reale motivo, produce effetti sorprendenti. E, ancora più importante, anche in guerra, la ragione per cui le persone fanno il loro lavoro, danno più del necessario, rischiano in proprio, non è tanto un obiettivo alto e filosofico, ma è la fiducia e la stima per le altre persone, il farlo per gli altri, il soddisfare un bisogno primario e biologico di costruire relazioni solide e calorose. Eppure spesso non succede. Perchè?
Guardate questo video di Simon Sinek. Il video dura 40', ed è ricco di spunti pratici ed importanti sul lavoro in team, nei più diversi tipi di organizzazioni. Potete cliccare sulla foto e sul link qui di seguito.

http://www.youtube.com/watch?v=jDIZS4IQlQk&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DjDIZS4IQlQk&app=desktop



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Lavorare in team significa avere prima di tutto chiaro il senso di quello che stiamo cercando di raggiungere, come team. Uno scopo chiaro e condiviso, che abbia senso per ciascuno, e per cui ciascuno trovi il modo di dare un contributo significativo, è la base per il lavoro di team. 
E' così nel tuo team?


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Se vi riconoscete in questi casi, che ne dite di provare questa tecnica ? Già il fatto che faccia così ridere potrebbe essere un motivatore molto forte a partecipare e dare il meglio di sè.
E chissà che da qui non esca proprio l'idea geniale che cercavamo. Mi raccomando: tutto è consentito, qualunque follia! E' utilissimo lavorare in team perchè da tante teste e tanti cuori nascono molte più idee di quelle che potremmo immaginare da soli. Solo che a volte i brainstorming vanno fuori controllo, o portano tante idee originali ma niente di concreto, oppure non producono l'idea geniale di cui abbiamo disperatamente bisogno.




Il lavoro in Team è bellissimo e faticoso perchè nello stesso gruppo ci sono persone diverse, con mentalità diverse, approcci al mondo e alle decisioni diverse. Chi è più orientato alle persone e chi più al risultato. Chi comunica in modo diretto scegliendo linee dritte per andare da A a B e trascurando le deviazioni e gli impatti laterali, e chi comunica in modo indiretto, facendo molti giri per far passare un concetto, e tenendo conto di molte implicazioni. Come interagire in modo efficace con stili così diversi dal nostro? Non giudicare è la prima grande sfida. Apprezzare è la seconda. Rispecchiare la terza. Essere persone più efficaci, capaci di lavorare insieme agli altri e produrre risultati sorprendenti è ciò per cui vale la pena farlo.


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Nei team di lavoro ci sono oramai 3 o 4 generazioni diverse che cercando di parlarsi, capirsi, coordinarsi verso un obiettivo comune. Difficilissimo in alcuni casi. Uno studio pratico e molto utile condotto da BridgeWorks www.generations.com ha portato all'interessante libro "When Generations Collide" . Ci vediamo descritto il ritratto di tutti i valori, convizioni , esperienze, obiettivi di generazioni che vengono da decenni molto distanti tra loro. E ci troviamo molti suggerimenti pratici per vedere, capire, interagire, prendere il meglio da ogni generazione e lavorare insieme beneficiando della varietà più alta che si sia mai vista sul posto di lavoro. Facciamone un'opportunità invece che una sofferenza.


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Se cerchiamo di lavorare solo con persone uguali il nostro team è destinato al fallimento. Certo, avere a che fare con ciò che è diverso da noi è faticosissimo. Ma è anche molto liberatorio sapere che è necessario. E che in un team non tutti devono essere capaci di fare tutto. Possiamo sfruttare il contributo delle persone dando loro la possibilità di giocare con ciò che viene loro meglio. Possiamo però anche sperimentare cosa vuol dire "mettersi cappelli diversi" per apprezzare i pro e i contro, le luci e le ombre di tutti gli approcci. Fatto sta che in qualunque discussione e decisione servono questi 6 approcci: l'obiettivo (che conta sui numeri, sui fatti, sulle osservazioni), l'intuitivo (che conta sull'istinto e l'intuizione, che percepisce gli impatti sulle persone delle decisioni, che guarda oltre l'immediato), il critico (che cerca le falle per correggerle, che cerca di evitare gli errori e i fallimenti, che prevede anche il peggio) , l'ottimista (il positivo, quello che vede il punto di arrivo in tutta la sua bellezza, e trae da lì l'energia per superare gli ostacoli), il creativo (chi ha visione laterale, guarda da un altro punto di vista, guarda oltre, rovescia le carte e le rimescola in un altro modo) lo strutturato (che definisce il processo, come andremo da A a B, cosa servirà, come ce lo procureremo, quando e con l'aiuto di chi, quanto costerà etc etc).
Se ci perdiamo un approccio, rischiamo molto: dal prendere decisioni subottimali o "piccole", perdendo delle opportunità, al fare grandi errori ed andare incontro a grandi fallimenti. 
Quanto fate questo lavoro nei vostri team?