Comunicare in modo efficace

Comunicare con gli altri in modo efficace, in ufficio e non solo, significa far passare il messaggio, la motivazione, l'emozione che per noi sono importanti. 
E farlo con persone che spesso sono molto diverse da noi, e non sono sensibili ai nostri stessi valori o principi guida.
Ogni giorno in mille situazioni diverse ci troviamo a "vendere qualcosa", che sia un'idea, un prodotto, un progetto di cambiamento.... Spesso dobbiamo costruire presentazioni per raggiungere il nostro scopo, e anche parlare in pubblico. Questi sono argomenti molto caldi per i manager . Ma anche per chi vuole migliorare il suo modo di interagire con amici, colleghi, familiari.  

http://eepurl.com/cs2bk9   

Un breve self assessment può aiutare a mettere in luce in cosa siamo forti e su cosa possiamo migliorare quando parliamo in pubblico, anche se molto più utile è registrarci, e rivederci, e anche chiedere ai colleghi che stimiamo di darci i loro feedback, apprezzativi e correttivi. E' già sufficiente questo per guadagnare molto in consapevolezza. E' un gran punto di partenza.


********************************************************************


Secondo un vero "drago" del parlare in pubblico, Steve Jobs, presentare qualunque cosa a una audience significa 3 cose. La prima è PREPARARSI. Tanto e a fondo. Prima di tutto sui contenuti.
La fase di preparazione è la più importante, ed implica innanzitutto il mettersi nei panni di chi riceverà il messaggio, chiedersi cosa è importante per loro. Dopo di che dobbiamo decidere:
- cosa vogliamo che sappiano alla fine della presentazione
- come vogliamo si sentano
- cosa vogliamo che facciano. 
Solo quando abbiamo risposto a queste 3 domande, possiamo dedicarci alla seconda fase: la  COSTRUZIONE della presentazione. Stendiamo le slide, in modo coerente, ricordando che devono essere poche, con poche parole, semplici, capaci di passare l'emozione che vogliamo passare, con grafici che rendano comprensibili i fatti chiave, con metafore che facciano vivere i numeri.
Infine viene la terza e ultima fase: la DELIVERY: in quella fase è fondamentale saper gestire il proprio stato su un palco davanti ad altre persone, saper focalizzare l'attenzione sull'audience e sul suo coinvolgimento, utilizzare in modo appropriato della propria voce.....


********************************************************************


La maggior parte delle persone che parlano in pubblico si preoccupa di sè: come mettere le mani, come stare in piedi, dove mettere i fogli. Gestire il proprio corpo e il proprio stato d'animo è sicuramente cruciale, e diventa molto più semplice se ci concentriamo su chi abbiamo davanti. Non siamo noi al centro della questione, la nostra audience lo è. E lo deve essere fin dalla fase di preparazione: cosa è importante per l'audience, quale problema cerca di risolvere, quali obiettivi ha.
Rispondere a queste domande, e se non abbiamo le risposte, cercarle prima di costruire la presentazione, fa la differenza tra riuscire e fallire.








http://www.ted.com/talks/amy_cuddy_your_body_language_shapes_who_you_are?language=it
Andando in maggior dettaglio sul tema della fisiologia e delle powerposes ecco un video fondamentale da guardare e memorizzare. Gli studi di Amy Cuddy ad Harvard sono illuminanti e preziosi, da utilizzare non solo quando si deve parlare di fronte a un vasto pubblico, ma in ogni situazione della nostra vita in cui vogliamo essere convincenti, coinvolgenti, sicuri e centrati.
Guardate qui il TED Talk di 20'


********************************************************************

Gestire il proprio stato per una presentazione significa scegliere lo stato emotivo più utile a quel momento. Per far ciò occorre richiamare il ricordo vivido di un'occasione in cui  abbiamo o abbiamo avuto accesso alle risorse che sentiamo ci servono per essere efficaci nel presentare. Possiamo cercare  nella memoria un momento in cui siamo stati particolarmente efficaci, o convincenti, o veloci e reattivi, o fluidi. E non importa che sia un momento lavorativo, sono molto potenti i momenti extra-lavorativi. Una volta trovato l'episodio giusto, dobbiamo richiamarlo alla memoria in tutti i suoi elementi sensoriali, visivi, uditivi, emotivi e sensoriali, finchè lo riviviamo al 100%. Quando ci sentiamo là al 100%,  siamo sicuri di aver attivato tutte le risorse utili di quel momento. Per il cervello vivere nel presente e ricordare sono la stessa identica cosa. Ricordando attiverà gli ormoni e lo stato emotivo di quel momento. 
Ma se non abbiamo nel nostro "carnet" un ricordo utile, possiamo sempre..... metterci nei panni di un'altra persona. Scegliere qualcuno che per noi è l'emblema della capacità che desideriamo per parlare in pubblico con efficacia, rivivere un momento a cui abbiamo visto quella persona in azione, come su uno schermo del cinema, richiamando tutti gli elementi visivi, uditivi, emotivi e sensoriali....e fare l'esperimento di entrare nello schermo e diventare quella persona. Nel momento in cui il cervello si sente nel corpo di un altro, non può far altro che essere all'altezza del ruolo.


********************************************************************


Nella fase della Delivery, invece che temere l'imponderabile, la cosa fondamentale è concentrarsi su quello che possiamo gestire. 
1. Possiamo gestire le nostre convinzioni: possiamo sostituire le paure con convinzioni potenzianti, e richiamare il ricordo vivido di momenti della nostra vita in cui siamo stati in possesso delle risorse che ci servono in quel momento. 
2. Possiamo gestire la postura in modo da adottare power poses che attivino testosterone e dopamina, ormoni alla base della sicurezza e della forza interiore.
3. Possiamo, anzi, dobbiamo, concentrare il nostro focus sull'audience. Guardare in viso le persone ci permette di stabilire e mantenere un contatto e verificare se l'emozione che provano è quella che desideriamo e regolare la nostra delivery in maniera coerente. E se il cervello è occupato a fare questo, non avrà tempo per preoccuparsi o pensare ad altro.